Ripensare la politica

Le vicende legate alla controversa realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione in Val di Susa, sono assurte da tempo agli onori della cronaca. Mi domando perchè a fronte delle crescenti manifeste perplessità, e non mi riferisco soltanto a quelle portate avanti dagli abitanti della zona, quanto in particolare a quelle di tecnici, studiosi e ricercatori, il Governo abbia preferito assumere una posizione intransingente. E’ della scorsa settimana uno studio di ben 360 docenti ed esperti che evidenzia le ambiguità di un’opera come la TAV e si appella a Monti affinchè riconsideri il progetto. A fronte di così tanti dubbi, esistono però anche delle certezze. E’ cosa certa, infatti, che nel momento in cui si esauriscono gli spazi per un confronto e una mediazione, arrivi sempre la violenza. Altrettanto sicuro è che laddove ci siano concentrazioni di masse, meglio ancora se sotto i riflettori dei media, si infiltrino immancabilmente agenti provocatori o persone animate da logiche ed interessi diversi da quelli sul tappeto.

E’ evidente ormai come la vicenda della TAV abbia travalicato i problemi originari, e sia diventata simbolica del malessere che la gente avverte nei confronti della politica e delle istituzioni, non più percepite come rappresentative delle istanze popolari. E’ forte il bisogno che la nostra democrazia torni ad essere partecipativa e metta al centro del proprio agire la capacità di dialogare e comprendere, e non tanto lo sterile scontro fra tifoserie contrapposte. 

Questo post è catalogato in monti, politica. Vai al permalink.

44 Commenti

  1. Sed commenta:

    Ripensiamo pure la politica ma senza tralasciare i Fondamentali.
    Altrimenti la democrazia diventa democraticismo e il rispetto delle minoranze qualcosa che rischia di travalicare volontà non solo istituzionalmente espresse, ma pure quelle,e ci sono, di comunità locali che non sono dello stesso avviso dei No Tav.

    Questa storia va avanti da dieci anni nell’arco dei quali si sono avvicendate due maggioranze e mezza di differente colore, sono state avviate consultazioni ( e relative modifiche al progetto originario) convocati esperti -(e per 360 che dicono : orrore! Ne trovi altrettanti che dicono : che bellezza) studi di impatti ambientali etc etc. Non si può certo dire che i cittadini di quelle valli non siano stati ascoltati.
    Più di me che respiro polveri sottili a go-go, di sicuro.
    Ora, come si può chiedere a Monti che è lì da tre mesi di prendere una decisione peraltro in controtendenza con quanto finora stabilito anche in sede transnazionale?
    Premetto che sulla TAV non ho opinioni,me le hanno scombiccherate dieci anni di confusione,cattiva informazione, Nimby come se piovesse e strumentalizzazioni.Ma quel che accade intorno all’affaire Val di Susa ancora sono in grado di decifrarlo.
    Il luogo del malessere? Diciamo piuttosto il luogo in cui partitini e movimentini senza prospettive cercano di dare un senso al proprio scarso”fare politico” o,più di recente, partiti meno ini che invece sono pronti ad intercettare qualunque protesta per trarne profitto elettorale – Non erano forse anche Vendola e Di Pietro al governo mentre c’erano le proteste No Tav? –
    Quanto ai violenti e ai provocatori non sto certo a dar ascolto all’ipocrisia delle anime belle : se non ci fossero quelli,il movimento non avrebbe la visibilità che ha,quindi gli uni sono ben lieti della presenza degli altri.
    Come cittadini dovremmo pretendere decisioni,possibilmente prese a maggioranza e nei luoghi deputati, altrimenti facciamo una bella modifica costituzionale e affidiamo tutto alle assemblee di condominio.Lì l’ascolto sarebbe …capillare.

  2. RearWindow commenta:

    @Sed
    Non sostengo che Monti debba obbligatoriamente prendere una decisione differente da quella già stabilita, dico soltanto che – specie in un momento storico come questo, in cui la sfiducia nei confronti della politica è largamente diffusa – forse sarebbe cosa utile per tutti non dare l’impressione che decisioni così importanti e, nonostante se ne parli da anni, tuttora controverse e combattute, non calino dall’alto in modo autoritario. Non mi pare che, qualora ci fosse la volontà politica di farlo, sarebbe cosa così disdicevole da mettere in pratica…

    • Sed commenta:

      Forse non mi sono espressa bene : nessuna opera pubblica è stata mai sostenuta da tanto “dialogo”. L’Osservatorio sulla TAV – organismo governativo che si è incaricato di studi e monitoraggi – ha già ascoltato i 54 sindaci ( di cui solo 4 nettamente contrari) con riunioni mensili che durano da ben cinque anni, all’interno delle quali sono state apportate modifiche sostanziali al progetto. Ben due, che hanno riguardato costi,impatto ambientale e modifica del percorso.
      Siamo pertanto giunti all’ora delle decisioni. Quali che siano.
      Mi dirai piuttosto che essendo lo Stato, al momento incapace di controllare la spesa nelle grandi opere, Monti potrebbe mettere mano a questa parte non irrilevante del problema – e gliene saremmo infinitamente grati – ma è assurdo continuare ad agitare un “dialogo” che per molti significa semplicemente trascinare questa storia all’infinito così nulla accade.
      E’ politica questa?

  3. Anonimo commenta:

    Comunque è sconcertante la scarsa informazione sui fatti legati alla TAV… Io sono scioccata veramente..

  4. ipitagorici commenta:

    Certamente ormai la questione “TAV” sta andando sullo sfondo, mi pare che la Val Susa sia diventata la sede per uno scontro “Stato-antagonisti”.
    I capi del movimento hanno fatto entrare o non sono riusciti ad evitare l’ingresso di elementi pessimi all’interno della loro protesta e le loro ragioni, forse anche giuste, ormai sono state “rovinate” da violenze e affini.
    Questi ingressi nel movimento sono stati voluti e facilitati da chi vuole l’opera ? O sono stati genuini ? Non so dare una risposta.

    Non mi piace nemmeno questo clima omertoso per cui chi è favorevole all’opera e vive in Valle debba praticamente evitare di dare il suo consenso pubblicamente…
    Sui costi e i benefici non mi sento di prendere una posizione. Da un lato l’assenza di quest’opera effettivamente taglia l’Italia fuori dall’Europa, dall’altra frequentando i treni per pezzenti (regionali e urbani) tutto quel denaro forse si poteva utilizzare in altro modo…

  5. pyperita commenta:

    Su questo argomento non sono riuscita a farmi un’idea. Si sentono solo polemiche ma mai fatti, dati, che aiutino a capire se è utile o meno, se davvero l’impatto sarà devastante, quanto costerà, se sarà utile a ridurre i tempi ecc.

  6. RearWindow commenta:

    @sed
    Ti eri espressa benissimo. Il dialogo c’è sicuramente stato, però è un fatto che evidentemente non è stato sufficiente. Io voglio dire, cioè, che i benefici di un’opera così importante e impattante dovrebbero essere, a seguito di tale dialogo, fuori dubbio. E non mi riferisco tanto alle proteste degli abitanti della zona, quanto piuttosto ai tanti, fra esperti e studiosi, che mettono in dubbio l’efficacia dell’opera. E’ possibile, mi (ti) chiedo, che a fronte di così tanto dibattito, ci siano ancora tante e diffuse perplessità? Perchè i vari Governi non sono riusciti a dimostrare l’utilità della TAV in modo incontestabile? Ecco… questa cosa mi perplime e mi rende sospettoso…

    @Anonimo
    Sono d’accordo… l’informazione che si ha perlomeno non è in grado di fugare i dubbi circa l’utilità di un’opera del genere…

    @Bruno
    Neppure io so prendere una decisione. Il fatto però che in tanti esprimano dei dubbi al riguardo e non siano nelle condizioni di avere un’opinione precisa, è già di per sè un dato su cui riflettere…

    @pyperita
    Infatti… è proprio questa cosa che mi pare sorprendente (in senso negativo)…

  7. Emmeggì commenta:

    Mi piacerebbe sapere chi sono e cosa dicono gli altrettanti studiosi che esprimono favore a questo ennesimo scempio (di proporzioni devastanti) del territorio. Intanto, io propongo questo: http://www.ilmanifesto.it/dossier/tav-unopera-inutile/
    E’ vero che c’è stato già dialogo, ma il punto è un altro: queste opere, come il Ponte sullo stretto, non è che devono essere fatte con le varianti, ma proprio NON devono essere realizzate, se si vuole mettere al centro la salute pubblica di umani e territorio.
    Condivido il fastidio per i comportamenti delle frange spazzatutto-spazzatura, purtroppo forse in questo periodo troppo visibili. Si tratta di ragazzetti che pretestuosamente e strumentalmente mettono al centro il loro desiderio di rivolta e non la lotta del territorio. Andrebbero sicuramente arginati perchè arrivano ad agire in modo intimidatorio, ignorante, violento proprio come le mafie contro cui vorrebbero (credono di) scagliarsi.

    • Sed commenta:

      Sono una lettrice affezionata del Manifesto e ne conosco – e talvolta apprezzo – le posizioni, ma non sono ( e non voglio diventare) scienziata,ingegnere,architetto,medico etc etc .Ergo non sono in grado di distinguere tra la validità di una tesi piuttosto che quella di un’altra.
      Come cittadina cerco di farmi un’opinione poi delego il delegabile come costituzionalmente stabilito. Quando non “c’indovino”, non rinnovo la delega.
      Rischi e ricadute sono in entrambe le tesi, si tratta di stabilire cosa si vuole, non se il tale scienziato è più vicino ai nostri convincimenti di un altro.

      • Emmeggì commenta:

        In primo luogo bisogna riuscire ad essere convincenti nella argomentazioni, poi ciascuno le giudica secondo i suoi valori. I miei sono quelli riportati sopra, e credo siano comuni a tanti (spero!): il fatto è che le dimensioni mastodontiche dell’opera e la sua madornale inutilità, in un contesto dove occorrerebbero ben altri investimenti, rendono questa valutazione così netta e giustificata (come per il ponte sullo stretto). Poi, certo, c’è anche l’innegabile valore simbolico: se si riuscisse a desistere dallo scempio avremmo tutti un maggiore ottimismo nei confronti della cosa pubblica.

  8. Sed commenta:

    E fai bene a sospettare non fosse altro perché ambiguità del genere hanno investito ( e investono)anche temi quali lo smaltimento dei rifiuti e le centrali nucleari.
    Ho idea che prima di mettere mano a opere e investimenti sia necessario delineare quale tipo di sviluppo si vuole perseguire e quali eventuali ricadute si è disposti a sopportare.( e questo non si è capito).
    Ovvero rassegnarsi al fatto che sulle tematiche afferenti, anche la scienza – data per scontata la buona fede – ha opinioni discordanti. Ecco perchè assolti i doveri di un ascolto che rispetti le rappresentanze – Osservatorio uguale governo,sindaci uguale comunità, esperti uguale competenze (e sempre sia lodato Prodi che ha istituito un simile organismo) – deve obbligatoriamente venire l’ora dell’ assumersi ciascuno le proprie RESPONSABILITA’. I governanti stanno lì apposta sennò che governanti sarebbero?

    .

  9. redpoz commenta:

    dividerei la risposta al post in due parti,
    la prima sulla TAV in sé: capisco le perplessità ed i problemi, ma dobbiamo anche considerare che il tracciato è già stato modificato per evitare alcuni inconvenienti.
    sicuramente diverse migliorie possono essere apportate, ma i difetti non bastano -secondo me- ad affossare il progetto.
    il traffico merci su rotaia è solo il 10% ma in austria e svizzera varia dal 40 a 30: è di grandissima convenienza orientarci su medie simili.
    eppoi perchè quando si è allargato il Frejus nessuno ha protestato? insomma, ci sono anche interessi diversi sotto.
    e mille altre considerazioni già mille volte sviscerate

    secondo punto, sulla partecipazione: sicuramente il caso TAV è emblematico di una pessima preparazione. questo e mille altri di varia dimensione.
    i nostri politici dovremmo andare sul territorio, prima di decidere. e coinvolgere le popolazioni interessate: con assemblee, progetti, dibattiti pubblici. solo così si evita l’assurda contrapposizione attuale fra “no tav” e “sì tav”.
    tuttavia, ciò non toglie che alcuni grandi progetti travalicano l’interesse locale e devono essere rapportati a contesti più grandi.

  10. RearWindow commenta:

    @Sed e @Emmegi
    La mia posizione – immagino comune a molti – è quella di chi, non avendo le competenze tecniche per comprendere se l’opera è utile o meno, è semplicemente sorpreso dal fatto che ci siano ancora tante discordanze di opinioni al riguardo. E allora mi domando se già solo quest’aspetto non sia di per sè un dato (negativo) su cui riflettere. Si può nel 2012 imporre un’opera del genere, pur non essendo riusciti a convincere buona parte di esperti, tecnici, ricercatori ecc sulla bontà di quanto si andrà a fare?

    @redpoz
    Al netto delle considerazioni personali che si hanno sulla TAV (visto che ormai si sostiene tutto ed il contrario di tutto), sono d’accordo con te sul fatto che la preparazione non sia stata adeguata. E’ vero che alcuni progetti travalicano l’interesse locale, però i conti sono da fare non tanto con la protesta locale (ampiamente comprensibile) quanto piuttosto con le considerazioni tecniche “terze”, quelle cioè di diversi studiosi (persino un’analisi dell’Università di Oxford) che hanno pareri fortemente contrari…

    • Emmeggì commenta:

      Infatti, caro RW, infatti. Tu continui a citare le numerosissime fonti prive di alcun interesse, mentre dall’altra parte non si può certo dire lo stesso. Poi, non è di certo nuovo il fenomeno che vede nella moltiplicazione delle voci che esprimono pareri (appositamente) discordanti uno strumento di soffocamento della forza delle argomentazioni della parte più debole (così come mettere molta enfasi sulle deprecabili mafiette dei giovinastri presenti all’interno del movimento contro la mafia-tav).
      Paradossalmente è più significativo l’effetto-caos che ne scaturisce rispetto alle (deboli) argomentazioni avanzate (ovviamente qualcuna ce n’è con tutto quel popò di interventi che potrebbero essere fatti, santoddio, non è che se uno è nettamente contrario a uno scempio debba per forza di cosa essere un filonazista…)

  11. tiptop commenta:

    Mi ritrovo molto nelle posizioni di Sed, per le considerazioni sulla Tav.
    D’altra parte nessuno vuole gli “orrori” di fianco a casa, ci sono gli stessi problemi anche per le centrali di smaltimento dei rifiuti, a scuola di mia figlia ai tempi c’erano discussioni su dove andasse messo il raccoglitore delle pile da riciclare. Questo progetto è più grosso, senza dubbio, non sono in grado di dare un giudizio tecnico. Senz’ombra di dubbio togliere i camion da stare ed autostrada non è male, dal punto di vista dell’inquinamento e del consumo di energia (peggio, dal punto di vista dei camionisti, però).
    Mi spaventano i costi, del trasporto via treno, anche delle persone, stanno sparendo i treni economici per lasciare spazio a questi, cosicchè il viaggio in treno diveneterà un lusso, invece che una soluzione per una famiglia normale.
    L’intransigenza del Governo è contro le manifestazioni di violenza, ed è giusta, l’intransigenza (non altra violenza) perchè sta causando danni all’economia locale, e anche paura.
    E poi, o siamo Italia e guardiamo l’interesse nazionale, o torniamo agli orticelli. Dove vogliamo stare?
    Certi comuni la TAV l’aspettano…
    Boh. Tante cose da considerare, insomma.

  12. Sed commenta:

    Noi possiamo fare tutto quello che ci pare : anche carta straccia di un trattato internazionale stipulato vent’anni fa, anche studiare altri metodi per trasportare/rci tra la Francia e l’Ucraina – quella sarebbe la tratta,sarebbe ora di smetterla con Torino e con Lione che pare una gita fuori porta – anche decidere che una galleria di 50 km è un’opera mastodontica ( bah) somigliante per inutilità al ponte sullo stretto ( ri- bah) o di tornare a coltivare i campi come risposta ad un’economia che arranca.
    Due sole attività dovremmo smettere di esercitare : una : raccontarci fandonie per far pace con i nostri santi convincimenti, ( siamo lontani dal metodo scientifico)
    due : non fare le cose intimiditi da spinte minoritarie con o senza l’apporto dei sedicenti eredi di Peppino Impastato (che gli sia gradita,poveretto, l’occasione per rivoltarsi nella tomba).
    Per come sono messe le cose, condanneremmo noi stessi all’inazione.
    La salute e la pubblica utilità di un’opera non sono valori appannaggio esclusivo dei No Tav
    Escludo che gli “altri” siano per le malattie e le cattedrali nel deserto.
    Nei sette quaderni di valutazione dell’Opera a cura dell’Osservatorio, sono descritti i lavori svolti all’interno dell’istanza e le relative modifiche .Non mi pare che la posizione governativa sia stata poi così netta .

    • Emmeggì commenta:

      Fino a prova contraria, e queste prove non sono sufficienti, a mio avviso, la storia degli studi che hanno “evidenziato l’evidente” inutilità della tav, non è scritta da cartomanti televisive o coltivatori di funghi. Non è infrequente, invece, non poter essere così rigorosi circa l’estrazione e l’onestà di altre provenienze. Ma aldilà di questo c’è un valore simbolico, e filosofico, perchè, anzitutto, è di questo che siamo fatti ed è giusto che anche su questo si basassero le scelte collettive. Sarebbe ora infatti di mollare gli ormeggi da una concezione del mondo miseramente naufragata che vorrebbe l’uomo, nella sua presunta (?) insuperabile (?) e completa (?) capacità di discernimento scientifico, del tutto appiattito sul materialismo che oggi possiamo definire finanziario, in favore di una visione delle cose più articolata, lungimirante, proporzionata al nostro “impatto” sul pianeta.

      • Sed commenta:

        Sull’ultima parte sono d’accordo,non ci resta che convincere gli altri e, nelle more, cercare di sopravvivere,atteso che nel proprio cortile ognuno ha la sua TAV , spesso senza nemmeno il concorso di uno straccio di tivvù o dell’antagonismo piagnone che parte per suonare …e se viene “suonato”,si lamenta.
        Ma questo forse è un bene.

  13. Carlo commenta:

    Non so, la questione è assai spinosa.
    In ballo non c’è solo la TAV ma l’affermazione dell’esistenza di uno Stato che negli ultimi anni è rimasto in uno stato di torpore permettendo ai privati di fare ciò che volevano.
    Troppo a lungo è stata data l’opportunità ai singoli di disattendere i propri doveri, anche attraverso messaggi di figure istituzionali che invitavano a non pagare tasse e canone.
    Troppo a lungo è stato permesso a sedicenti movimenti indipendentistici di scorazzare lungo la penisola facendosi gioco dei valori e dei simboli comuni, alimentando fittiziamente l’importanza rivestita dalle comunità locali (che poi sono più ladrone di Roma, non lo dico io: lo dice la Corte dei Conti).
    Troppo a lungo è stato concesso ai portatori di interessi personali di prevalere su quelli della comunità: appalti violati, zone del demanio regalate ad imprenditori, sprechi e ruberie…
    Troppo a lungo, soprattutto, è stato permesso ai comitati di quartiere di fare la voce grossa, imponendosi persino su apparati statali. Mi vengono in mente le proteste per le ri-aperture delle discariche di Napoli (non avevano tutti i torti, dato che l’emergenza faceva sì che si derogasse alle norme sullo smaltimento dei rifiuti), le proteste per la costruzione di inceneritori, rigassificatori, gasdotti, pale-eoliche, ecc… viste in questi anni…
    Mi chiedo e vi chiedo cosa ne sarebbe di questo Stato se, nell’immediato dopoguerra, l’istituto dell’esproprio non avesse permesso la costruzione di opere pubbliche di importanza fondamentali, quali: ospedali, scuole, reti ferroviarie, stradali ed autostradali, ecc…
    Purtroppo a poco a poco l’esproprio è stato distorto, diventando un mezzo per arricchire i soliti noti, gli amici della giunta, che hanno bisogno di vendere il proprio terreno e non trovano acquirenti o vorrebbero vederselo velocemente riconvertito da agricolo ad edificabile, rendendocelo ancora più antipatico ed odioso.
    Ad ogni modo, sebbene la TAV sia un progetto che, pare, fa acqua da tutte le parti, non dovrebbe passare il messaggio che lo Stato arretra in seguito agli episodi di violenza, molto spesso fini a sé stessi e slegati da qualsivoglia ideologia e opposizione. Qui, in ballo, c’è molto di più che un treno ad alta velocità ed una galleria che bucherà montagne di amianto: c’è la necessità di ricordare che lo Stato esiste ancora, nonostante il torpore degli ultimi 20 anni.
    Monti chiami ad un tavolo tecnici di entrambe le estrazioni e prenda una decisione. La prenda con saggezza autoritaria. La prenda come la prendono in tutti gli altri Paesi moderni del mondo.

  14. gattarandagia commenta:

    mi riconosco in tutti gli interventi di Sed.
    mi sembra inoltre strumentale la richiesta di dialogo: le comunità locali sono state ascoltate ed il progetto iniziale è stato modificato … appunto sono 10 anni che se ne sta parlando.

  15. RearWindow commenta:

    @tiptop
    L’intransigenza a cui mi riferisco è la mancanza di volontà di organizzare un tavolo dove discutere i molto dubbi che ancora sussistono… non mi pare una mossa che vada nella direzione di togliere spazio alla violenza…

    @sed
    Io continuo a non riferirmi tanto alla protesta locale, ma – come ho già detto – alle molte perplessità avanzate da studiosi e ricercatori “terzi”. Su questo punto la vediamo diversamente… :)

    @emmegi
    Perdipiù, come scrive Gad Lerner nel suo blog, mi perplime questo appigliarsi a qualsiasi comportamento, certo anche stupido e controproducente, per tentare un’isolamento mediatico del movimento…

    @Carlo
    Direi che il tuo bell’intervento è nel complesso condivisibile. Un tavolo di tecnici non sarebbe una scelta così disdicevole, perdipiù dimostrerebbe la volontà del Governo di dialogare… non è cosa da poco…

    @gatta
    Se ci sono tuttora tante perplessità, evidentemente questo progetto è tutt’altro che esente da problematicità… credo che il Governo dovrebbe adoperarsi per avere un maggiore appoggio da parte dei molti studiosi che ancora oggi criticano l’opera…

  16. Tiziana commenta:

    Come altri commentatori prima di me, anche io non sono riuscita a farmi un’idea precisa dell questione NO TAV: troppe idee discordanti, osrei dire troppa disinformazione, da una parte e dall’altra.
    Di certo posso dire che non sopporto l’atteggiamento supponente e sottilemente violento che molti manifestanti NO Tav hanno per cercare di imporre la loro idea ( se nella costruione di ogni singola opera pubblica in Italia avessero dato ascolto a chiunque era contrario non sarebbe stato fatto nulla).Non credo cerchino davvero il dialogo, perlomeno per come ho visto io, ho provato su FB a dialogare con un gruppo di persone e mi hanno trattata come uand emente anche se mi ero posta educatamente, si sono perfino attaccati ad alcuni gruppi di sostegno alle forze dell’ordine a cui sono iscritta, dimostrando una volta di piùdi essere totalmente incivili.
    Non sopporto il fatto che facciano passare il manfiestante che si èappeso ai fili della corrente come uan vittima, e quando ho sentito il tipo che cerca di dialogare con le forze dell’ordine insultandole paragonarsi a Peppino Impastato, mi è venuta voglia di correre in val di susa e costrurgli di persona la NO Tav sotto il naso….

  17. RearWindow commenta:

    @Tiziana
    Concordo sul fatto che il movimento abbia sbagliato molte cose, non ultimi diversi episodi di tensione (si dice persino delle aggressioni, che però sono state smentite) con alcuni giornalisti definiti sgraditi. Non si può fare dei distinguo sui giornalisti amici/nemici, perchè questa è una cosa da regime.

  18. Tiziana commenta:

    Anche prchè, diciamocelo, queste persone ragionano in modo un pochino troppo schematico e fascista; sono amici quelli che gli danno ragione e sono nemici quelli che gi danno torto.
    Un po’ da scuola materna….

  19. RearWindow commenta:

    @Tiziana
    Beh… questo non potrei dirlo. Mi limito a constatare alcuni errori, anche grossolani, di comunicazione… imperdonabili nel momento in cui è importante che i media ti mettano in buona luce…

    @gatta
    Mi sarebbe piaciuto poter leggere l’intenzione di Monti di aprire un tavolo di discussione tecnica, proprio per confrontarsi con la larga platea di studiosi che mettono in discussione l’opera. Personalmente la riterrei una buona idea…

  20. Sed commenta:

    Anche ammesso che si conoscano tutti i pro e tutti i contro e si sia capaci di distinguere tra gli uni e gli altri, resterebbero in sospeso a) il problema della sede decisionale b) il principio di legalità c) quello di rappresentanza.
    Se qualcuno mi dice, alla luce di quanto detto e dei diritti costituzionali che, mentre ripensiamo alla politica, vorrei che fossero salvaguardati, come si risolvono queste piccole cose, gli sarei grata
    A seguire, vorrei sapere per quale accidente di motivo il mio senso estetico e la mia salute devono essere compromessi da decine di antenne per la telefonia mobile, dall’abusivismo e dall’essere il mio appartamento a due km in linea d’aria con la discarica più grande d’Europa: senza parlare dell’eternit che ancora resiste in qualche tettoia e delle polveri sottili che nel triangolo di cui trattasi offendono la mia respirazione e le cupole barocche.(ognuno ha le sue montagne)
    E poichè abito in un centro storico che custodisce il 5% del patrimonio dell’Umanità e ancora non sono arrivati medici e scienziati e cortei antagonisti a dire che è ora di finirla con i telefonini e con le automobili, e che tutto ciò non serve, mi punge vaghezza di essere una cittadina di serie C.
    Offesa nei diritti costituzionali in cui credo e presa per i fondelli da quelli che dopo vent’anni devono ancora interrogare la Scienza…suvvia.

  21. ipitagorici commenta:

    Segnalo un altro profilo di incongruenza.

    Effettivamente in Europa molta più merce viaggia su rotaia e tutti auspichiamo che accada anche in Italia, sia per svuotare le autostrade sia per l’evidente miglioramento della qualità dell’aria.
    Però poi in Italia comandano le lobbies dei camionisti, dei padroncini, dei tassisti etc…

  22. luigi commenta:

    già lette le tua parole…ma c’era un altro al posto di S.Monti….:)
    manco questo va bene?
    la TV si deve fare, come sempre ci stanno ridendo tutti dietro…
    i soliti itagliani….a me space solo per i Valsusini doc, accantonati per far spazio a barboni e incappucciati, che niente hanno a che fare con la bellissima Valsusa..

  23. intesomale commenta:

    Il governo Monti non ha né l’esigenza né l’interesse a dare l’impressione di essere interessato al dialogo con nessun tipo di parte civile o sociale. Sono i salvatori della patria di stocazzo, e quindi possono fare quel che vogliono. Il che fa davvero schifo, ma mi chiedo se meriteremmo poi di meglio.

  24. Tiziana commenta:

    in effetti anche io ho un inceneritore dietro casa e nessuno lo voleva, peròl’hanno fatto lo stesso nonostante le proteste.
    Perchè il principio è abbastana logico: è troppo comodo, nessuno vuole queste cose soto casa propria ma in casa d’altri va bene,….ehhhh…. se serve, si fa.
    Un po’ come i napoletani, che non volgiono discariche e inceneritori da nessuan parte sul lroo terrtorio, però poi gli va bene portare la spazzatura in casa d’altri….

  25. redpoz commenta:

    mi pare all’ “Infedele” di Lerner ieri sera si presentava una considerazione interessante: in Francia tutti i progetti di valore superiore ai 400 mln di euro devono essere discussi con la popolazione, tramite assemblee organizzate sul territorio nell’arco di 4 mesi.
    In Italia abbiamo optato per la “legge obiettivo” che fissa dall’alto tutti i progetti e le “compensazioni” per i cittadini coinvolti…. bella differenza!

  26. RearWindow commenta:

    @Sed
    Restano in sospeso vari punti, me ne rendo conto, ed è verissimo che la nostra salute è messa in pericolo da molte cose. Ciò nonostante mi sarebbe piaciuto che questo Governo, alla luce delle critiche sempre più diffuse, perlomeno avesse accettato un tavolo tecnico… se vuoi, anche solo “per finta”, anche solo per far vedere che intende ascoltare chi la pensa diversamente e poi dopo decide che si fa…

    @Bruno
    Vero anche questo, purtroppo…

    @Luigi
    Si faccia pure, ma prima si ascoltino i tecnici che muovono delle critiche all’opera… e si cerchi di convincerli della bontà del progetto…

    @intesomale
    Se fosse vero quello che dici, sarebbe una cosa molto grave…

    @Tiziana
    Questo è un altro punto da considerare, certamente. Però io mi sono soffermato più che sulla protesta locale (che per i motivi che dici tu è più “comprensibile”), sulle critiche tecniche mosse da studiosi “terzi”… ecco, mi piacerebbe che la bontà di un progetto di tali dimensioni fosse più condivisa proprio a livello tecnico…

    @redpoz
    Ecco… per l’appunto! E’ questo aspetto che proprio non va…

    • Sed commenta:

      Ah si l’impératif partecipatif francese …ma dalla letteratura non mi risulta che le comunità locali abbiano potere d’interdizione , soprattutto postumo, ne’ che le consultazioni durino vent’anni, ne’ che le decisioni assunte in sede istituzionale vengano contraddette ad ogni piè sospinto. Si tratta di semplice concertazione, peraltro sostenuta (anche lì ) da meccanismi compensativi.
      Ma magari sbaglio, in questo caso, sarei lieta di correggermi.
      Invece ho l’impressione che tutta questa storia del dialogo altro non sia se non una bella pezza a colori messa su per mascherare il fatto che volontà di concertazione non ci sia da parte di chi ha deciso che la galleria non s’ha da fare ad alcuna condizione.
      Il che mi pare un modo altamente impolitico di affrontare le cose. Per i valligiani in lotta ma anche per quelli che non se la sentono di lasciarli soli sui tralicci dimenticando la vecchia lezione del “quando si marcia” e dell’attenzione da porre su chi ” marcia in testa”.
      Non si può ripensare la politica e riproporre il populismo come via migliore ad una democrazia compiuta. Non vi sembra di aver già dato?
      Per il resto questo paese non fa rima con modernità e manco con progresso.Ora mi spiego perché in Europa i territori e le città sono stati rivoltati come calzini e qui da noi continuiamo con la monorotaia senza che questo porti alcun vantaggio alla salute.

  27. paluca66 commenta:

    Carissimo Paolo,
    purtroppo non riesco a passare da te da molto tempo per molti motivi ma principalmente a causa di tanto, troppo lavoro (non mi lamento di questi tempi, per carità!).
    Così rimettendomi in pari ho visto che mi sono perso molti post interessanti cui mi sarebbe piaciuto dare il mio contributo (per esempio, io, elettore da sempre di centro destra, sono molto contento di aver votato Pisapia a Milano e sono molto contento di quello che sta facendo come Sindaco!) e soprattutto ho visto che sto rischiando seriamente di scivolare dai primi dieci classificati tra i tuoi commentatori e così eccomi qui, nuovamente a disturbare con i miei commenti chilometrici e che di sicuro, o di qui o di là, infastidiranno qualcuno.
    Premetto che non sono abbastanza addentro al problema “tecnico” TAV per cui le mie impressioni sparse non possono che essere un pò banalotte e frutto di sensazioni provate in questi giorni di fronte a fatti e situazioni letti e visti.
    Non so se la TAV sia bene o sia male ma vedo le cartine dell’Europa proposte dai giornali e noto che al completamento di una vasta e grande opera europea manca solo il nostro pezzettino e mi chiedo: perchè sempre noi italiani?
    Leggo che su 54 sindaci coinvolti solo 4 stanno creando grossi problemi e mi chiedo se la vecchia regola della maggioranza non ha più alcun valore… (battuta volutamente esagerata e provocatoria)
    Per favorire la FIAT l’Italia è indietro anni luce rispetto al resto dell’Europa sullo sviluppo ferroviario e il trasporto su rotaia in quanto si è sempre data la priorità al trasporto su ruota, più inquinante e più pericoloso.
    Il raggiungimento di nessun obiettivo può mai essere giustificazione di violenza: l’immagine dello stordito deficiente che si faceva beffe del povero polizotto che faceva il suo dovere mi ha rivoltato lo stomaco e bene hanno fatto a elogiare e premiare pubblicamente il poliziotto; nulla giustifica quello che fecero in caserma i poliziotti durante il G8 e se sono il primo a condannare eventuali violenze sono anche il primo a cercare di comprendere perchè in certe situazioni si finisca per perdere il controllo.
    Perchè se la TAV riguarda la Val di Susa masse di giovani nullafacenti paralizzano città e autostrade di mezza Italia creando problemi di ogni genere anche a chi con questi fatti non c’entra nulla e cerca solo di fare il proprio dovere? Di fronte a simili manifestazioni di violenza credo che anche chi avesse simpatia verso i “NO TAV” ormai da tempo l’abbia persa insieme alla pazienza.
    Credo di aver recuperato abbastanza il tempo perso e spero di non vedere un tuo commento con scritto “era meglio se rimanevi lontano ancora per un pò…”

  28. RearWindow commenta:

    @sed
    Non sono così sicuro che l’alternativa ad un chiarimento di natura tecnica rispetto ai dubbi che gli studiosi stanno facendo presente in questi ultimi tempi sia necessariamente il populismo.

    @paluca
    Ohilà… i tuoi commenti sono sempre i benvenuti, tantopiù che non sarà facile scalzarti dalla Top Ten dei commentatori più assidui!!! :)
    Naturalmente sono assolutamente d’accordo con quanto dici a proposito della violenza, da condannare sempre e comunque. Come ho precedentemente sottolineato, certe scelte del movimento non mi trovano affatto d’accordo. Detto questo, il senso del post era quello di comprendere perchè un’opera così importante ed imponente, trovi ancora tante perplessità e dissensi di natura tecnica, non tanto fra gli abitanti della zona, quanto piuttosto fra studiosi e ricercatori “terzi”. Ed in questo senso, non sarebbe opportuno compiere un ultimo sforzo per sentire i pareri contrari e chiarire i dubbi? Io penso di si e lo penso ancor di più in questo momento storico, in cui la politica viene percepita come qualcosa calato dall’alto…

    • Sed commenta:

      Oh benedetto Rear…,il chiarimento di natura tecnica lo chiedi solo tu, non il movimento che vuole semplicemente non fare la galleria,ecco perché dopo sette anni di incontri e chiarimenti nessuno ha più voglia di riceverli : perché sono scambi che danno come risultato zero.Il populismo è altrove, ri-leggi per piacere ché mi fanno male i polpastrelli.

  29. RearWindow commenta:

    @Sed
    Come sarebbe a dire che lo chiedo solo io? Cioè, tu non conosci il famosissimo movimento REAR TAV, di cui sta parlando tutta la stampa nazionale??? Ho capito… va bene… continuiamo così. Facciamoci del male! ;)

  30. Luca Scialò commenta:

    Io sono favorevole, anche se mi rendo conto che essere interessati direttamente da un’opera è tutt’altra cosa. Ma credo che vada fatta; in fondo il casino si sta facendo per 7 Km, per un’opera che parte dalla profonda Spagna e arriva in Romania…

  31. emmeggì commenta:

    Ecco l’ennesima valutazione anarco-insurrezionalista, visto che mette in evidenza l’inutilità del buco.

    http://notiziegenova.altervista.org/te-lo-nasondono/3291-il-sole-24ore-boccia-la-tavun-chiaro-messaggio-di-confindustria-contro-gli-sprechi-di-denaro-pubblico-e-le-clientele.html

    Purtroppo, dallo scambio che avviene su questo blog, non posso fare a meno di leggere il successo della strategia comunicativa che mette in prima fila i fascioteppisti e l’innegabile onda populista e manichea che infesta questo paese, in contrapposizione con l’affarismo corrotto e mafioso che in tanti – troppi- settori della società italiana ha troppo potere.

    Sul discorso più complesso e secondo me più motivato delle “regole del gioco” e della storia democratica con cui si ha agito finora, è mia opinione che ciò possa e debba essere messo in discussione quando le motivazioni (l’assurdità e l’inutilità dell’opera – non risolve un problema, ne genera altri) e i tempi lo richiedono. Mettersi in discussione è sempre positivo.

  32. RearWindow commenta:

    @luca
    Io invece vorrei che prima di partire si appianessero, se si è in grado, tutte le perplessità di natura tecnica che molti studiosi tuttora hanno…

    @emmegi
    Mettersi e mettere in discussione diventa necessario, nel momento in cui un progetto del genere – la cui efficacia e bontà dovrebbere essere pressochè inattaccabile – invece propone ancora molti spazi di dissenso fra ricercatori e tecnici

  33. redcats commenta:

    La politica certo deve essere più partecipativa, ma anche la gente deve maturare e imparare a vedere le cose con una più ampia prospettiva, in una dimensione non provinciale ma “europea”. Una classe politica consapevole e matura dovrebbeappunto aiutare i cittadini a evolvere in questo senso,mentre una classe politica incapace e screditata contribuisce a radicare una mentalità miope e legata al proprio cortile favorendo populismi e estremismi. Cerchiamo di aiutare questa classe politica a maturare, se ce ne è la possibilità…redcats

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.