Stupratori a casa loro

Le affermazioni di Debora Serracchiani sul fatto che uno stupro perpetrato da un profugo sia da considerarsi più schifoso di quello di un italiano, perchè oltre ad usare violenza nei confronti di una donna romperebbe il patto di accoglienza in essere col Paese che lo ha ospitato, la dicono lunga su cosa sia diventato il partito di Renzi. Questi democratici in crisi di consenso hanno talmente paura di lasciare agli avversari politici la connessione col “comune sentire” del Paese che si stanno producendo in una serie di dichiarazioni o – ancor peggio – di legiferazioni tutte improntate a rincorrere l’onda emotiva del momento. Eccoli quindi dar fiato a cavalli di battaglia di facilissima presa come il daje all’immigrato, la sacrosanta revolverata notturna, l’Europa dei banchieri e dei tecnocrati e via così in un repertorio molto poco “illuminato” (ed illuminante) che certo starebbe molto meglio in bocca ad un Salvini o a un Gasparri, dimenticando purtroppo che il politico di razza non è colui che insegue l’elettorato, ma colui che lo guida.

Personalmente provo pena per un partito che in passato è stato il faro della Sinistra e che oggi, in mano ai renziani, è diventato uno strumento che – ben lungi dal perseguire l’obiettivo di migliorare le condizioni di un Paese, allo sbando sotto molti aspetti, non ultimo quello sociale e culturale – mira soltanto a mantenere le proprie posizioni di potere e di rendita. Meglio avrebbe fatto l’ex sindaco di Firenze, all’indomani della vittoria alle Europee, a farsi un partito tutto suo, come Macron in Francia. Lo avrebbero seguito in tanti ed avrebbe evitato di violentare (per tornare a bomba) una cultura politica che non gli appartiene ed i valori fondanti di un Partito che meriterebbe ben altra guida.

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