Renzi in campo

Matteo Renzi ha sempre avuto la capacità di cogliere gli umori della gente e di adeguarvisi in breve tempo. Abilissimo in particolare nell’opporsi al sistema politico pur facendone parte, cavalca a suo modo l’ondata di sfiducia per la cosiddetta casta. Ecco perchè ieri ha incitato il suo partito ad attuare provvedimenti come l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, una nuova legge elettorale, la soppressione delle Provincie e i tagli alla politica in genere. E via di questo passo ha continuato attaccando tutto l’establishment, accusandolo di essere lento in un frangente che invece richiederebbe di correre a velocità doppia. «Ho solo detto quello che pensa il 95% degli italiani» ha spiegato con la consueta schiettezza, dichiarandosi poi pronto per nuove elezioni.

I sondaggi recenti lo indicano come il politico di gran lunga più affidabile di tutti e, sotto la sua guida, collocano il PD al 36%. Ed è proprio grazie a questo notevolissimo consenso popolare che Renzi ha deciso di entrare di fatto in campagna elettorale. In tal senso si deve leggere l’ospitata ad Amici, dove si è presentato con tanto di giubbino di pelle e jeans che fanno tanto gggiovane. In questo momento soltanto il sindaco di Firenze è in grado di erodere il consenso giovanile a Grillo. Alle scorse elezioni hanno votato per il santone del vaffanculo oltre il 47% degli under 24 e quasi il 38% degli under 30. Tendenza inversa per il Partito Democratico [30,4% fra gli over 60 e 26,3% fra gli under 30], che come non mai avrebbe bisogno di svecchiarsi, ed affidarsi ad una nuova generazione di dirigenti in grado di farsi portavoce credibile delle istanze del mondo giovanile. A febbraio Bersani aveva concluso la sua campagna elettorale in un teatro insieme a Nanni Moretti. Oggi Renzi rilancia la sua sfida andando da Maria de Filippi in TV. Qualcosa [purtroppo] dovrà pur significare.

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