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Mese: Giugno 2013

Una condanna esemplare

Una condanna esemplare

«I sette anni di condanna inflitti a Berlusconi nel primo grado del processo Ruby -uno in più di quanto richiesto dalla pubblica accusa- sarebbero toccati a chiunque altro avesse tenuto simili comportamenti e avesse cercato di avvolgerli in una nuvola di menzogne prendendo in giro il Parlamento e i Tribunali della Repubblica. L’interdizione a vita dai pubblici uffici di un uomo che cerca il sesso a pagamento con delle minorenni, appare a sua volta un provvedimento minimale di precauzione della collettività. Di fronte a una mole schiacciante di riscontri e di prove documentali, Berlusconi ha come al solito opposto la sfacciataggine con cui si dichiara perseguitato. Ma il processo Ruby chiarisce, se mai ce ne fosse ancora bisogno, la sua assoluta incompatibilità con incarichi da uomo di Stato. Un evasore fiscale puttaniere è meglio che giri al largo dalle istituzioni». Così Gad Lerner sul suo blog.

Spiace non ritrovare lo stesso provvedimento di precauzione della collettività nè in Grillo che, al di là dei proclami di facciata, ha portato berlusconi nuovamente al centro della scena politica, nè tantomeno in Letta che, da una parte ha indotto il ministro Idem alle dimissioni dopo le polemiche sull’Imu non pagata, mentre dall’altra ha addirittura spianato la strada all’ex premier per la riforma costituzionale! Non resta che sperare che questa sentenza esemplare, che colpisce il Caimano per entrambi i reati di cui era imputato: concussione e prostituzione minorile, dia finalmente la misura politica di un personaggio che tutto deve continuare ad essere tranne che un uomo di governo intento a revisionare la massima legge dello Stato.

Setta Pentastellata

Setta Pentastellata

Pensavo di averle viste tutte con la manifestazione dei parlamentari del PdL davanti al Tribunale di Milano per preservare la fedina penale di berlusconi dal complotto bolscevico delle toghe rosse. Invece mi sbagliavo, perchè la manifestazione di parlamentari e fedelissimi pentastellati davanti a Montecitorio per difendere l’onorabilità di Grillo dalle ignominiose critiche delle dissidenti Gambaro e Pinna è – incredibile a dirsi – persino più patetica e penosa.
 
Dopo che la Gambaro è stata scomunicata dall’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari grillini, la decisione è stata confermata oggi dalla rete dei Cinque Stelle. Attenzione però che la rete dei Cinque Stelle non è la “Rete”. Sono gli attivisti certificati del Movimento, ossia un numero ristretto ed irregimentato di persone che si esprimono via web. Fatto sta che dopo questa inquisizione 2.0, a metà tra il processo mediatico, la gogna pubblica, il fanatismo online e il reality show, il M5S si configura come la forza più antidemocratica del Parlamento, riuscendo nella titanica impresa di far apparire il PdL – al confronto – come un partito dove apertura, dibattito interno e pluralismo dominano incontrastati. Nella Setta Pentastellata esiste solo il pensiero unico del profeta del vaffanculo che va difeso e salvaguardato da ogni genere di opinione che non vi si conformi. Peste colga gli eretici! Coloro i quali cioè, ingenuamente, ritengono che le dinamiche di un movimento politico che proclama di voler portare la democrazia diretta nel Paese, debbano svilupparsi secondo logiche altrettanto democratiche e liberali. Ma la purezza della razza grillina non può essere contaminata dal dubbio che il ducetto di Genova non sia sempre nel giusto, a prescindere. Lunga vita al suo Verbo! E per tutti quelli che non  si adeguano una disonorevole espulsione, e si ritengano fortunati che ancora nessuno abbia pensato di propinar loro una bella dose di olio di ricino, come invece meriterebbero per la colpa infamante di cui si sono macchiati! Eia! Eia! Alalà!
Uno vale zero

Uno vale zero

Una senatrice pentastellata individua in Grillo la ragione del crollo elettorale del loro movimento e rilascia questa dichiarazione: «Stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi soprattutto quelli contro il Parlamento. Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più». Per il profeta del vaffanculo è un evidentissimo ed intollerabile caso di lesa maestà. Sul suo blog promuove immediatamente un referendum su di sè, che altro non è che un invito mascherato al linciaggio della parlamentare ribelle. Si titilla l’ego con le centinaia di commenti che lo glorificano e gode delle offese all’ennesima, disgraziatissima, traditrice. Infine convoca l’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari del Movimento, per valutare la proposta di espulsione della senatrice, da sottoporre successivamente alla pubblica gogna della rete! (sic).

Persino berlusconi, prima di mettere alla porta Fini, aspettò parecchi mesi, lasciando che l’ex Presidente della Camera ribadisse le sue posizioni critiche sulla politica del Pdl più e più volte. Viceversa in questo caso [che non è certo il primo] sono sufficienti due righe, espressione di un pensiero non allineato con quello imposto dall’autocrate genovese, perchè chi le ha pronunziate sia fatto oggetto di un processo di scomunica. Ancora una volta Grillo dimostra una scarsissima confidenza col concetto di democrazia. Quella stessa democrazia che il filosofo Norberto Bobbio aveva messo in diretta relazione col diritto al dissenso. Un vero leader questo lo sa perfettamente. Ma Grillo non è un leader. E’ solo un guru capriccioso e demagogo, un capocomico insicuro e volgare, che ha messo in piedi un movimento politico che vorrebbe trasformare in una setta, composta esclusivamente da adepti docili ed obbedienti.

Il Centrosinistra fa il pieno

Il Centrosinistra fa il pieno

Sono due i dati politici che emergono da queste amministrative. Il primo è che il centrosinistra vince ovunque, strappando alla destra, oltre che Roma, anche storiche roccaforti come Imperia, Brescia e Treviso. Si impone un’alleanza incentrata su un partito, il PD, che è rimasto l’unico a vantare una struttura democratica, distribuita e radicata sul territorio. Perdono i partiti e i movimenti padronali, come il PdL ed il M5S, che poggiano unicamente sul carisma del proprio leader e sono incapaci di produrre dei candidati forti e credibili a livello locale. E’ un dato che fotografa, come ha affermato Vendola, l’affermazione di una coalizione che puo’ e deve liberare l’Italia dal berlusconismo e dalla cattiva politica.

L’altro elemento di riflessione è la diffusa protesta, che però – differentemente da quanto successo solo tre mesi fa – prende le distanze dai Cinque Stelle e si rifugia nell’astensionismo. Il Movimento di Grillo infatti non riesce più a mobilitare e smuovere la grande massa dei delusi, continuando la disfatta evidenziatasi due settimane fa e andando a perdere quasi dappertutto in Sicilia [che è andata al voto in ritardo di 15 giorni], con percentuali lontanissime sia dalle elezioni politiche di febbraio che da quelle regionali di ottobre. Da Messina a Siracusa, fino a Catania i grillini non vanno al di là di un misero 4% e restano in corsa per il ballottaggio soltanto a Ragusa.