Heroes

Nell’estate del 1977 David Bowie era a Berlino per incidere un disco. Gli studi di registrazione si trovavano proprio di fronte al muro che allora divideva in due la città. I musicisti potevano vedere dalla finestra le torrette con i soldati ed il filo spinato. Ed è proprio la vista di una giovane coppia di innamorati che si dà appuntamento ogni giorno sotto il muro, a fare da ispirazione ad una delle più belle ed inusuali canzoni di sempre. «In piedi accanto al muro mentre i fucili sparavano sopra le nostre teste, ci baciammo come se niente potesse accadere, lasciando la vergogna dall’altra parte. Possiamo batterli, ancora e per sempre. Possiamo essere eroi, anche solo per un giorno»: non una rivoluzione quindi, nessun spargimento di sangue, ma solo due individui che si ribellano al regime per amore.

Una canzone dedicata ai veri eroi. Quelli che un giorno dopo l’altro sono capaci di andare avanti nonostante le discriminazioni, con solo la propria passione da contrapporre a chi intende separarli. Una passione intesa come forza in grado di aggredire non solo le barriere fisiche, ma anche quegli ostacoli invisibili fatti di intolleranza, pregiudizio, settarismo, conservazione. E se le prime talvolta si abbattono con fermezza, i secondi – più subdoli ma altrettanto reali – possono restare ad allontanare e dividere le persone. Non si può far altro quindi che perseguire l’amore, nel senso dell’apertura, della comunicazione, dello scambio, perchè la diversità è ricchezza. E’ la base del confronto, e solo confrontandosi si cresce. Insieme.

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