L’influenza del Grande Fratello

Pochi giorni fa il viceministro della Salute ha affermato che «il virus dell’influenza A è dieci volte meno aggressivo dell’influenza stagionale». Tuttavia continua il terrorismo mediatico sulla cosidetta influenza suina. Ogni giorno la televisionetrasmette il bollettino dei morti per il virus, omettendo di precisare che gli anni scorsi la mortalità della tradizionale influenza fu decisamente più elevata. Nessuno però in quel caso si sognava di fare la conta delle vittime. Tutto ciò ha finito con lo scatenare la psicosi fra la gente, con buona pace di chi ancora sottovaluta l’enorme ed insinuante potere di convinzione che i media, TV in testa, hanno, specialmente in questo paese. In farmacia spray igienizzanti e salviettine varie sono ormai beni rarissimi. Per strada bisogna fare attenzione a non starnutire o ad evitare il minimo colpo di tosse, perchè si potrebbe essere considerati come dei terribili untori.

Fu Adolf Hitler il primo capo di governo a pensare alla televisione come media per influenzare e condizionare le masse. Documenti rimasti segreti fino a poco tempo fa dimostrano come fosse tutto pronto per lanciare programmi tv diffondibili su megaschermi, da installare nelle piazze e nelle lavanderie. Il palinsesto prevedeva notiziari, programmi di istruzione sportiva ed educazione fisica, un serial sulla vita di una perfetta famiglia ariana ed anche riprese in diretta delle esecuzioni capitali dei nemici del regime. Il progetto venne poi fermato per motivi di budget alla vigilia della guerra.

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