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Mese: Dicembre 2012

La fine della legislatura

La fine della legislatura

Napolitano ha sciolto le Camere. La parola torna al popolo sovrano. La legislatura, che si è conclusa qualche giorno fa, era cominciata nel segno di un berlusconi trionfante. Non aveva semplicemente vinto le elezioni. Aveva spopolato, guadagnando una maggioranza granitica. Per buona parte del suo mandato aveva dispiegato il suo potere in modo incontrollato, calpestando spesso la dignità della politica, disponendo della cosa pubblica per finalità private e circondandosi di una classe dirigente prona ai suoi voleri e completamente priva di senso dello Stato. Un’impasto che ha costituito l’humus per un drammatico declino sociale contraddistinto dall’aumento del debito pubblico e delle tasse, dalla diminuzione dell’occupazione e dall’impoverimento del ceto medio. Un declino che si è mescolato alla più grande crisi economica internazionale del dopoguerra. Il suo impero mediatico ha nascosto a lungo i mali del Paese, fino a quando una sconvolgente serie di scandali ha minato la credibilità del suo esecutivo. 

Il Governo Monti ha sicuramente rappresentato un’inversione di tendenza rispetto al precedente, in termini di considerazione internazionale. La sua politica però ha fallito perchè incapace di improntare la propria azione a principi di equità sociale. Sondaggi alla mano, Bersani – dopo essere riuscito a rintuzzare l’attacco di Renzi – deve solo convincere gli italiani della bontà del suo programma elettorale e, forse soprattutto, dell’affidabilità della coalizione che sta costruendo, per poter finalmente sedere a Palazzo Chigi e far voltare definitivamente pagina al Paese, dopo 20 anni di berlusconismo.

Il ritorno del Caimano

Il ritorno del Caimano

76 anni, una condanna di primo grado a 4 anni per frode fiscale e la sentenza sul caso Ruby che si approssima, berlusconi si ricandida per la sesta volta alla guida del Paese con il solito bagaglio di megalomania, populismo, irresponsabilità ed arroganza: andando all’assalto del governo dei tecnici e conducendo l’Italia sull’orlo della crisi. Una mossa dirompente e destabilizzatrice che rappresenta molto di più del colpo di coda che tutti si aspettavano.
 
Facile immaginare come la campagna elettorale del Caimano sarà violentissima e diretta alla pancia della gente. Berlusconi volterà definitivamente le spalle a Monti proprio nei giorni in cui gli italiani dovranno pagare l’IMU e naturalmente annuncerà che in caso di vittoria questa tassa verrà abolita, come già fece con l’ICI. Poi l’attacco all’Europa e all’euro, le minacce alle istituzioni, le toghe rosse, i comunisti alle porte, i media schierati contro di lui e via via snocciolando tutto il resto del collaudatissimo repertorio. Con simili argomenti, l’ex premier ha già vinto tre campagne elettorali, grazie anche all’enorme capacità persuasiva del suo impero mediatico. Molto è cambiato, da allora. In un anno il PdL si è sfaldato e ha subito più di una sconfitta elettorale, prima fra tutte quella in Sicilia che era sempre stata il granaio dei suoi voti. Tuttavia i danni che possono essere arrecati al Paese dal ritorno rabbioso del Cavaliere possono purtroppo essere ancora drammaticamente reali.