E’ uno stillicidio senza tonfi di motorette

Piove. Da mesi oramai. Gli studiosi dicono che lo scorso novembre e’ stato un mese eccezionale sul fronte delle precipitazioni, piazzandosi al 21esimo posto negli ultimi due secoli. Dicembre e’ addirittura al sesto posto, con un’anomalia del 120% di piovosita’ in piu’ rispetto alla media, mentre il mese appena trascorso si attesta al 17esimo posto.

Piove come se fosse la cosa più naturale che ci sia. Come se fossimo dentro un film ambientato in Cambogia o in Corea, durante la stagione delle piogge. E così l’acqua che scende diventa qualcosa di più che un mero agente atmosferico. Anche l’umore finisce con l’essere bagnaticcio e sgocciolante. Si ha bisogno di sole come di una ventata di allegria, come di una barzelletta stupida che, proprio perchè così stupida, ti fa ridere senza smettere.

E allora si prova a ribaltare la situazione e a considerare gli aspetti più creativi. Così la pioggia diventa ispirazione. Il mio concittadino Montale ha scritto: Piove. È uno stillicidio senza tonfi di motorette o strilli di bambini”. Pablo Neruda ha confessato “Comincerò col dire, dei giorni e degli anni della mia infanzia, che il mio unico personaggio indimenticabile fu la pioggia”. Woody Allen, per far colpo su una ragazza, in Provaci ancora Sam declama “Io amo la pioggia: sciacqua via i ricordi  dal marciapiede della vita.” Sono poi decine le canzoni sul tema che affiorano alla mente: dai Beatles di Rain ai Supertramp di It’s raining again, da Águas de Março di Carlos Jobim a Piove di Domenico Modugno, da Why does it always rain on me dei Travis fino a Raindrops keep fallin’ on my head di Bart Bacharach… e potrei continuare per ore ed ore, fino a quando – chissà – non rispunterà il sole.

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