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Mese: Settembre 2011

1.200.000 firme contro la Casta

1.200.000 firme contro la Casta

L’immobilismo è il tratto distintivo di questo Governo. Congelato su posizioni che definire indifendibili è a dir poco un eufemismo. L’esecutivo sta affondando [e con lui il Paese] e nè il PdL – arroccato ad eterna salvaguardia di berlusconi – e nè la Lega – non più distinguibile rispetto al partito del premier – sanno trovare il coraggio o il sussulto per uno scarto. L’ennesimo voto a sostegno di un uomo del PdL accusato di associazione mafiosa lascia la base del Carroccio sempre più sconcertata. Da oggi sarà ancora più difficile gridare Roma ladrona da un palco del Nord, senza che qualche [ex] elettore della Lega non comprenda la deflagrante contraddizione della posizione di Bossi.

E’ evidente che in questo scenario il cambiamento possa arrivare solo dal basso. La risposta popolare, data la scorsa primavera alle elezioni comunali e ai referendum, è in questo senso confortante. Così come è confortante aver raccolto in appena due mesi ben 1 milione e 200 mila firme [più del doppio del necessario] al fine di promuovere il referendum abrogativo in materia elettorale. L’attuale legge infatti ha reso ancor più facile che il Parlamento si configurasse come una casta. E’ il secondo miglior risultato di sempre, dopo il referendum del 1993 sul finanziamento pubblico ai partiti. «Il messaggio che viene dal popolo italiano a conclusione della raccolta delle firme per il referendum sulla legge elettorale è netto e incontrovertibile ed ha un valore civile prima ancora che politico: i cittadini vogliono contare, non intendono lasciare una delega in bianco ad una classe politica chiusa in Palazzo sempre più screditato» ha commentato Vendola.

Super 8

Super 8

Ohio, estate del 1979. Mentre stanno girando un filmino amatoriale, alcuni ragazzi assistono ad uno spaventoso incidente ferroviario che mette a repentaglio le loro vite e segna il destino della cittadina in cui vivono, trasformandola nel teatro di una serie di misteriosi eventi.

Il nuovo film di J.J.Abrams non è un semplice rimando al primo Spielberg [qui nelle vesti di produttore], ma è soprattutto un omaggio accorato al Cinema, inteso come Arte suprema del raccontare emozioni attraverso le immagini. Prendendo le mosse da situazioni e tematiche espresse in pellicole di culto come Incontri Ravvicinati, E.T., Stand Bye Me e I Goonies, Super 8 mette in campo tutta la straordinaria capacità narrativa ed il senso dello spettacolo dell’autore di Lost. Anche qui, come nella serie che ha rivoluzionato il mondo della televisione, c’è un enigma inspiegabile, una “scatola dei misteri” – come l’ha definita lo stesso Abrams – il cui contenuto viene svelato soltanto nel finale, lasciando al pubblico per quasi tutta la durata del film il compito emozionante di trovare delle risposte. Ed è proprio in questa capacità di coinvolgere ed incantare – frullando abilmente elementi autobiografici, citazionismo, avventura, fantascienza, sentimentalismo, romanzo di formazione e soprattutto amore per il Cinema – che si trova il valore aggiunto di Super 8. Manipolare l’immaginario di un’epoca ben precisa – quella che a cavallo fra gli Anni 70 e gli 80 ha portato il Cinema ad essere meno aderente alla realtà per abbracciare piuttosto la dimensione del sogno – riuscendo comunque a realizzare un film che facesse parte del nostro presente, è una scommessa ampiamente vinta. C’è sicuramente un pizzico di retorica di troppo, ma è di quella a cui ci si consegna di buon grado, lieti di lasciarsi scaldare il cuore. Super 8, per quanto imperfetto, è un piccolo gioiello, impreziosito dalla sorprendente bravura della protagonista femminile, la tredicenne Elle Fanning.

Carnage

Carnage

Carnage è una formidabile prova attoriale. Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly in stato di grazia, un’impeccabile sceneggiatura con dialoghi corrosivi e tempi perfetti, e una regia serrata ed incalzante dimostrano che si può realizzare un film eccellente pur ambientandolo fra 4 mura, senza stacchi temporali. Due coppie di genitori si incontrano per la prima volta in un appartamento di Manhattan dopo una violenta lite fra i rispettivi figli undicenni. Quella che inizia come una civilissima visita di cortesia con tanto di tortà, caffè e scambi di convenevoli, si trasforma ben presto in un gioco al massacro che non risparmia nessuno.

Il nuovo film di Roman Polanski è un’amarissima commedia che svela ciò che si cela dietro una “famiglia borghese” quando cadono le maschere del perbenismo e le convenzioni sociali. Ecco allora che fra i 4 personaggi nascono e si sfaldano repentine alleanze, dapprima tra una coppia e l’altra e poi tra i due sessi. Ci si attacca senza alcun ritegno, sembra che ci si comprenda per un attimo, salvo poi riprendere le reciproche ostilità. Se si considerano le sue ben note vicissitudini personali, è facile scorgere nel lavoro del regista [che rispetto alla piece teatrale da cui il film è tratto sposta l’azione da Parigi a New York] una ferocissima critica alla società americana, così puritana e moralista in apparenza, ma che sotto il tappeto nasconde pregiudizi, vizi e contraddizioni.

Nell’Italia fino al collo

Nell’Italia fino al collo

In questi ultimi due mesi il Governo è riuscito nell’impresa di raschiare il fondo di un barile privo da tempo di ogni intelligenza politica e/o istituzionale. Dopo aver a più riprese spergiurato sulla solidità economica del nostro Paese ed averci assicurato che si stava reagendo alla crisi internazionale meglio che nel resto d’Europa, ci si è trovati di botto nell’occhio di un ciclone finanziario a cui si è risposto cambiando le misure della manovra almeno 4 volte in un mese. Roba che i dilettanti allo sbaraglio de La Corrida al confronto sono quanto di più professionale si possa immaginare. Agli italiani non resterà che versare lacrime e sangue, mentre il Presidente del Consiglio versa fiumi di soldi nei conti bancari di gente come Tarantini, Mora e Dell’Utri. Un uomo stanco e debole, berlusconi, ormai prigioniero non solo dei più spregevoli ricattatori ed intrallazzatori, ma anche del proprio ruolo pubblico, tanto che confessa di considerare l’Italia un «paese di merda», dimenticandosi d’essere uno dei maggiori responsabili del degrado politico, sociale e culturale in cui versa lo Stivale.

Non che il principale partito d’opposizione navighi in acque decisamente migliori, scosso com’è dal caso Penati. Uno scandalo che rischia di travolgere anche la dirigenza, che per intanto decide di allontanare dal partito l’ex Presidente della Provincia di Milano. Decisione forse un pò tardiva e forzata, ma che sicuramente evidenzia un rigore che l’altra parte politica non ha mai dimostrato. Fatto sta che gli Italiani sono sempre più disgustati da questa politica. Riusciranno a liberarsene? Il primo passo potrebbe essere quello di raccogliere le firme per annullare via referendum l’attuale legge elettorale che sostanzialmente nega ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti.