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Mese: Dicembre 2014

Magic in the Moonlight

Magic in the Moonlight

Al centro della storia di questo nuovo lavoro di Woody Allen c’è un prestigiatore di fama internazionale chiamato da un amico e collega a smascherare una sedicente medium. Ancora una volta la trama serve solo da pretesto al regista newyorchese per mettere in scena se stesso. E’ facilissimo infatti trovare nei panni del personaggio interpretato da Colin Firth gli aspetti più tipicamente alleniani. Siamo di nuovo dalle parti di un artista affermato, ma depresso e disincantato nei confronti della vita. Razionale fino al cinismo, brillante ancorchè misantropo, che si imbatte nel’amore di una donna molto più giovane di lui. Lo sviluppo della storia è prevedibile. La sceneggiatura è priva di guizzi, le battute fulminanti latitano e i due protagonisti non raggiunguno mai un alto livello di empatia con il pubblico.

Il tema è quello trattato – in modo migliore – già molte altre volte: «l’uomo ha bisogno di illusioni come dell’aria che respira». Sono infatti coloro che accettano di vivere nell’illusione, gli unici capaci di godersi l’esistenza anche solo per un istante. La vita è miseria e solitudine, ma se si cede al sogno, alla magia, alla speranza, allora si può persino trovare la felicità. La conclusione è quella di sempre: l’amore – anche se è un sentimento effimero – resta in cima alla famosa lista di cose per cui vale la pena vivere. In fondo non importa se sia vero oppure no, quel che conta è “che funzioni”. Un Allen sicuramente minore, anche se – vale la pena ricordarlo – comunque al di sopra di tanti film di plastica, superficiali e fracassoni, di cui sono piene oggigiorno le sale cinematografiche.

Ed intanto il M5S sprofonda nel ridicolo

Ed intanto il M5S sprofonda nel ridicolo

Le prime avvisaglie c’erano state alcune settimane fa quando un esponente pentastellato decise di denunciare il Patto del Nazareno, perchè passabile di cospirazione politica (SIC!). E’ la prima volta nella storia che un ordinario accordo tra soggetti politici attorno alle riforme da attuare nel Paese finisce in tribunale, come fosse una cena con le Olgettine. Renzi e berlusconi si sono dati segretamente appuntamento come oscuri carbonari decisi a sovvertire l’ordine nazionale a suon di soglie di sbarramento e fantomatici premi di maggioranza? Tutto è possibile. Ora però ci aspettiamo che dal M5S qualcuno ci dica che Elvis è ancora vivo, che l’11 settembre è opera di Oprah Winfrey e che Gasparri è a capo della Spectre.

Ma è all’indomani del crollo alle elezioni regionali (che Grillo aveva annunciato di stravincere, e che invece hanno visto il Movimento dissipare centinaia di migliaia di voti e cedere lo scettro del voto di protesta alla Lega di Salvini), che la farsa raggiunge toni degni del miglior Bombolo. I media rivolgono le proprie attenzioni al presenzialista in felpa di ordinanza del Carroccio e non dedicano più alcun editoriale alla setta dei vaffanculo stellari? Ecco allora che Grillo risponde prontamente. Oltre ad espellere un paio di parlamentari che male non fa mai – naturalmente col solito codazzo di polemiche e strumentali giustificazioni – si inventa l’idea del direttorio. Pesca cinque fra le personalità più rappresentative dei suoi e li eleva a ruolo di “vice”. Il Movimento, nato come una comunità di uomini puri e votati al bene, che si organizza in modo paritario per soppiantare un’altra comunità di uomini votati al male, al ladrocinio e alla sopraffazione, costruisce la propria gerarchia piramidale, con nomi – ovviamente – calati dall’alto. Poco male: uno non varrà più uno, ma cinque. Con l’artimetica si risolve sempre tutto. Del resto, quando si può contare su eccellenze come Carlo Sibilia, sarebbe un delitto non sfruttarle appieno. Il deputato 28enne è a tutto diritto una delle 5 stelle più luminose del firmamento grillino. Uno dei 5 più uguali fra una moltitudine di uguali. Uomo dotato di rara intelligenza, finissimo acume e lungimirante visione politica, si avvia a prendere iniziative fondamentali per il futuro del suo Movimento e dell’Italia tutta. Colui che ha affermato che lo sbarco sulla Luna non è mai avvenuto e che ha proposto di legalizzare le unioni di gruppo e i matrimoni tra specie diverse (SIC!), darà tutta una serie di nuovi significati al termine statista. Stiamone certi!