Amico fragile

«Medicina, legge, economia, ingegneria sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore, sono queste le cose che ci tengono in vita». Così il professor Keating ammoniva i propri allievi ne L’Attimo Fuggente. A Robin Williams lo scorso 11 agosto l’esistenza deve essere sembrata così disperatamente priva di bellezza ed amore da decidere di terminare i propri giorni a 63 anni, appeso tra l’anta dell’armadio e lo stipite della porta con una cintura stretta attorno al collo. Solo, come nessuno dovrebbe mai essere. Williams è stato il più grande comico americano degli ultimi 30 anni. Aveva un talento istintivo ed istrionico, travolgente e particolarissimo, al di fuori degli schemi e mai piegato a maniera o metodo. Non a caso alcuni dei suoi ruoli più convincenti sono quelli di personaggi che lottano contro il conformismo e le convenzioni del sistema, mai disposti a seguire regole imposte da altri, fossero quelle dell’esercito (Good Mornig Vietnam), di un rigoroso college (L’Attimo Fuggente), di una facoltà di medicina (Patch Adams), di un ospedale (Risvegli) o persino quelle classiche di una famiglia (Mrs. Doubtfire). Ma l’attore era molto di più di un semplice comedian, visto che grazie a sensibilità e versatilità non comuni aveva interpretato diversi ruoli drammatici con grandissima credibilità ed efficacia. Per motivi economici, negli anni più recenti aveva partecipato a non pochi film mediocri, deprezzando la sua figura professionale. Anche per questa ragione, specie nell’ultima parte della sua carriera, il suo enorme talento non è stato sfruttato come avrebbe meritato. Restano comunque una manciata di film memorabili che hanno accompagnato e segnato più di una generazione.
 
Fuori da ogni retorica, oltre il vulcanico artista se ne va un amico, un fratello maggiore, una figura paterna in alcuni casi. Una guida che ci ha regalato tante risate, ci ha fatto sognare, ci ha spinto a riflettere e ci ha aiutato a crescere. Sicuramente più fragile di quanto non potessimo sospettare, ma proprio per questo motivo ancor più vicino a noi. Oh Capitano, mio Capitano!
 
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3 Commenti

  1. paluca66 commenta:

    Grazie Paolo per questo bellissimo ricordo, delicato e commovente.

  2. luigi commenta:

    come sempre, quando si parla di cinema, sei perfetto…
    ho visto tantissimi film di Williams, di ogni sorta, e tutti belli…tristi, comici, riflessivi…
    sapeva recitare a 360°..una qualità ai più sconosciuta…
    non meritava una fine cosi assurda…

  3. sherszade commenta:

    In tempi tanto avari la perdita di Robin Williams ci impoverisce maggiormente. La solitudine, il dolore insopportabile che porta al suicidio mi fa molto riflettere.
    sheraconungrazieconunabbraccio

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