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Di espulsioni, oranghi ed incompatibilità

Di espulsioni, oranghi ed incompatibilità

Sono almeno tre le notizie che più di altre hanno guadagnato le prime pagine dei giornali in questi ultimi giorni. Prima di tutto la vicenda della moglie e della figlia del dissidente kazako Ablyazov espulse brutalmente dall’Italia e riconsegnate al sanguinario dittatore kazako, amico di berlusconi, senza che per adesso siano stati individuati tutti i livelli di responsabilità tecnica e politica, in primis quella del Ministro dell’Interno Alfano. Secondariamente il pesante insulto che Roberto Calderoli ha lanciato nei riguardi di Cecile Kyenge, paragonata ad un orango durante un comizio! Insulto che – se mai ce ne fosse bisogno – dimostra ancora una volta tutto il carico di rozzezza e razzismo degli esponenti del Carroccio. Quella per il ministro dell’integrazione è una vera ossessione della Lega che evidentemente non riesce a tollerare che un ministro dello Stato italiano sia di pelle nera. Infatti il vicepresidente del Senato arriva da buon ultimo dopo una bella lista di frasi inaccettabili che vanno dai rimandi al Congo, all’evocazione del bonga-bonga e all’incitamento allo stupro.

Infine il disegno di legge presentato dal PD che mira a superare la legge del 1957 che stabilisce che i titolari di una concessione pubblica e i rappresentanti legali di una società che fa affari con lo Stato non possono essere eletti. Il testo, sottoscritto da Luigi Zanda, capogruppo dei democratici al Senato, insieme ad altri 24 firmatari, sostituisce il principio di ineleggibilità con quello più blando di incompatibilità, consentendo a berlusconi di mantenere la carica di senatore [eventuali condanne a parte], a patto di rinunciare entro un anno al controllo sulle sue aziende. Un ddl che definire inopportuno è un eufemismo e che è stato accolto in modo controverso all’interno dello stesso PD. «Se l’intenzione è quella di tentare una forma compromissoria per mantenere inalterati gli equilibri politici nazionali, allora io metto in guardia: non verrebbe compreso dalla maggior parte dei nostri elettori, per non dire da tutti», afferma Laura Puppato. Ironico poi Pippo Civati: «Non si sono resi conto che questa è la prima dichiarazione del PD in cui si dice chiaro e tondo che Berlusconi è ineleggibile».

Il Ritiro

Il Ritiro

E alla fine è arrivato anche l’annuncio. Berlusconi non sarà il candidato del centrodestra nel 2013. Per la poltrona di premier ci sarà Angelino Alfano, e l’uomo del PdL per la corsa al Quirinale sarà Gianni Letta. Il Cavaliere ha ormai compreso che la sua immagine è definitivamente logora e che una sua guida alle prossime elezioni politiche metterebbe in serio pericolo la vittoria del centrodestra. Per lui si ritaglia il ruolo di padre nobile di un nuovo Partito Popolare. Una svolta – quella del Caimano – che mira sia a recuperare quella parte di elettorato moderato che gli ha voltato le spalle in quest’ultimo anno, sia a rifare una verginità ad una compagine di Governo compromessa dagli scandali che hanno investito la leadership durante tutta la legislatura. Naturalmente il ritiro è solo virtuale, perchè con due uomini fidatissimi come Letta ed Alfano ai palazzi del potere, berlusconi è nelle condizioni di garantirsi un controllo senza precedenti sulla vita pubblica di questo Paese. Al centrosinistra il compito, non così semplice, di preparare le contromisure per una mossa che potrebbe anche risultare vincente, oltre che – naturalmente – quello di riuscire a farsi alleanza coesa e credibile.

A proposito di ritiri, anche il sottoscritto lascia Splinder, sicuramente sino a tutto agosto e poi vedremo se a settembre tornerà oppure no quella voglia di scrivere che di recente mi è un pò mancata. A chi passerà da qui, sinceri auguri di Buona Estate.