Ed intanto il M5S sprofonda nel ridicolo

Le prime avvisaglie c’erano state alcune settimane fa quando un esponente pentastellato decise di denunciare il Patto del Nazareno, perchè passabile di cospirazione politica (SIC!). E’ la prima volta nella storia che un ordinario accordo tra soggetti politici attorno alle riforme da attuare nel Paese finisce in tribunale, come fosse una cena con le Olgettine. Renzi e berlusconi si sono dati segretamente appuntamento come oscuri carbonari decisi a sovvertire l’ordine nazionale a suon di soglie di sbarramento e fantomatici premi di maggioranza? Tutto è possibile. Ora però ci aspettiamo che dal M5S qualcuno ci dica che Elvis è ancora vivo, che l’11 settembre è opera di Oprah Winfrey e che Gasparri è a capo della Spectre.

Ma è all’indomani del crollo alle elezioni regionali (che Grillo aveva annunciato di stravincere, e che invece hanno visto il Movimento dissipare centinaia di migliaia di voti e cedere lo scettro del voto di protesta alla Lega di Salvini), che la farsa raggiunge toni degni del miglior Bombolo. I media rivolgono le proprie attenzioni al presenzialista in felpa di ordinanza del Carroccio e non dedicano più alcun editoriale alla setta dei vaffanculo stellari? Ecco allora che Grillo risponde prontamente. Oltre ad espellere un paio di parlamentari che male non fa mai – naturalmente col solito codazzo di polemiche e strumentali giustificazioni – si inventa l’idea del direttorio. Pesca cinque fra le personalità più rappresentative dei suoi e li eleva a ruolo di “vice”. Il Movimento, nato come una comunità di uomini puri e votati al bene, che si organizza in modo paritario per soppiantare un’altra comunità di uomini votati al male, al ladrocinio e alla sopraffazione, costruisce la propria gerarchia piramidale, con nomi – ovviamente – calati dall’alto. Poco male: uno non varrà più uno, ma cinque. Con l’artimetica si risolve sempre tutto. Del resto, quando si può contare su eccellenze come Carlo Sibilia, sarebbe un delitto non sfruttarle appieno. Il deputato 28enne è a tutto diritto una delle 5 stelle più luminose del firmamento grillino. Uno dei 5 più uguali fra una moltitudine di uguali. Uomo dotato di rara intelligenza, finissimo acume e lungimirante visione politica, si avvia a prendere iniziative fondamentali per il futuro del suo Movimento e dell’Italia tutta. Colui che ha affermato che lo sbarco sulla Luna non è mai avvenuto e che ha proposto di legalizzare le unioni di gruppo e i matrimoni tra specie diverse (SIC!), darà tutta una serie di nuovi significati al termine statista. Stiamone certi!

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32 Commenti

  1. Emmeggì commenta:

    Ahahahah!

    Nooo…Ma c’è anche quel pazzo nel gruppo?

    • Sed commenta:

      …si ma le specie diverse devono essere consenzienti,lo dice espressamente il disegno di legge.
      E anche i gruppi devono essere d’accordo . E anche se non s’è capito bene come si dovrebbe appurare questo consenso,resta il fatto che la pensione di reversibilità al canarino coniuge o a trenta mogli o mariti è stata senz’altro accolta dagli economisti come misura risolutiva dei noti problemi di copertura pensionistica.
      Sempre a criticare voi eh…

      • RearWindow commenta:

        @Sed
        Ah ah ah… il canarino coniuge??? Non diciamolo a Gatto Silvestro!!! :-)

        • Sed commenta:

          Ah perché tu pensavi all’aspetto sentimentale del matrimonio tra specie diverse?
          Ah quello io non lo trovo riprovevole.
          Piuttosto m’impensieriva l’aspetto di tutela sociale del coniuge più debole in caso di divorzio o morte dell’altro coniuge.
          Sai…la solita coperta corta.
          Gatto Silvestro? Un buon partito!!! Non si contano le royalties…

          • RearWindow commenta:

            @Sed
            Eh eh eh… beh, possiamo domandarlo direttamente a Sibilia… vuoi che dall’alto della sua straordinaria lungimiranza non abbia già pensato a come tutelare il coniuge più debole?

  2. RearWindow commenta:

    @Emmeggì
    Gianni Morandi direbbe “cinque su mille ce la fanno”… e se fra questi 5 c’è anche Carlo Sibilia, è legittimo chiedersi come sono i 995 che son rimasti fuori… tremo al sol pensiero ;-)

  3. luigi commenta:

    se non ricordo male, il Direttorio venne dopo la Rivoluzione Francese, quando cadde l’ultima testa…
    qui di rivoluzioni manco l’ombra..son cadute delle teste, ma la rivoluzione è stata interna al M5S e non nel Paese.
    Ho letto che c’è un calo considerevole anche nei contatti online sul sito di Grillo, che poi è il vero obiettivo, quello che rende …il resto, il Movimento, i cittadini, la rivoluzione, son solo strumenti per far rendere al meglio il blog..
    ma pare che nemmeno più quello funzioni.
    Promesse tante, risultati zero.

  4. RearWindow commenta:

    @Luigi
    Mi pare che il crollo alle recenti regionali del M5S ed il parallelo exploit della Lega costituiscano dei segnali importanti. Non a caso questa mossa del direttorio è stata presa proprio qualche giorno dopo le elezioni, che evidentemente Grillo pensava di stravincere ed invece lo vedono in forte affanno e subalterno (almeno in Emilia) all’astro nascente della protesta politica, Matteo Salvini…

  5. luigi commenta:

    @paolo
    non credo che Grillo puntasse a vincere le regionali, anche perchè non si è degnato nemmeno di andare a fare un comizio dei suoi..subodorava già la sconfitta..
    D’altronde proviamo a metterci nei panni di coloro che nel 2013 votarono Grillo perchè cambiasse il Paese, aprendo il Parlamento come una scatoletta di tonno (oggi le scatolette di tonno si aprono con la linguetta, ma va beh)..a tutt’oggi, non è successo nulla, se non una serie di epurazioni in stile talebano, che dimostrano che la regola “un vale uno”, vale solo per lui…
    I dissidenti, alla fine, altro non erano che cittadini che si son sentiti traditi da quello che era lo spirito iniziale del movimento..ma dal momento che non è consentito dissentire, ecco le epurazioni sentenziate dall’ayatollah e dal tribunale del popolo (27.000 votanti…piu o meno gli abitanti del mio paesello).
    se non cambia qualcosa, e comincia a dialogare, la fine è imminente, e i suoi voti verranno sparpagliati tra PD e Lega…
    Ricordi quello che fu uno dei cavalli di battaglia iniziali? la trasparenza, lo streaming…basta con le riunioni segrete..
    Oggi è rimasto solo il PD a fare le riunioni in streaming..detto tutto

  6. RearWindow commenta:

    @Luigi
    Eppure Grillo aveva annunciato di non essere mai stato così sicuro di un successo elettorale come questa volta. Ma ti dò atto, di stupidaggini Grillo ne ha dette parecchie. Il M5S è nato come un movimento “rivoluzionario” organizzato in modo paritario e non gerarchico come tutti gli altri partiti. Da loro uno vale uno, diceva Grillo per rimarcare la loro assoluta diversità. Quando però si è visto che la realtà era ben diversa dai proclami, il castello è andato crollando. Ora, l’idea del direttorio è – a mio avviso – un’altra mossa suicida, perchè ratifica ufficialmente la costruzione di una struttura gerarchica in cui ci saranno 5 che faranno da tramite fra l’uno che conta sul serio e tutti gli altri che sono obbligati a pensarla come quell’uno, pena la scomunica. Per non parlare poi della qualità dei 5 che compongono il direttorio. Evidentemente conta di più la fedeltà al pensiero grillino, piuttosto che le oggettive capacità della persona. La scelta di Sibilia è in questo senso indicativa.

  7. paluca66 commenta:

    Solo per capire, questo è un onorevole? Ergo siede in Parlamento? Ergo lo paghiamo con i nostri soldi di onesti cittadini che pagano le tasse? Io andrei a prendere uno a uno i 370 che lo hanno votato e farei pagare solo a loro lo stipendio all’amico degli animali consenzienti!

  8. giovanotta commenta:

    s’era capito che negli ultimi tempi Grillo stava mollando un po’ la presa e non mi meraviglio, tra blog, tour nelle piazze (e non è più un ragazzetto), critiche, chi la vuole cotta e chi cruda .. la politica seria non è una cosa che si improvvisa, ma siccome condivido alcune delle loro idee, spero sinceramente che in qualche modo il M5S riesca a ‘normalizzarsi’..
    ciao

  9. luigi commenta:

    @paolo
    in sè l’idea del Direttorio non sarebbe nemmeno stupida, se non fosse per il fatto che come dici tu, a decidere sarà sempre e solo Grillo, appoggiato dal suo manipolo di talebani integralisti..ci saranno altre epurazioni, si parla di una quindicina, ma qui a forza di epurare, alla fine cosa rimane?
    Ormai anche il popolo che credeva nella rivoluzione si sta disamorando, si sta accorgendo che il movimento non è quello che aveva promesso in campagna elettorale, e dopo un anno e mezzo non ha combinato nulla.
    va da sè che un conto sono i proclami, un conto sono i fatti: anche “tombini di ghisa” sta cavalcando la protesta nazionale, ma nel concreto non propone nulla per migliorare la situazione, anche Berlusconi, ormai a zero di credibilità, rilancia promettendo dentiere e cataratte a tutti..
    E’ facile dire che il Paese fa schifo e non funziona…

  10. RearWindow commenta:

    @Paluca
    Questo è un deputato dello Stato taliano che Grillo considera fra i 5 parlamentari pentastellati più rappresentativi, visto che ha scelto di inserirlo in questo cosiddetto direttorio. Se questa è “la crema delle creme”, figuriamoci come stanno messi gli altri… comunque la tua idea non è affatto male :)

    @giovanotta
    Ecco infatti… la politica non si improvvisa. La classe politica italiana sta già male di suo senza che si senta il bisogno dei tanti dilettanti allo sbaraglio del M5S…

    @Luigi
    Come ben sappiamo, nei momenti di crisi economica e sociale le forze populiste hanno sempre conquistato un largo seguito, perchè cavalcano la rabbia della gente. Grillo in particolare lo ha fatto in modo sfacciato e volgare, proponendo il progetto politico di una “democrazia diretta” che non ha corrispettivi in alcun paese occidentale. Quando poi si è visto che i 5 stelle erano organizzati più come una sorta di setta, piuttosto che come una forza politica, con buona pace dell’1 che vale 1, allora i nodi sono venuti al pettine

  11. luigi commenta:

    @paolo
    il successo di Salvini, che nel nord Europa prenderebbe lo 0,5% dei consensi, è lo specchio del nostro Paese..fino al 2013 c’era Grillo a portare avanti la protesta popolare, fallito il suo progetto, ecco avanzare l’uomo del nord che improvvisamente ma anche il sud..cosa non si fa pur di accaparrare voti.
    ma anche lui è destinato al fallimento..le sue proposte sono assurde (abolire l’euro, chiusura delle frontiere) e impraticabili, eppure sempre più gente gli dà credito.
    ricordo i tempi della Lega di Bossi, parlo degli inizi, creò tante e tali aspettative al nord, che il successo fu travolgente.
    una volta messi i piedi a Roma, è iniziato il declino sfociato con la vergognosa vicenda Belsito-Trota e compagnia bella…
    la vedo dura la risalita della Lega, la gente non dimentica chi ti ha tradito e preso in giro..
    Quanto a Grillo, ha scelto non i 5 migliori, ma i talebani del gruppo..e si vede.

  12. RearWindow commenta:

    @Luigi
    Personalmente considero più pericoloso Grillo che Salvini. Il progetto del profeta del vaffanculo infatti contiene un potenziale eversivo che è sfuggito ai più che lo hanno votato. Grillo infatti intende destabilizzare l’intero sistema politico istituzionale, dimenticando però il piccolo particolare che senza i partiti non esiste alcun esempio di democrazia al mondo. Si dimentica inoltre che, a fronte di questo richiamo alla democrazia diretta, utopistico e fumoso (non si sa come tale nuovo modello democratico dovrebbe funzionare, con quali meccanismi, quali poteri di controllo, quali bilanciamenti, quali istituzioni), lui è il leader monocratico di un movimento senza uno straccio di statuto, che censura ogni voce dissenziente. Inoltre col furbo messaggio che destra e sinistra sono uguali, è riuscito a pescare voti da entrambi i contenitori. Salvini invece, anche ammesso (e non concesso) che riesca a sfondare al sud, è più facilmente connotabile come destra e di conseguenza gode di un bacino minore da cui attingere voti e consensi.

  13. luigi commenta:

    @paolo
    sono d’accordo con te, come ho scritto sopra, un Salvini nel nord Europa non arriverebbe all’1%, un Grillo farebbe più presa, sicuramente, anche se il suo progetto strampalato e ormai fallito non ha nulla di sensato.
    io non dimenticherei che nella Lega c’è anche Tosi, rivale di Salvini e molto forte in Veneto, dove la Lega Nord non è che sia proprio così ben vista..i veneti sono secessionisti (ricordi il referendum?), e vedono di malocchio i lumbard.
    Inoltre, al di sotto del Po la Lega non esiste, e non è perchè adesso Salvini fa retromarcia sui meridionali che di colpo si azzera tutto e a Palermo si vota Lega ..
    In questo momento è all’apice della gloria ma perchè Berlusconi è morto, Grillo si sta suicidando e Renzi perde consensi.
    Ma da lì a dire che il centrodestra con a capo Salvini vincerà le prossime elezioni, ce ne passa…
    Per adesso non succede nulla, giusto stare attenti a Salvini, ma non è il caso di spaventarsi.
    Quanto a Grillo, sono curioso di vedere le prime mosse del Direttorio..

  14. Matteo commenta:

    Carissimi, tornato molto infreddolito dal nord Europa.
    Zone che conoscete a menadito vedo, leggendovi qui.
    Ho trascorso qualche giornata salutare in Paesi che, per i motivi discussi pochi giorni fa, non regrediscono culturalmente, il che mi dà ampi margini di catching up, non foss’altro perché ora ho consapevolezza del gap.
    Tuttavia mi trovo a scontrarmi con fallimenti su fallimenti, il mio impegno non viene mai premiato.

    Nell’apprendere che nel mondo non esistono esperimenti di democrazia diretta che vogliano superare la forma partito mi investe come una gelida lama il dubbio che questi esperimenti effettivamente esistano, abbiano una storia che persino si allunga nel passato a ben prima dell’esperienza italiana, che queste esperienze, seppur magari mai baciate da successi elettorali particolarmente consistenti (o durevoli), hanno comunque messo in piedi esperienze in essere almeno a livello di amministrazioni locali (che in certi Paesi federali assumono comunque rilevanza). Il dubbio nasce dal fatto che mi pare persino di averli visti con i miei propri occhi.
    Aggiungere alla to-do-list 1: prenotare visita da oftalmologo.
    Aggiungere alla to-do-list 2: dopo la visita specialistica, attrezzarsi con il necessario per guardare di malocchio i lombardi (per distrazione, devo aver ignorato la ruggine. Magari ne sono stato persino vittima inconsapevole. Del resto , se mi fermo a pensarci, non ho elementi per escludere che la doppiezza sia caratteristica precipua dei lumbard. Maledetti!)

    Nell’apprendere che Matteo Salvini pescherebbe in un bacino ridotto che nel nord Europa si limiterebbe a circa l’1% dell’elettorato, mi schiaccia il dubbio che quel tipo di proposta proprio in nord Europa non sia così marginale. Temo persino che quei contenuti vengano condivisi, se non a volte mutuati, con e da partiti che sembrano esprimere la maggioranza relativa dei voti in Paesi rispetto ai quali siamo prevalentemente al sud. Il dubbio mi schiaccia perché temo di avere proprio visto/letto/sentito in loco che è così. Ma forse non ero a nord. Oppure non ero in Europa.
    Aggiungere alla to-do-list 3: fare abbonamento a La Repubblica per chiarirsi le idee.
    Aggiungere alla to-do-list 4: comprare un mappamondo.

    È chiaro che il mio metodo di apprendimento empirico non funziona. Ma insisterò!

  15. RearWindow commenta:

    @Luigi
    Sicuramente da noi le forze populiste come quelle della Lega o del M5S fanno particolare presa, però dubito che nel resto d’Europa si limiterebbero all’1% o poco più e questo vale anche per Salvini, il quale anzi sta stringendo una forte amicizia politica con Le Pen e sta dandosi molto da fare per aumentare la propria visibilità oltralpe.

    @Matteo
    Oftalmologo…. evidentemente dire oculista pare brutto! Mi sono sempre chiesto se fanno più danni gli ignoranti o i saccenti…

  16. luigi commenta:

    @paolo
    correggo il tiro..il mio era un esempio estremizzato, era per far capire che comunque in Europa, specie nel Nord Europa, le forze populiste sono una minoranza, tant’è che al Parlamento Europeo faticano a collocarsi..
    l’Italia e la Francia sono diverse per cultura e mentalità, nonostante il “sig.Routard de noatri” la pensi diversamente.
    ribadisco il concetto che veneti e lombardi non sono in sintonia, e lo dimostra il referendum veneto di qualche mese fa.
    Salvini continuerà a crescere, ma l’elettorato che cattura, è quello del centrodestra che votava Berlusconi, come dimostrano i sondaggi (per quello che valgono, ovvio)
    Ho visitato il Nord Europa, anni fa, e da ignorante.
    Può darsi che le cose siano cambiate, ma rimango dell’idea che una cultura e uno stile di vita diverso dal nostro (e dei francesi), li pongano al riparo da derive populiste alla Grillo o Salvini.

  17. RearWindow commenta:

    @Luigi
    Forse nel Nord Europa la situazione è un pò migliore, ma a me pare comunque che nel centro del Continente in questi ultimi anni il populismo, complice la forte crisi economica, abbia alzato la testa. Forze politiche come il Front National in Francia, l’Ukip nel Regno Unito, Alba dorata in Grecia, Lega e M5S in Italia, hanno certo caratteristiche diverse, ma sono tutte accomunate dall’aver cavalcato la rabbia sociale – chi più chi meno – in termini antieuropeisti.

  18. luigi commenta:

    @paolo
    sono d’accordo con te..nel sud e nel centro Europa i movimenti alla Grillo e Salvini stanno crescendo, io parlavo e intendevo per Nord Europa, i paesi scandinavi, dove la qualità della vita è decisamente migliore che dalle nostre parti, e fenomeni eversivi o estremisti, pur essendoci sia chiaro, non godono di troppa popolarità..
    questo intendevo dire…i populisti attecchiscono dove c’è crisi, malcontento, malcostume..e da noi abbondano.

  19. Matteo commenta:

    Questo weekend arriva il freddo, saremo un po’ scandinavi anche noi.
    Io amo tutta l’Europa, da nord a sud. Ma il clima, quello lo preferisco mite.

    Nel mio sforzo di rattrapage culturel certo sono ostacolato dalla mia stessa incapacità e ovviamente sono sfortunato più di Paperino, ma certo anche voi, amici, mi mettete i bastoni fra le ruote.
    Per favore datemi istruzioni chiare, guidatemi.

    Per esempio:
    Dove comincia e dove finisce l’Europa del Nord?
    In Scandinavia partiti populisti (me lo spiegherete un altro giorno) non attecchiscono.

    In Svezia è appena caduto il governo e si va ad elezioni a primavera. Il perché sia caduto il governo e come si componga il parlamento svedese e le stime di come si potrebbe comporre sono facilmente reperibili. La Svezia è in Scandinavia?
    Peraltro la Svezia non ha l’Euro, quindi si suppone che gli interessi e i bisogni della sua economia e dei suoi cittadini si articolino diversamente rispetto a quelli francesi e italiani, ma pure finlandesi che invece l’Euro ce l’hanno.
    E quindi in Finlandia? Come mi insegnate il Paese ha un problema di bilancia dei pagamenti piuttosto importante ed esprime attraverso il suo ex-Primo Ministro (per meriti acquisiti) il Vice-presidente della commissione EU per lavoro, crescita, investimenti e competitività. Al riparo dai populismi, gli amici finnici?

    Oppure
    I populismi hanno cavalcato la rabbia sociale in termini anti-EU.
    E quindi?
    La rabbia sociale è ingiustificata e va piuttosto repressa o anestetizzata? Oppure è giustificata e ad essa vanno proposte soluzioni ed alternative (che ci piacciono e che non ci piacciono, sennò non sono alternative e, come fanno notare quelli più intelligenti di me, dove non c’è alternativa non c’è politica)?
    Alba Dorata in Grecia ora sta intorno al 6%. Cioè lo stesso livello dei comunisti del KKE, che pure chiedono l’uscita dall’EURO.
    SYRIZA dice di voler restare nell’EURO, purché ci sia una ridefinizione dei debiti (default), la gestione del piano di rientro venga tolta alla Troika (cioè ai creditori), si faccia una politica di ridistribuzione per alzare la quota salari (cioè ripartano i consumi, le importazioni e quindi anche lo squilibrio di CA). E sennò?
    PODEMOS nasce dagli Indignados (rabbia sociale) e inizialmente chiedeva l’uscita dall’EURO. Ora si affianca alle richieste di SYRIZA per vedere dove portano. Cioè da nessuna parte. E quindi, di nuovo: sennò, che fanno?
    In Germania (che per carità, vi prego, non mettete tra i Paesi che per cultura non sono sensibili ai populismi e nazionalismi) AfD ha superato il 10-12% alle ultime amministrative. Populisti in AfD, sicuri sicuri?

    Grazie anticipatamente delle dritte

  20. RearWindow commenta:

    @Luigi
    Limitandoci a considerare scenari vicini, direi che non c’è senz’altro di che essere soddisfatti, fra chi vuole ritornare alla Lira e chi si spinge a formulare un collegamento fra il rischio di contagio del virus Ebola e il fenomeno degli immigrati clandestini…

    @Matteo
    Matteo, mi pare di aver già ripetuto mille volte – anche con te – qual’è la mia posizione circa chi cavalca e sfrutta strumentalmente sentimenti come la rabbia o la paura, con un linguaggio che spesso si alimenta di promesse irrealizzabili, di bassi espedienti, di retorica da “Bar dello Sport”, di insulti gratuiti, di violenza verbale. Non vorrei parlarne ancora una volta. Rischierei di sentirmi come Bill Murray ne “Il Giorno della Marmotta”.

  21. Matteo commenta:

    È giusto il timore dell’estraniarsi dal tempo, di sospenderlo.
    E lo condivido: ho anch’io la sensazione che affidarsi alla chiacchiera superficiale che si alimenta del rumore di fondo quotidiano rischi di distrarci, di voltare il nostro sguardo dalla realtà, indirizzarlo dove fa più comodo o forse è più innocuo.
    Per quello è giusto chiedersi continuamente “ma che senso ha tutto ciò?”.
    Europa del Nord, Scandinavia, riforme, populismi. Non è per pedanteria che chiedo.
    Restare in superficie senza mai voler approfondire va secondo me nella direzione che temi.
    Mi colpisce sempre il modo in cui parli della rabbia e della paura.
    Rabbia verso cosa? Paura di cosa? Cosa significa sfruttarla, alimentarla?

    A me non piace esattamente quello che non piace a te.

    Promesse irrealizzabili
    Come sai c’è chi si diverte a raccogliere i titoli dei giornali che anno dopo anno promettono, dal 2010, l’uscita dalla crisi. Nel frattempo, in Italia, non siamo mai usciti dalla crisi (la peggiore nella storia dopo quella degli anni della seconda guerra mondiale), abbiamo votato per il Parlamento una sola volta e cambiato quattro governi. La situazione si deteriora costantemente e la gente, inevitabilmente, se ne accorge perché la subisce.
    Qual è la promessa irrealizzabile che illude. O che alimenta la rabbia?

    di bassi espedienti
    la crisi Europea è, come spiegano tutti gli economisti nel mondo e la BCE e FMI, una crisi dovuta a sbilanciamento dei saldi e a debito estero, conseguenza di squilibri di surplus/deficit e bolle di investimento. Praticamente esce un libro al giorno sull’argomento, persino Repubblica e S24O quasi non possono più fare argine.
    Non è un basso espediente tentare di convincere i cittadini europei che la colpa è loro perché “sono vissuti al di sopra dei propri mezzi”, perché “sono corrotti”, perché sono “poco produttivi”? Perché “guadagnano troppo”? Perché hanno un welfare “troppo generoso”?
    Poiché ognuno (almeno la stragrande maggioranza della popolazione) vive sulla propria pelle il fatto di non vivere al di sopra dei propri mezzi, di non essere corrotto, di non essere poco produttivo, né di guadagnare troppo, cosa alimenta la rabbia? O la paura di perdere il poco che si ha?

    di retorica da “Bar dello Sport”
    Le riforme sono retorica da bar dello sport. Non siamo stati immobili per trent’anni. Negli ultimi trent’anni tra trattati europei (che sono numerosissimi e in continuo aggiornamento), riforme del mercato del lavoro, riforme del mercato pensionistico, adeguamenti alle normative EU e riforme della giustizia e dell’istruzione ad ogni cambio di governo non siamo stati fermi un attimo. La situazione attuale E’ il risultato di quelle riforme. A cosa serve martellare (in modo convincente, a leggervi) che dobbiamo fare “le riforme”? O peggio “i compiti a casa”? Per quale motivo esistono enti sovra-nazionali composti da membri il cui percorso di selezione democratica (commissioni, banche centrali etc.) è diluitissimo che devono indicare paternalisticamente a intere nazioni che “devono fare i compiti a casa”? E qual è l’obiettivo dei compiti?
    Non viene mai spiegato (visto che non c’è crescita, non c’è piena occupazione, non c’è bilancia dei saldi né inflazione vicina al 2%, che poi sarebbero gli obiettivi dei trattati), perché, come al bar dello sport, non si approfondisce, ma si fa retorica.

    di insulti gratuiti
    PIIGS. Se vuoi elaboro.

    di violenza verbale
    Mi piacerebbe parlarti di come la stampa europea di ciascun paese parla degli altri membri EU.
    Senza stare a guardare la Bild quando parla di Grecia o Italia, l’altro giorno guidavo in Francia e ascoltavo come al solito France Info (la rete all news della radio pubblica francese). Ogni giorno hanno un invitato speciale che resta a disposizione e interviene 8 volte nel corso dei diversi programmi.
    Quel giorno era invitato un famoso (in Francia) economista. Diceva che la Francia ha bisogno di “riforme”. “Esempi?” chiedeva l’intervistatore. Tra i vari esempi (tutti ridicoli per chiunque avesse un minimo di info) nomina l’Italia. E questo è rimasto lì a spiegare ad una Francia piegata dalla crisi, arrabbiata e frustrata il “miracle italien”.
    Quante volte ti senti ripetere che “dovremmo fare come” (la Germania, la Svezia, la Spagna etc.)? Ti sei mai chiesto se è vero? A noi capita a volte di sentirci dire che dovremmo fare come la Spagna, l’hai mai sentito di recente? Ti sei mai chiesto se è vero? Ti sei mai chiesto perché, se la Spagna sta uscendo dalla crisi, come dicono a te, la disoccupazione è il doppio della nostra e i partiti tradizionali precipitano nei sondaggi, in favore di un movimento nato un anno e mezzo fa?
    Lo so. Ti stai chiedendo dove sta la violenza verbale.

  22. RearWindow commenta:

    @Matteo
    Data l’estrema sintesi dei tuoi commenti, mi sorge spontanea una domanda: ma tu lavori solo quando sei in trasferta? Quando torni in sede in Italia non hai più niente da fare? ;) Beato te…

  23. Matteo commenta:

    Dipende dai giorni e dall’ora. Il venerdì pomeriggio nel resto d’Europa stanno tutti a casa e io devo fare cose noiosissime su disegni tecnici, report, conti, costi… tu capisci che risponderti è ‘na botta de vita :-)

  24. luigi commenta:

    Sei sparito? dai un segno della tua presenza, non tenere in ansia i tuoi fans :))
    ce ne sono di cose nuove di cui discutere…no?

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