Gli Invotabili

L’invotabile per eccellenza è ancora una volta l’immarcescibile pregiudicato ottuagenario in odor di mafia, campione mondiale di botox e gnocca. Dare il proprio consenso a uno che ha frodato il fisco per centinaia di milioni e che garantisce, se eletto, pene molto più severe per gli evasori, è un pò come votare per il Clan dei Casalesi perchè promette la pena di morte per i camorristi! Altrettanto invotabili sono i suoi alleati. Quelli che bruciano in piazza i fantocci degli avversari politici, quelli che ficcano il naso ovunque, dal Festival di Sanremo alle iniziative dei Musei, perchè ogni occasione è buona per fare demagogia d’accatto. Quelli che una volta urlavano versi ispirati, pieni di delicati sentimenti ed antica saggezza come: “che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani” o “Roma ladrona, la Lega non perdona” e adesso reiterano mantra tipo “le ruspe nei campi rom”, “prima gli italiani”, “aiutiamoli a casa loro” ed altre amenità sul genere trash ed exploitation. Quelli che se un immigrato spara ad un italiano la colpa è dell’immigrato, ma se un italiano spara ad un immigrato la colpa è degli immigrati che sono troppi, ed in entrambi i casi il problema si risolve rimandandoli tutti a casa loro.

Gli altri invotabili sono quelli che uno vale uno ma c’è sempre qualcuno che vale di più. Quelli della democrazia dal basso, ma le primarie online son valide solo se vince chi dicono dall’alto. Quelli che che si rifanno ai valori di Berlinguer ed insieme di Almirante, e magari di Han Solo ed insieme di Dart Fener, di Topolino ma anche di Gambadilegno, di Bob Dylan e di Gigi d’Alessio. Quelli – per intenderci – che per raccattare qualche voto in più, oltre all’obbligo di vaccinazione sarebbero disposti a cancellare anche l’obbligo della precedenza a destra. Quelli che guai a chiamarli populisti, ma poi scrivono sui manifesti elettorali: più turismo e meno migranti. Quelli che non sono capaci di controllare i propri conti e pretendono di amministrare il bilancio di un’intera nazione. Quelli che non sanno tenere in vita un abete fino a Natale ma gli piacerebbe gestire l’uscita dell’Italia dall’Euro. Quelli che tutti i loro problemi, comprese le figuracce con congiuntivi, microchip e scie chimiche, sono colpa delle amministrazioni precedenti. Quelli che vorrebbero parlare alla pari con Macron e la Merkel, avendo un curriculum professionale di steward allo stadio e segretaria di un laboratorio d’analisi!

L’ultimo invotabile è il 40enne arrogante e tele-imbonitore. Quello che guida il PD, eppure sta alla sinistra come Peppa Pig alla fisica quantistica. Quello che dentro il partito che una volta era pluralista, ma che oggi è solo suo (e boia chi dissente), ci ha messo Casini, la Lorenzin e i fedelissimi di Formigoni, e tuttavia è pronto a spergiurare che se il PD perde è colpa di Civati che se ne è andato e non di Casini che è entrato (o della Boschi che è restata)! Quello che ha titillato l’elettorato di destra per soffiare i voti a un Berlusconi ormai vecchio e fuori dai giochi, ma non ha capito che tra l’originale (risorto) e l’imitazione (pallida) la gente sceglie sempre l’originale. Quello che ci ha raccontato che la vittoria del NO al Referendum avrebbe portato ad un’invasione delle cavallette, alla moria del bestiame e al suo abbandono della politica, e neppure una di queste cose – purtroppo nemmeno l’ultima – è successa! Quello che si scaglia contro le fake news e poi dichiara di aver portato l’Italia fuori dalla crisi. Quello che 4 anni fa aveva il 40% dei voti ed ora ne ha poco più della metà, ma tranquilli: lui non c’entra nulla!

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1 Commenti

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