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Mese: Luglio 2011

Il Ritiro

Il Ritiro

E alla fine è arrivato anche l’annuncio. Berlusconi non sarà il candidato del centrodestra nel 2013. Per la poltrona di premier ci sarà Angelino Alfano, e l’uomo del PdL per la corsa al Quirinale sarà Gianni Letta. Il Cavaliere ha ormai compreso che la sua immagine è definitivamente logora e che una sua guida alle prossime elezioni politiche metterebbe in serio pericolo la vittoria del centrodestra. Per lui si ritaglia il ruolo di padre nobile di un nuovo Partito Popolare. Una svolta – quella del Caimano – che mira sia a recuperare quella parte di elettorato moderato che gli ha voltato le spalle in quest’ultimo anno, sia a rifare una verginità ad una compagine di Governo compromessa dagli scandali che hanno investito la leadership durante tutta la legislatura. Naturalmente il ritiro è solo virtuale, perchè con due uomini fidatissimi come Letta ed Alfano ai palazzi del potere, berlusconi è nelle condizioni di garantirsi un controllo senza precedenti sulla vita pubblica di questo Paese. Al centrosinistra il compito, non così semplice, di preparare le contromisure per una mossa che potrebbe anche risultare vincente, oltre che – naturalmente – quello di riuscire a farsi alleanza coesa e credibile.

A proposito di ritiri, anche il sottoscritto lascia Splinder, sicuramente sino a tutto agosto e poi vedremo se a settembre tornerà oppure no quella voglia di scrivere che di recente mi è un pò mancata. A chi passerà da qui, sinceri auguri di Buona Estate.

Leggi ad vergognam

Leggi ad vergognam

Quanto emerso in questi giorni a proposito della norma nascosta nella Finanziaria che sospende l’obbligo per Fininvest di pagare una multa di 750 milioni di Euro alla società di De Benedetti, nell’ambito del Processo Mondadori, rappresenta in pieno l’arroganza di un potere impegnato unicamente a proteggere gli interessi personali del Presidente del Consiglio. Aver inserito surrettiziamente tale normativa all’interno di un decreto legge che imporrà ai cittadini non pochi sacrifici economici è a tutti gli effetti un insulto scandaloso, l’ennesimo, all’Italia onesta che fatica ad arrivare alla fine del mese. Averlo fatto all’indomani della bocciatura popolare del “legittimo impedimento“, con cui l’elettorato ha di fatto detto basta all’impiego di leggi ad personam, dimostra perfettamente – se mai ve ne fosse ancora bisogno – tutta la tracotanza di chi è sceso in politica al solo scopo di salvare se stesso dalla galera e le proprie aziende dal fallimento, con buona pace della volontà popolare, delle istituzioni democratiche e della giustizia.

Ancora una volta non resta che appellarsi al Presidente Napolitano affinchè non firmi un decreto che così com’è è manifestamente anticostituzionale, visto che la cosidetta norma salva Fininvest certo non riveste quei requisiti di necessità e urgenza previsti dalla legge fondativa dello Stato Italiano. Uno Stato ripetutamente umiliato e piegato agli interessi di un uomo solo.