Meglio coglione che puttaniere

Quanto successo martedì alla Camera rappresenta una delle pagine più umilianti della Storia della nostra Repubblica. Il Parlamento ha sentenziato che berlusconi credeva realmente che Ruby fosse la nipote di Mubarak [solo in questo caso infatti i reati di cui è accusato il premier sarebbero di competenza del Tribunale dei Ministri]. Come se essere guidati da un 75enne sprovveduto e boccalone che crede alle balle raccontategli da una ragazzina di 17 anni costituisca qualcosa di cui menar vanto, qualcosa che sia – perlomeno politicamente – meno devastante dell’avere un Presidente del Consiglio concussore e puttaniere. Ma il Cavaliere non può affrontare il processo dimostrando la sua innocenza, quindi gli va bene persino passare da coglione. Preferisce trascinare il Paese in un conflitto istituzionale senza precedenti e mettere a rischio migliaia di processi, pur di evitare il giudizio. Tanto il suo elettorato non sa o non capisce, avvelenato com’è dalla quotidiana disinformazione di regime.

Così Gad Lerner due giorni fa sul suo blog: «I 314 deputati che quest’oggi si sono dichiarati convinti Berlusconi abbia agito “nell’esercizio delle funzioni” di Presidente del Consiglio telefonando la notte del 27 maggio 2010 alla Questura di Milano per sollecitare il rilascio di Ruby, si sono ricoperti di vergogna e disonore. Sono protagonisti attivi del degrado morale di una nazione. Così i posteri li ricorderanno». Io aggiungo solo che tra i colpevoli di tale infamante degrado vi saranno anche coloro che alle prossime elezioni voteranno ancora per PdL e Lega.

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