L’impotenza

«Ho la responsabilità di non avercela fatta a fare il partito che sognavo io e che sognavano milioni di persone». E così lo scorso martedi Walter Veltroni si è dimesso. Si è assunto il peso dei propri errori e se n’è andato. In quest’ultimo anno il PD  ha dovuto fare i conti con sconfitte elettorali e scandali brucianti, polemiche  correntizie e divisioni interne, sullo sfondo del perenne dilemma se fare una opposizione dura oppure responsabile.  Resta da valutare l’opportunità di queste dimissioni così a ridosso delle elezioni europee, in cui un partito democratico allo sbando subirà sicuramente una severissima batosta. Fatto sta che l’ex leader del PD ha compiuto sicuramente un atto in controtendenza, in un paese dove tutti restano aggrappati alla propria fetta di potere, a dispetto del buon gusto, del buon senso, quando non anche della legge.

E a proposito di legge, nello stesso giorno, l’avvocato Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per aver testimoniato il falso in due processi – tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian – che vedevano coimputato silvio berlusconi. La posizione del premier è stata stralciata in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimita’ del Lodo Alfano. Nessun capo del Governo sospettato di corruzione, per evitare la condanna in due processi, sarebbe ancora al suo posto. In un Paese occidentale se non si fosse liberamente dimesso, sarebbe stato cacciato. Invece martedi sera questa notizia di enorme rilevanza era fra i titoli del solo TG3. Il giorno dopo, il maggior quotidiano d’Italia, Il Corriere della Sera, relegava la stessa notizia in un minuscolo riquadro, mentre l’articolo di approfondimento era a pagina 21, dopo la cronaca!

Si prova una terribile impotenza nel constatare che se si vuole un’informazione che non sia controllata dal premier, occorre rivolgersi alla stampa straniera, che – contrariamente alla nostra – dà un ampio risalto alla condanna dell’ex legale di berlusconi. Per fare solo un esempio, Le figaro scrive: “Lo scorso ottobre, Silvio Berlusconi si è messo al riparo della giustizia facendo approvare una legge che gli garantisce l’immunità penale durante il suo mandato alla guida del governo italiano. Immunità che non copre però il suo ex avvocato, condannato per falsa testimonianza in favore del Cavaliere”, si legge sul giornale, che sottolinea come Mills non sia l’unico avvocato del premier ad essere condannato al carcere e cita Cesare Previti, riconosciuto “colpevole di corruzione di magistrati nell’affare Fininvest”. Si prova una feroce impotenza nel rendersi conto di quanto impermeabile alle peggiori nefandezze sia la grande maggioranza dei nostri connazionali. E’ ormai evidente, anzi, che più berlusconi riesce a manipolare il sistema a suo vantaggio, più gli italiani lo apprezzano, in un gioco di specchi che sta conducendo allo spegnimento della coscienza civicadi un’intera nazione. Al modello devastante che il premier ha offerto in quasi venti anni, il paese risponde similmente a quei ragazzi che nelle province del sud ammirano il camorrista o il mafioso locale.

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