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Mese: Gennaio 2013

Gli impresentabili

Gli impresentabili

berlusconi ha spiegato che ha dovuto far a meno di uomini come Dell’Utri e Cosentino per avere più consenso. Quindi l’iniziativa del Cavaliere di liberarsi di alcuni personaggi discutibili non è dettata dalla volontà di dar seguito alle istanze di moralizzazione che arrivano sempre più forti dalla pubblica opinione, ma semplicemente da bieche logiche elettorali. Naturalmente non è stato fatto alcun cenno alle accuse gravissime di collusione con la camorra e concorso esterno in associazione mafiosa che gravano sugli uomini del PdL. La colpa è – tanto per cambiare – soltanto della magistratura politicizzata che ha deciso di perseguitare alcuni dei maggiorenti del partito. Insomma, la solita congiura bolscevica.
 
Inoltre per qualche impresentabile che se ne va, ve ne sono molti altri che restano: Verdini, Formigoni, Nitto, Cesaro solo per fare qualche piccolo esempio. Prova ulteriore che l’obiettivo dell’operazione non è certo quello di ripulire le liste poco virtuose del Popolo della Libertà. Per non parlare, ovviamente, del personaggio più impresentabile di tutti, il plurinquisito e condannato in primo grado silvio berlusconi.
La partita del Senato

La partita del Senato

Ancora una volta l’impresentabile destra italiana agisce per mere logiche di potere, contro il bene del Paese. PdL e Lega sanno bene che difficilmente potranno vincere le prossime elezioni, eppure si alleano insieme nonostante i grandi mal di pancia dei rispettivi elettorati [in particolare di quello leghista] e i proclami dei dirigenti del Carroccio che avevano più volte perentoriamente garantito «mai più col Cavaliere!». Il vero obiettivo è quello di ottenere una situazione di stallo al Senato. Poichè a Palazzo Madama i seggi vengono assegnati su base regionale con un premio di maggioranza regionale corrispondente al 55% dei seggi assegnati nella singola regione, diventa fondamentale vincere nelle grandi regioni come Lombardia, Campania, Veneto o Sicilia.
 
Ed è proprio al Senato che si giocherà tutta la partita. Se Bersani sarà in grado di conquistare le regioni più popolose potrà ottenere la maggioranza oltre che alla Camera – come indicano tutti i sondaggi – anche al Senato. Se viceversa si arrivasse ad un sostanziale pareggio, se cioè il centrosinistra risultasse vincente soltanto alla Camera, si aprirebbero diverse possibilità che potrebbero favorire un accordo con Monti, portare nuovamente ad un Governo di larghe coalizioni, o addirittura far saltare il banco, con un ritorno alle urne dagli esiti imprevedibili. La sofferta intesa fra Maroni e berlusconi [per raggiungere la quale quest’ultimo ha accettato persino di fare un passo indietro dalla premiership], e l’analoga operazione che il Cavaliere sta compiendo in Sicilia con Miccichè, vanno dritti nella direzione di rendere il Paese ingovernabile, sperando di avere ancora un ruolo da recitare, anche nella prossima legislatura.