Game Over

«Il tempo di Berlusconi è finito. La resistenza del Cavaliere non ha più senso. Rischia di travolgere il suo partito – che dovrebbe spingerlo a lasciare – e soprattutto il Paese. La crisi è economica, ma anche politica legata alla sua persona. Oggi ha davanti a sé una sola strada. Presentarsi al G20 di Cannes con provvedimenti eccezionali, immediati, ma soprattutto credibili. Dimostrare che siamo una nazione capace di onorare i propri impegni, perfettamente solvibile, affidabile. Oppure rendere possibile subito, con un gesto responsabile, un esecutivo di emergenza che concordi con l’opposizione i tempi e i modi per scongiurare il pericolo di un fallimento e l’onta internazionale di vedere il Paese con il cappello in mano».

Ecco un passaggio dell’editoriale di ieri del Direttore del Corsera. Inutile dire che tutta la stampa non in mano alla famiglia berlusconi la pensa allo stesso modo. Il momento è delicatissimo. Il premier ha manifestato tutta la sua incapacità ed impotenza, non riuscendo – come auspicava Ferruccio De Bortoli – a portare al summit dei G20 qualcosa di concreto ed immediatamente esecutivo come un decreto. La seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri di ieri sera ha perdipiù sancito la fine definitiva del rapporto, già compromesso da tempo, fra berlusconi e Tremonti, con quest’ultimo che ha rinfacciato al Cavaliere d’essere il vero problema per l’Europa e i mercati. In questo scenario da fine impero, si sta anche aprendo una nuova fronda all’interno del PdL, con un gruppo di parlamentari che si schiera apertamente contro il Presidente del Consiglio. Pare che la resa dei conti finale sarà l’8 novembre, quando alla Camera bisognerà votare nuovamente il Rendiconto generale dello Stato.

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