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Categoria: polverini

Un magna-magna

Un magna-magna

Diventa davvero difficile commentare l’ennesimo scandalo di cui si è resa protagonista la politica italiana. Ancora una volta ci troviamo di fronte ad incredibili episodi di ruberie del denaro pubblico, resi ancor più intollerabili perchè perpetrati in un momento di grave crisi economica in cui ai cittadini vengono imposti continui e pesanti sacrifici. Storie di fatture gonfiate, cene pantagrueliche, toga party, signorine compiacenti, automobili, vacanze lussuose e sprechi vari, sotto il cui peso deflagra il gruppo PdL della Regione Lazio, costringendo alle dimissioni la Governatrice Polverini. Ma le responsabilità sono attribuibili anche all’opposizione, in quanto ha concorso delibera dopo delibera a far lievitare  da 1 a 14 milioni l’aumento del denaro messo a disposizione ai partiti. Il tutto naturalmente mentre si tagliavano i fondi per i trasporti, la scuola e la sanità.
 
E’ evidente ormai come il sistema politico italiano sia costituito, per una sua parte, da un grande serbatoio da cui vengono succhiati denaro pubblico e privilegi fin quando ce n’è. La nostra classe dirigente che dovrebbe occuparsi di come far star meglio la comunità, se ne frega delle difficoltà dei cittadini, preferendo lasciarsi coinvolgere in vorticosi sistemi di magna-magna, completamente avulsa dalla realtà  di coloro i quali sono costretti ai salti mortali per arrivare a fine mese.

Le liste e lo spregio delle regole

Le liste e lo spregio delle regole

La vicenda dell’esclusione della lista PdL a Roma sta assumendo ogni giorno che passa contorni sempre più esemplificativi del modo che questa destra illiberale ha di intendere la politica. Si è partiti con una sconcertante mancanza di professionalità da parte di chi vorrebbe candidarsi a governare una Regione, per poi finire – ancora una volta – col dimostrare l’assoluto spregio delle regole, tipico di berlusconi e i suoi. Si è parlato di far prevalere la sostanza sulla forma – dimenticando che in democrazia la forma E’ sostanza. Si è pensato a decreti legge da promulgare in grande fretta per salvare il PDL da questa farsa tragicomica. Si è montato un sistema di accuse contro la burocrazia, contro la magistratura, contro la stampa e contro gli avversari politici. Si è gridato in difesa dello Stato di Diritto. Gasparri ha affermato: «Chi usa cavilli va contro le regole della Costituzione. Polverini non puo’ essere fermata da chi ha fatto dell’odio la sua battaglia». Una reazione che è parsa tracotante persino all’elettorato di destra, visto il flop della manifestazione indetta dalla Polverini in Piazza Farnese e visto che il sondaggio pubblicato sul sito del PDL, dal tendenzioso titolo “Trovi giusto impedire agli elettori del centrodestra di votare i loro candidati per formalità burocratiche?”, è stato improvvisamente chiuso, dopo che i SI erano arrivati sino al 97%. Forse anche chi vota a destra  sta iniziando a comprendere che il “Governo del fare” in realtà non è altro che il “Governo del fare quello che gli pare”?

Ogni democrazia che si rispetti è tenuta in piedi da un sistema di regole che deve valere per tutti indinstintamente. Se si ritiene che tali norme siano inadeguate le si cambi, ma fino a quando queste esistono vanno rispettate. Nessuno può sentirsi in diritto di agire al di sopra della legge in una condizione di arrogante impunità. Se si sostiene che non conta se una firma c’è oppure no, se si arriva in tempo oppure in ritardo, se un timbro è quadrato oppure rotondo, allora occorrerà spiegare ai cittadini perchè è loro dovere pagare le tasse entro i tempi previsti, o perchè ci si deve presentare in tribunale, quando si è convocati per essere interrogati. Una casta di intoccabili che ogni volta stravolge in corsa le regole che si frappongono ai propri interessi, non può che generare una pericolosissima condizione di anarchia nel Paese.