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Categoria: santoro

Pestaggi mediatici

Pestaggi mediatici

L’enorme conflitto di interessi di berlusconi, tycoon dei mass-media ed insieme presidente del consiglio, è il peccato originale da cui deriva la condizione drammatica in cui versa il mondo dell’informazione nel nostro paese. Dopo i recenti casi dell’ex direttore dell’Avvenire Boffo, del giudice Mesiano e del Presidente Fini, è la volta del Presidente di Confindustria a fare le spese di un’informazione brandita come arma di costrizione e ricatto. E non importa se le notizie martellate giorno dopo giorno dai giornali e dalle televisioni di proprietà del premier sono vere, addomesticate o del tutto false. Ciò che conta è fabbricare la quotidiana quantità di fango che serve a screditare ed intimidire chi osa muovere delle critiche a berlusconi. Credo che la vicenda Marcegaglia sia in questo senso emblematica del livello miserevole raggiunto da Il Giornale e certo fa rabbrividire pensare che Feltri e Sallusti siedono oggi sulla stessa poltrona che una volta fu di Montanelli!

In questo contesto si inserisce anche il gravissimo provvedimento disciplinare assunto dal direttore generale della RAI Mauro Masi ai danni di Michele Santoro. La sanzione, da cui ha subito preso le distanze il Presidente Garimberti giudicandola sproporzionata, fa sicuramente parte del disegno berlusconiano di normalizzazione dell’informazione televisiva. Da quando si è insediato a Palazzo Chigi, il Caimano ha promosso un clima di intimidazione nei confronti di alcune trasmissioni sgradite, arrivando persino a fare di persona esplicite pressioni all’AGCOM al fine di ordinare la chiusura di Annozero [fatto che in qualsiasi paese normale avrebbe costretto il premier alle dimissioni]. Oggi la RAI si è di fatto allineata alla fabbrica dei pestaggi mediatici, dando l’ennesima prova di autoritarismo fascista nei confronti della libera informazione.

Nemmeno nello Zimbabwe

Nemmeno nello Zimbabwe

Quest’ultima settimana, in uno straordinario crescendo rossiniano, berlusconi ha dimostrato di quale spregio delle regole democratiche e di quanto tracotante abuso di potere sia capace. Dapprima, cosa priva di precedenti in una democrazia, ha cambiato le norme elettorali senza una discussione parlamentare, grazie ad un decreto legge evidentemente anticostituzionale, che è stato subito dopo sconfessato dal Tar del Lazio. Quindi ha fatto approvare il cosiddetto legittimo impedimento, ossia l’ennesima abietta legge ad personam, fatta ad hoc per consentirgli di non rispondere alla Magistratura delle accuse che lo riguardano. Poi, tra mille ingiurie rivolte agli organi istituzionali, ha spudoratamente mentito per coprire gli errori commessi dai suoi in merito alla vicenda dell’esclusione della lista del PDL a Roma, montando un sistema di accuse contro gli avversari politici, le toghe rosse, la burocrazia e la libera stampa.

Infine alcune intercettazioni telefoniche hanno comprovato le sue esplicite pressioni su Giancarlo Innocenzi [ex deputato PDL], commissario dell’Autorità per le Comunicazioni Agcom, che dovrebbe essere il massimo organo di garanzia della pluralità e della trasparenza dell’informazione, e su Augusto Minzolini, il direttore del TG1. Durante queste conversazione berlusconi avrebbe chiesto la chiusura di Annozero di Michele Santoro e la realizzazione di alcuni servizi per screditare il pentito di mafia Spatuzza ed alcuni magistrati “politicizzati”. Inoltre il presidente del consiglio si sarebbe lamentato della presenza del direttore de La Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari a un’altra trasmissione da lui odiata, Parla con me, condotta da Serena Dandini. «Nemmeno nello Zimbabwe» si sarebbe lagnato il direttore generale della RAI, quando – alla vigilia di una puntata di Annozero riguardante la vicenda Mills – gli telefonò Innocenzi per imbavagliare Santoro. Subito dopo però Mauro Masi avrebbe illustrato il sistema per chiudere Annozero, in futuro però, perchè per farlo la sera stessa ci sarebbe voluto un golpe.

Il pensiero unico – parte seconda

Il pensiero unico – parte seconda

Francamente trovo che i nuovi attacchi rivolti da berlusconi, Fini e la maggioranza ad Annozero siano sempre più preoccupanti. Nella fattispecie non comprendo bene cosa si contesti alla trasmissione di Michele Santoro dedicata al terremoto in Abruzzo. Può l’aver dato voce a qualche opinione critica degli sfollati in merito al lavoro di pianificazione ed organizzazione della Protezione Civile o l’aver sottolineato l’incuria di moltissime costruzioni, fra cui la Casa dello Studente e l’Ospedale San Salvatore, essere la reale motivazione per questa bufera polemica? Ovviamente no, anche perchè se fossero state dette delle falsità o delle diffamazioni si sarebbe risposto in sede penale. Non mi pare peraltro che Annozero abbia assunto una posizione rispetto ai fatti raccontati più partigiana di quella di  certe recenti puntate di Porta a Porta sul caso Englaro, solo per fare un piccolo esempio. Il punto è naturalmente un altro e si inserisce nel disegno berlusconiano di normalizzare l’informazione [si veda al riguardo il tentativo di nominare Maurizio Belpietro alla dirigenza del TG1]. 

Il progetto di creazione di un pensiero unico in Italia è ormai sempre più violento e sfacciato, complice il disinteresse e l’ignoranza dell’italiano medio, obnubilato da decenni di indottrinamento mediatico. Qualsiasi opinione si abbia su Annozero, non si può contestare che sia la più visibile espressione di giornalismo critico e d’inchiesta in Italia. Quella che meglio [insieme a Report e qualcosa di Ballarò] consente un approfondimento e un’analisi critica che può difformarsi dal dominante pensiero unico o, peggio ancora, dal non pensiero. Ho sempre ritenuto che una pluralità di opinioni costituisca un arricchimento, un importante stimolo alla creazione di un senso civico, base indispensabile per ogni democrazia, ammesso e non concesso che quella italiana sia ancora una democrazia.