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Mese: Novembre 2011

Ogni fine è un inizio

Ogni fine è un inizio

Considerando anche il mio precedente blog, scrivo su Splinder ormai da 6 anni. Devo moltissimo a questa piattaforma, posso ben dire che mi ha rivoluzionato la vita, e naturalmente le voci di un’imminente chiusura mi dispiacciono non poco. Ma ciò che è davvero inaccettabile è l’assordante silenzio della Redazione, a fronte delle tante richieste di chiarimenti circa il blocco delle registrazioni e dei rinnovi dei servizi a pagamento, in atto – lo si è scoperto solo ora – già dallo scorso giugno. Nei post che sul blog Soluzioni parlano della notizia, si racconta di nessuna replica alle mail e risposte vaghe al telefono. Pare che dall’altra parte ci sia solo un muro di indifferenza e mutismo. Qualcuno ha contattato Le Iene, qualcun altro consiglia a tutti coloro che tuttora stanno pagando un abbonamento un’eventuale class action. Probabilmente l’effetto che la proprietà intende ottenere è proprio quanto sta accadendo in questi giorni, ossia la trasmigrazione degli utenti, già decimati dall’avvento di Facebook, verso altri e più affidabili lidi.

La versione inglese della piattaforma è stata convertita da mesi in un portale e-commerce che vende suonerie, sfondi per telefonini et similia [ma qualcuno compera ancora ‘ste cose?] e la stessa tristissima fine si prospetta per quella italiana. Probabilmente non si chiuderà il prossimo giovedì – data che viene indicata come quella fatidica – ma che l’intenzione sia effettivamente quella di chiudere pare ormai cosa sicura. Scrivere con serenità, sapendo che da un giorno all’altro tutto potrebbe sparire senza alcun avviso ufficiale [complimenti per la correttezza e la professionalità] diventa difficile. Ho già messo in sicurezza quanto scritto in 6 anni di onesta attività, e sto già pensando ad un progetto di rilancio. Sfruttando le funzionalità di WordPress, aprirò un blog su un dominio personale che nessun altro tranne me potrà decidere di stoppare. Ho sempre pensato che in realtà ogni fine sia un nuovo inizio, così fra qualche settimana prenderà vita lafinestrasulcortile.it. A tutte le persone che sono passate di quà un carissimo saluto! Sono certo che ci rileggeremo altrove.

L’antitesi antropologica

L’antitesi antropologica

Alla domanda se sia finito il berlusconismo, Fini ha risposto «E’ finito il Governo Berlusconi. Accontentiamoci.» E come si fa a non esser contenti quando si pensa che i nostri ministri non sono più gente come Calderoli, Sacconi, Gelmini, Frattini, La Russa e Brunetta? Impossibile! E se Vendola ricorda che «se il ventennio fascista condusse nel baratro della guerra il Paese, il quasi ventennio del populismo berlusconiano ha prodotto macerie economiche e sociali che ci hanno condotto al disastroso rischio di default attuale», Travaglio scrive «la prima Liberazione, nel ’ 45, avvenne grazie alle truppe anglo-americane con qualche migliaio di partigiani. La seconda avviene grazie alle truppe franco-tedesche con qualche Carlucci e Pomicino di complemento». Dobbiamo infatti ringraziare i leader europei, i mercati e la stampa internazionale se oggi berlusconi ha rassegnato le dimissioni. Se avessimo fatto affidamento sulla reattività dell’opposizione o sull’intelligenza politica di molti nostri connazionali, ci saremmo dovuti tenere questo sciagurato Governo – il peggiore dal dopoguerra, espressione di un potere arrogante, corrotto e corruttore, autoritario e mistificatore, populista ed eversivo – ancora per un bel pò.

L’incarico sarà affidato a Mario Monti, un uomo che di berlusconi è «l’antitesi antropologica. Difficile immaginarlo con Mangano in giardino, Gelli e Craxi al piano di sopra, Tarantini dietro la porta, Ruby nel lettone e Lavitola al telefono». Ex Rettore e Presidente della Bocconi, ex Commissario Europeo, in qualità del quale inflisse una multa pesantissima a Microsoft per comportamenti contrari alle normative antitrust, è uomo che ha fatto del rigore [parola caduta in disgrazia durante il berlusconismo] la sua cifra personale e professionale. Come editorialista del Corsera è sempre lui, più recentemente, a criticare aspramente berlusconi all’indomani della sua dichiarazione sull’Euro che non avrebbe convinto nessuno: «A ogni rialzo dei tassi, dovuto alla scarsa fiducia nell’ Italia, Lei finisce per imporre sacrifici ancora maggiori agli italiani. Anche le parole non sorvegliate hanno un costo». Un bel segnale per un nome che rappresenta non solo competenza e serietà [altri termini desueti nell’Italia degli ultimi 20 anni], ma soprattutto la garanzia di un Paese credibile, capace di cambiare registro e politica.

Sic Transit Gloria Mundi

Sic Transit Gloria Mundi

Poco fa la Camera ha approvato il Rendiconto Generale dello Stato con soli 308voti favorevoli. Ben otto voti sotto alla maggioranza assoluta. Otto traditori, come berlusconi li ha definiti in un foglietto dove ha appuntato schematicamente tutti i possibili scenari che lo aspettano dopo la disfatta di oggi. La maggioranza più granitica della Storia della Repubblica Italiana non esiste più. Da alcuni giorni a questa parte si assiste ad una ricollocazione di diversi ex fedelissimi del Cavaliere, i quali – come i famosi topi della nave che affonda – stanno abbandonando il Partito delle Libertà appena prima che si sfaldi. Un triste epilogo, comune ad ogni leader che si sia circondato di uomini di cui ha comprato idee e fedeltà.

Le ultimissime notizie parlano di un Presidente del Consiglio pronto a rimettere il mandato dopo l’approvazione della legge di stabilità economica fissata per il 15 novembre.  Non resterebbe altro da fare quindi che attendere una settimana per assistere alla fine di berlusconi. Ma, dato che ben si conosce l’uomo, il PD ha dichiarato che le dimissioni vanno formalizzate appena possibile. Hai visto mai che il Nostro non ci ripensi e dica d’esser stato frainteso anche questa volta?

Alluvione!

Alluvione!

Sono morte 6 persone. Due bimbe e 4 donne. Tre di quest’ultime erano uscite per recuperare i figli e i fratellini a scuola. A poche ore dall’alluvione che ha messo in ginocchio la mia città, infuria la polemica nei confronti del Sindaco e dei suoi collaboratori, i quali, nonostante l’allerta fosse stata diramata già da diversi giorni, non hanno provveduto a proteggere la città in modo più opportuno. Non si comprende perchè, ad esempio, non si sia disposta la chiusura delle scuole. Il Primo Cittadino Marta Vincenzi ha rigettato ogni accusa, con dichiarazioni quantomeno discutibili: «La scelta di mandare i bambini a scuola è stata provvidenziale, immaginate cosa sarebbero stati 40mila bambini portati in macchina dai nonni, dai parenti o dagli amici in giro per la citta’ durante l’alluvione. Il preallarme è stato dato agli amministratori di condominio già a luglio 2011: sapevano che nelle zone esondabili, tra cui quella del Fereggiano, non ci si doveva muovere in caso di allerta meteo». Facile comprendere come, dopo affermazioni del genere, il Sindaco sia stato duramente contestato.

Gli esperti sottolineano che, a causa del cambiamento climatico in atto, fenomeni meteo così estremi sono ormai sempre più frequenti. Per questo motivo diventano fondamentali una politica di forte contrasto dell’abusivismo edilizio, e – naturalmente – operazioni più ordinarie di pulizia dell’alveo dei fiumi e di manutenzione dei tombini. Dopo due terribili disastri nell’arco di 10 giorni, la rabbia è tanta ed ora diventa necessario capire – come auspica il Presidente Napolitano – quali siano state le cause.

Game Over

Game Over

«Il tempo di Berlusconi è finito. La resistenza del Cavaliere non ha più senso. Rischia di travolgere il suo partito – che dovrebbe spingerlo a lasciare – e soprattutto il Paese. La crisi è economica, ma anche politica legata alla sua persona. Oggi ha davanti a sé una sola strada. Presentarsi al G20 di Cannes con provvedimenti eccezionali, immediati, ma soprattutto credibili. Dimostrare che siamo una nazione capace di onorare i propri impegni, perfettamente solvibile, affidabile. Oppure rendere possibile subito, con un gesto responsabile, un esecutivo di emergenza che concordi con l’opposizione i tempi e i modi per scongiurare il pericolo di un fallimento e l’onta internazionale di vedere il Paese con il cappello in mano».

Ecco un passaggio dell’editoriale di ieri del Direttore del Corsera. Inutile dire che tutta la stampa non in mano alla famiglia berlusconi la pensa allo stesso modo. Il momento è delicatissimo. Il premier ha manifestato tutta la sua incapacità ed impotenza, non riuscendo – come auspicava Ferruccio De Bortoli – a portare al summit dei G20 qualcosa di concreto ed immediatamente esecutivo come un decreto. La seduta straordinaria del Consiglio dei Ministri di ieri sera ha perdipiù sancito la fine definitiva del rapporto, già compromesso da tempo, fra berlusconi e Tremonti, con quest’ultimo che ha rinfacciato al Cavaliere d’essere il vero problema per l’Europa e i mercati. In questo scenario da fine impero, si sta anche aprendo una nuova fronda all’interno del PdL, con un gruppo di parlamentari che si schiera apertamente contro il Presidente del Consiglio. Pare che la resa dei conti finale sarà l’8 novembre, quando alla Camera bisognerà votare nuovamente il Rendiconto generale dello Stato.