E’ primario fare le primarie?

Non c’è settimana che il PD non delizi il suo elettorato [sempre meno nutrito] con un nuovo casus belli. Non si è fatto in tempo a sbollire la rabbia per la superficialità inammissibile con cui 22 deputati democratici hanno disertato il voto sullo scudo fiscale, facendo così passare la legge e consentendo al governo di schivare una debacle dalle conseguenze imprevedibili, che ieri l’onorevole Paola Binetti ha votato diversamente dalla posizione del partito sul testo contro l’omofobia. Non mi è chiaro quale valore possa avere la presenza all’interno del PD di un’esponente che non si è fatto scrupolo di sostenere pubblicamente che l’omosessualità è una devianza. Ma ancora più incomprensibile è il motivo per cui la dirigenza del partito, constatata la continua divergenza di vedute su fondamentali questioni inerenti la laicità, non abbia ancora deciso – dopo più di un anno – la radiazione dell’onorevole.

Non voterò alle primarie del 25 ottobre perchè non mi sento più rappresentato dal partito. La sua incapacità di trarre vantaggio dal lungo momento di crisi del premier, è imperdonabile. Persino Famiglia Cristiana ha dimostrato di saper fare un’opposizione più incisiva ed insistente di quella del PD, troppo ripiegato su questioni interne da una parte e troppo preoccupato di smarcarsi dalla politica veemente di Di Pietro dall’altra. Spero però possa vincere Bersani, se non altro perchè così potrebbero aprirsi nuovi spazi di manovra al centro, allo scopo di costruire una convincente alternativa a berlusconi, in grado di attrarre l’elettorato moderato, eterno ago della bilancia della politica italiana.

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