Il pensiero unico – parte seconda

Francamente trovo che i nuovi attacchi rivolti da berlusconi, Fini e la maggioranza ad Annozero siano sempre più preoccupanti. Nella fattispecie non comprendo bene cosa si contesti alla trasmissione di Michele Santoro dedicata al terremoto in Abruzzo. Può l’aver dato voce a qualche opinione critica degli sfollati in merito al lavoro di pianificazione ed organizzazione della Protezione Civile o l’aver sottolineato l’incuria di moltissime costruzioni, fra cui la Casa dello Studente e l’Ospedale San Salvatore, essere la reale motivazione per questa bufera polemica? Ovviamente no, anche perchè se fossero state dette delle falsità o delle diffamazioni si sarebbe risposto in sede penale. Non mi pare peraltro che Annozero abbia assunto una posizione rispetto ai fatti raccontati più partigiana di quella di  certe recenti puntate di Porta a Porta sul caso Englaro, solo per fare un piccolo esempio. Il punto è naturalmente un altro e si inserisce nel disegno berlusconiano di normalizzare l’informazione [si veda al riguardo il tentativo di nominare Maurizio Belpietro alla dirigenza del TG1]. 

Il progetto di creazione di un pensiero unico in Italia è ormai sempre più violento e sfacciato, complice il disinteresse e l’ignoranza dell’italiano medio, obnubilato da decenni di indottrinamento mediatico. Qualsiasi opinione si abbia su Annozero, non si può contestare che sia la più visibile espressione di giornalismo critico e d’inchiesta in Italia. Quella che meglio [insieme a Report e qualcosa di Ballarò] consente un approfondimento e un’analisi critica che può difformarsi dal dominante pensiero unico o, peggio ancora, dal non pensiero. Ho sempre ritenuto che una pluralità di opinioni costituisca un arricchimento, un importante stimolo alla creazione di un senso civico, base indispensabile per ogni democrazia, ammesso e non concesso che quella italiana sia ancora una democrazia.

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