Troppo tardi?

«Nella sentenza che ha confermato le condanne per alcuni responsabili delle efferatezze alla scuola Diaz la Cassazione scrive che quei fatti “hanno gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero”. Ma si sa che in Italia le parole scorrono come l’acqua fresca. Ora però la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito che quelle persone (non meritano di essere chiamati poliziotti) si macchiarono di un crimine orrendo qual è la tortura. E questo giudizio è decisamente più pesante, per gli effetti reputazionali sul Paese. Al punto da far sorgere una domanda che già si doveva porre dopo la sentenza italiana. Qualcuno in effetti la fece. Prima i deputati Andrea Sarubbi e Furio Colombo, poi il loro collega Ermete Realacci. Inutilmente, però. La domanda riguarda l’opportunità di certe scelte. È opportuno che la presidenza della Finmeccanica, società pubblica più esposta ai giudizi internazionali insieme all’Eni, sia stata affidata a chi era capo della polizia mentre si consumava quella pagina nera della democrazia italiana? Conosciamo la giustificazione: De Gennaro è stato pienamente assolto da ogni accusa. Siamo felici per lui. Ma non ci sfugge nemmeno la differenza che passa fra responsabilità penale e oggettiva. Che vanno sempre tenute ben distinte. Dopo i fatti del G8 De Gennaro è salito al vertice dei servizi segreti, poi a Palazzo Chigi con Monti. Infine alla presidenza della Finmeccanica con Letta, confermato da Renzi. E con tutto il rispetto per l’ex capo della polizia e i suoi meriti professionali, ci permettiamo di insistere: è stato opportuno?».

Diciamolo chiaramente: le violenze e le sevizie subite dai fermati alla scuola Diaz sono indegne per un Paese che intende definirsi “civile”. Ecco perchè le parole di Orfini, che giudica vergognoso che De Gennaro sia presidente di Finmeccanica, sono particolarmente lodevoli, anche se il Presidente del PD omette di sottolineare – come invece fa Sergio Rizzo nell’articolo riportato – che se il capo della Polizia all’epoca del G8 di Genova è oggi ai vertici di una prestigiosissima società pubblica,  lo si deve proprio al suo partito. Chi ieri ha chiesto conto della vicenda al premier, si è sentito ribattere – col solito tono supponente – che lui i riscontri li dà in Parlamento, alludendo alla legge sul reato di tortura finalmente approdata in Aula. Ma questa risposta è largamente insufficiente: recuperare un ritardo di 25 anni rispetto agli obblighi assunti con le Nazioni Unite, adeguandosi così ai principali paesi europei che hanno già recepito la fattispecie nei propri ordinamenti, non può essere considerato un merito. Si tratta infatti di un un dovere, di un atto “minimo ed indispensabile” per chiunque intenda fregiarsi del termine di rinnovatore. Se Renzi si pone davvero come obiettivo quello di cambiare verso al Paese, deve – lo ripeto ancora una volta – collocare al centro della sua azione politica la questione morale. Premiare con l’opportunità di una brillante carriera personaggi (condannati o “solo” indagati) come De Gennaro, sul quale comunque gravano terribili responsabilità oggettive, la dice lunga su quanta strada l’Italia deve ancora fare per essere una democrazia compiuta, capace di garantire i diritti più elementari. E se la sentenza della Corte Europea può aiutarci in questo è la benvenuta, sperando che – come segnala Vauro – non sia ormai troppo tardi.

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51 Commenti

  1. Luigi commenta:

    Io non so se hai ancora presente l’assalto alla camionetta con tanto di estintore n mano da lanciare contro il poliziotto..ma ho letto da qualche parte, che grazie a questa sentenza della Corte Europea, Giuliani sarebbe un martire della violenza omicida dell Polizia..e i manifestanti armati fino ai denti un gruppo di manifestanti pacifici che invadevano allegramente Genova per dissentire contro il G8.
    Ora, non vorrei che cme spesso capita da noi, venisse usata la sentenza per scaricare tutte le colpe sulle Forze dell’Ordine. Se basta una denuncia fatta da un manifestante qualunque, per far scattare il reato di tortura, qui è finita…
    Per me tortura è quella di Pinochet e dei generali argentini, in pieno regime dittatoriale, ma parlare di tortura qui da noi, dove in genere son le forze dell’Ordine a subìre le violenze…mi pare esagerato.
    Detto ciò, siamo alle solite, si invoca la moralità in un paese che è leader europeo per corruzione..
    Sicuramente De Gennaro mai e poi mai avrebbe dovuto andare a ricoprire quella carica, non fosse altro per la scarsa attinenza con il lavoro svolto in precedenza…ora tutti diranno che in qualunque altro Paese, si sarebbe dimesso, ed è forse vero…ma pretendere il cambiaverso morale in così poco tempo, è quantomeno azzardato, ci va tempo a moralizzare un Paese, è pur vero che da qualche parte bisogna pur cominciare…concordo anch’io con Orfini, e avrei preferito una risposta più chiara da parte di Renzi…ma approfittare di questa vicenda per attaccare il Premier, è come sempre la politica delle repubblica delle banane, solo capace di lamentarsi e di sciacallare…Salvini e Grillo insegnano…

    • Sed commenta:

      Luigi,
      La corte ha esaminato un fatto preciso isolato dal contesto generale di quei giorni e lo ha fatto su istanza di un cittadino che dalle percosse ha riportato danni permanenti.
      La sentenza non riguarda Giuliani né i black blok ne’ altri.
      Ma una cosa è certa ed è che a Genova da parte delle forze dell’ordine, si è cercato lo scontro, la prova di forza, si sono inseguiti manifestanti che ripiegavano, colpiti quelli che procedevano con le mani alzate, sono stati selvaggiamente picchiati i passanti e i giornalisti, si è consentito a indisturbati provocatori di assaltare il carcere di Marassi o procedere ad ogni sorta di devastazione, al preciso scopo di tendere la trappola.
      Prima l’agguato, poi la vendetta. Queste sono state via Tolemaide, il Lungomare, la Diaz e Bolzaneto . E per questa insensatezza è morto Carlo Giuliani. Se non c’è stata strategia preordinata, allora vuol dire – qualunque cosa sia scritta nella sentenza che comunque riconosce l’abuso di autorità – che ci sono circostanze in cui le forze dell’Ordine hanno avuto un margine di autonomia troppo ampio per un paese democratico. Un lungo e complesso procedimento come quello che riguardò quei giorni, avrebbe potuto essere affiancato dall’ istituzione della famosa Commissione Parlamentare d’inchiesta, contro la quale si espressero con voto contrario il Centro Destra e l’Italia dei valori, per l’appunto motivando con l’inopportunità di esporre le forze dell’ordine ad un possibile danno d’immagine. I conti tornano.

  2. RearWindow commenta:

    @Luigi
    Luigi, qui non si sta parlando dei fatti di Piazza Alimonda, ma di quanto successo alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzzneto. Se ti informerai più approfonditamente in Rete, ma non solo (esiste ad esempio anche un interessante film al riguardo), scoprirai che le repressioni e le sevizie occorse a Bolzaneto sono ampiamenti configurabili come tortura… io davvero non saprei come chiamarle altrimenti.
    Quanto al resto, lo ripeterò fino alla nausea, puoi anche pensare di fare mille riforme, magari imponendo a colpi di maggioranza persino quelle che riguardano l’assetto istituzionale dello Stato, ma fino a quando non affronterai di petto i problemi morali e culturali che affliggono questo Paese, ti ritroverai con un pugno di mosche in mano…

    • Sed commenta:

      Se il reato di tortura fosse stato introdotto per tempo – cioè trenta,quaranta anni fa, da quando se ne parla insomma,almeno a memoria mia – l’intero procedimento Diaz avrebbe assunto tutt’altro significato rispetto all’abuso di autorità richiamato nei tre gradi di giudizio ma le carriere cui si allude si sarebbero svolte lo stesso.
      E anche l’opinione pubblica sarebbe rimasta divisa connettendo erroneamente – come pure Luigi indica – l’aggressione alla Diaz con le violenze di gruppi ben individuati di quei giorni.
      Le rivoluzioni culturali non le fanno i governi e nemmeno i tribunali se non c’è una precisa volontà popolare nulla accadrà mai.
      Nel 2007,Prodi regnante, la camera approvò all’unanimità – compreso emendamento di Forza Italia sull’inapplicabilità dell’immunità diplomatica – un ottimo disegno di legge che per interruzione della legislatura non varcò mai le soglie del senato.
      Si trattava allora come ora di riempire una lacuna del codice penale,se ciò non è fin qui accaduto una ragione c’è e sta nel fatto che a parte sparuti gruppi ,di quel reato – che non riguarda solo le botte ma anche la situazione delle carceri nonché certi tipi di carcere vedi il 41 bis ritenuto dalle corti internazionali per l’appunto rientrante nel reato di tortura – non importa un fico secco ai più.
      Il procedimento escluse regie occulte e piani preordinati della mattanza appuntando, com’era prevedibile, l’ attenzione sulle responsabilità individuali. Difficile trascinare in tribunale la mala gestione dell’ordine pubblico anche se quelle di Genova furono le manifestazione più filmate del mondo : Dura lex.
      Quindi Cantone ha ragione nei riguardi di De Gennaro : le sentenze si rispettano anche quando non ci piacciono.Altrimenti istituiamo quarti e quinti e sesti gradi di giudizio dai nomi fantasiosi di Opportunità Politica o Etica pubblica o Responsabilità Oggettiva.
      Quella sentenza fu una sponda potente per i sostenitori della carriera del Nostro.Potente e giuridicamente ineccepibile : Sed lex
      Nei paesi in cui personaggi controversi per motivi assai più lievi si dimettono non lo fanno a fronte di richieste esplicite di capi di partito,del governo o presidenti della repubblica o di leggi che lo impongono : lo fanno di spontanea volontà perché temono l’opinione pubblica.
      Qui non è così. E nessuna azione di governo o riforma può farci nulla.

    • Sed commenta:

      Luigi qui c’è l’elenco di tutti i titoli riguardanti Genova, si tratta di documentari,non fiction, girati dal meglio del cinema italiano.Vicari è buono ma è fiction

      • Luigi commenta:

        La ringrazio Signora…
        mi son spiegato male io, e qui può capitare..
        nessuna difesa per ciò che accadde a Genova, la mia paura è un’altra, ed è legata ai possibili sviluppi futuri sull’applicazione della legge.

    • Luigi commenta:

      @paolo
      la mia non era una difesa d’ufficio per le Forze dell’Ordine, che a Genova hanno sbagliato, chiariamo.
      La mia preoccupazione, è per ciò che potrebbe capitare d’ora in avanti.
      Sulla moralità, andiamoci piano..qui mi pare che si prenda ogni pretesto per accusare questo Governo, ma va ricordato che fu Monti a nominarlo a Finmeccanica, dopodichè, non lo si può mandare via, o decide lui di dimettersi, o finisce lì…
      Io, ripeto, al posto suo avrei dato le dimissioni, all’estero sicuramente si sarebbero dimessi, rimane il fatto che deve decidere lui.

  3. RearWindow commenta:

    @Sed
    Non mi pare che quanto dice Cantone centri un fico secco (così, per citarti :-)). Infatti, siamo di nuovo dalle parti dell’opportunità politica e della responsabilità morale. Davvero si ritiene opportuno premiare con una carriera brillante, colui che – pur assolto dalle accuse – resta oggettivamente responsabile di quanto accaduto alla Diaz poichè all’epoca alla guida della Polizia? A me pare – come per esempio ad Orfini o a Vendola – di no. Che Paese è quello in cui chi sta a capo di un’organizzazione non risponde minimamente delle malefatte della stessa organizzazione? Se poi Renzi sostiene che De Gennaro deve rimanere al suo posto perchè innocente penalmente, fornisce una risposta vetero democristiana che (posso dire?) non mi sorprende affatto. Orfini dice: “Resto della mia idea. Il cambiamento che il Pd sta promuovendo nel Paese non dovrebbe fermarsi di fronte alla porta dei soliti noti”. Vendola aggiunge: “che l’allora capo della polizia abbia potuto attraversare indenne quella stagione e quelle successive è lo spaccato di un malcostume del nostro Paese”. Ecco… io sono d’accordo con entrambi. Ah… manco a dirlo Lupi ha affermato, anche un pò piccato, che De gennaro non si deve dimettere… ti sorprende?
    Sono d’accordo con quanto sostieni alla fine sull’opinione pubblica. Ecco perchè da queste pagine sono solito ripetere fino allo sfinimento che questo Paese vive PRIMA DI OGNI ALTRA COSA un problema di natura culturale. Si lavori per risolverlo. Anche se ci vorranno 20, 30 o 40 anni per venirne a capo, se nessuno inizia a fare qualcosa il Paese è destinato a restare sempre lo stesso, col Senato o senza!

    • Sed commenta:

      Cantone fa il giurista e dice : c’è una sentenza di assoluzione e le sentenze devono pur contare.
      Il fico secco c’entra nel momento in cui con ciò risponde a chi sostiene che De Gennaro non avrebbe dovuto essere chiamato a determinate responsabilità perché oggettivamente colpevole di mala gestione o quel che l’è.La sentenza lo scagiona.Punto.
      Non esprime un giudizio su De Gennaro ma fotografa una realtà che non va persa di vista.A me di quello che dicono Vendola Orfini e il segretario del mio partito non me ne frega un accidente.
      Penso con la testa mia e soprattutto non ho bisogno di dimostrare ad alcuno la mia avversione per questo o quello o la mia posizione sui fatti di Genova.Che ti garantisco non è stata, e non è tenera.
      Dopo di che la realtà è complessa e ragionare col metodo delle tifoserie non serve.Serve capire e trarne le opportune conseguenze.Poiché se la verità giudiziaria spesso non corrisponde alla verità storica, non sono le sentenze che vanno eluse ma forse c’è bisogno,data l’inopportunità di costruire uno Stato Etico,che i partiti,ciascuno per sé, si diano delle regole comportamentali per affrontare questi le discrasie che offrono questi casi.E questo è l’unico discorso serio per cui vale la pena di sventolare le bandiere o di sperticarsi in aggettivi.Siamo seri.

  4. RearWindow commenta:

    @Sed
    Evidentemente non ci capiamo. Strano perchè, rileggendo quanto ho scritto, non ho notato nulla di poco chiaro o ambiguo. Ti assicuro che anche io ragiono con la mia testa e proprio per questo motivo colgo le assonanze e le dissonanze con i pensieri altrui. Alle primarie del PD ho votato Civati perchè ho potuto constatare una frequente coincidenza fra le nostre opinioni. Gli altri candidati erano più distanti da me e dal mio modo di vedere le cose e non ho cambiato idea soltanto perchè uno di questi è diventato segretario. Le mie posizioni continuano ad avere frequenti punti di contatto con quelle di Civati e motivi di discordanza con quelle di Renzi…. ed in tutto questo non vedo cosa c’entrino le tifoserie. Detto ciò, la realtà sarà pure complessa, ma proprio perchè complessa non possiamo ragionare con l’accetta della colpevolezza o dell’innocenza sul piano penale. Esistono altri aspetti da tenere in considerazione e sui quali basare l’azione politica. Fino a quando non si capirà questo, puoi anche fare 1000 riforme ma non cambierai davvero un fico secco!

    • Sed commenta:

      Mo che è? L’ultimo gioco in città è battaglie culturali contro riforme laddove queste ultime sono inutili e le battaglie culturali le devono fare i governi?
      Sei ancora de sinistra?
      Al tempo : le sentenze sono l’esito di processi con indagini esame di prove testimoni etc,non raccontano la verità e possono essere ingiuste ma tant’è s stabiliscono dopo tre gradi di giudizio incontrovertibilmente l’innocenza o la colpevolezza di qualcuno.Come accette.E anche peggio.
      Sono criteri di giudizio nell’ambito non molto stretto nel quale si prefiggono di operare : quello del rispetto delle leggi che ci siamo dati.
      Essere colpevoli o innocenti non è la stessa cosa.
      L’opportunità politica, l’etica,la responsabilità oggettiva fanno parte dell’opinabile,non possono essere stabiliti per legge,non è onesto chiamarli in causa quando fa comodo.
      Le valutazioni politiche vanno espresse intrecciando i due campi senza sottovalutarne alcuno.
      Invece qui si fa confusione,si mesta nel torbido, si inquinano i fatti strumentalmente.Soprattutto si tende a minimizzare l’operato dei tribunali e questo,qualunque sia il giudizio su De Gennaro,non mi sta bene.
      Difficile il mestiere del garantista vero? Eh lo so.
      Capito il punto?

  5. RearWindow commenta:

    @Sed
    Personalmente non vedo nessuna confusione o inquinamenti. Ciò che vedo io è un responsabile di un’organizzazione che si è macchiata di crimini efferati (tanto più efferati perchè la sua missione è quella di tutelare i cittadini) che non solo non viene allontanato dal suo incarico, ma viene addirittura premiato con l’opportunità di una brillante carriera. Come dice Rizzo: “De Gennaro è stato pienamente assolto da ogni accusa? Siamo felici per lui. Ma non ci sfugge nemmeno la differenza che passa fra responsabilità penale e oggettiva.” Il garantismo non c’entra un fico secco (di nuovo). Come ho gà detto mille volte: in Paesi più evoluti del nostro, il sig in questione si sarebbe dimesso il giorno dopo. Qui è stato fatto presidente di Finmeccanica. Capito il punto?
    Sulle battaglie culturali. Le devono fare ANCHE i governi, specie se si viene da un ventennio in cui la cultura (“che non si mangia”) è stata demonizzata da chi era all’esecutivo e ha fatto di tutto per promuovere un clima di ignoranza ed imbarbarimento culturale.

    • Sed commenta:

      E vabbè : allora De Gennaro è innocente ma indegno di coprire le cariche etcetc .
      Chi stabilisce l’indegnità? A quali criteri certi e condivisi ci affidiamo? A quelli di Rizzo? Ai tuoi?Ai miei? Ad una generica Culpa in vigilando?
      Nella testa di chi ha proposto De Gennaro capo dei servizi, per esempio, la sentenza di assoluzione ha dovuto per forza avere un peso, ( è uno dei criteri certi) poi avranno contato le capacità le competenze etcetc,il resto fa parte della discrezionalità e poiché la responsabilità oggettiva è materia piuttosto spinosa e controversa in sede penale – un po’ meno in sede civile – i fan di De Gennaro non hanno ritenuto di doverne tener conto, tanto più che il Tribunale aveva escluso l’azione preordinata.
      Dici che non c’entra il garantismo? Ma se uno non è garantito manco dalle sentenze definitive…

  6. Matteo commenta:

    Finmeccanica è un’azienda controllata del Tesoro che ne nomina i dirigenti.
    De Gennaro sostituisce il predecessore, dimissionario perché indagato (poi rinviato a giudizio). Il quale predecessore stava bene dove stava, proprio non vedeva perché dimettersi.
    Poi è intervenuto il Ministro e lui si è sentito di dimettersi – il dolore attenuato da generosa buonuscita.
    Quindi De Gennaro.
    Finmeccanica fattura 15 miliardi e si occupa di mezzi di difesa e trasporti.
    Peraltro le deleghe del presidente sono state in gran parte assorbite dall’AD Moretti – raccontano di rapporti non buoni.
    De Gennaro non è lì per curriculum o per competenze, che evidentemente non può avere (al contrario del predecessore dimissionario, il quale aveva fatto tutta la sua carriera professionale in azienda e in ambiti pertinenti) e che, pure avesse, non gli servirebbero perché non è operativo.
    È lì per decisione politica e rappresenta l’azionista di maggioranza.
    Si dimetterà se chi ce lo ha messo deciderà che dovrà scegliere di dare le dimissioni.

    Pare abbiano deciso di no.
    Pure Cantone si distrae dall’Anticorruzione per informarci che secondo lui non si deve dimettere. Mentre aspettiamo che Cantone ci faccia sapere cosa ne pensa dei risvoltini, o ci aiuti a sciogliere l’annoso dilemma – mare o montagna? – constatiamo che uno dei principali gruppi industriali pubblici del Paese ha per presidente e rappresentante dell’azionista di maggioranza un ex-funzionario di stato che, nella sua lunga carriera (circa 40 anni, quest’anno festeggia i 66 – auguri! – ed è già in pensione), era a capo della polizia quando questa si è resa colpevole di tortura.
    È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato È-incensurato.

    • Sed commenta:

      Visto Rear ? Si rimesta,s’inquina, si bamboleggia.Il contributo al dibattito è pari a zero dal momento che:
      Cantone non ha accennato ad alcuna dimissione.Ha detto la sua da giurista.Lui il diritto di parola se l’è meritato. Altri non so.
      E chissene frega di De Gennaro,nessuno ha detto che è un ideale funzionario da proteggere,coccolare,eleggere.
      Tanto per cambiare il commentatore chenonlegge ma scrive ha capito tutto ed è subito entrato in sintonia con quelli che stavano cercando di dialogare.

      • Sed commenta:

        NB : la polizia non si è resa colpevole di tortura,intanto perché la responsabilità penale è individuale e nel procedimento di cui trattasi non mi risulta imputata alcuna signora Polizia.
        Poi perchè il reato di tortura è passato stanotte alla camera e ancora deve vedere la luce del Senato e della Gazzetta.
        Il reato contestato e riconosciuto fu abuso di autorità – che non è meno grave anche se tortura ha un suono, come dire…più apocalittico.
        Visto che quelli come Cantone più prendono la parola e meglio è?
        Altrimenti il racconto diventa un romanzo,un sogno, un territorio su cui sventolare le proprie scarse nozioni e infine….una gran narcisata.

  7. Matteo commenta:

    Si discute delle conseguenze della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, la quale condanna non la Polizia, ma lo Stato Italiano, rappresentato dal Governo a cui la sentenza si rivolge.
    Cioè, vedi il caso, l’azionista di maggioranza di Finmeccanica, azienda di cui ha nominato Presidente – cioè, ripetiamolo, suo mero rappresentante politico in CdA. Neanche i nastri deve tagliare, visto che l’AD gli ha tolto pure la delega per le relazioni esterne e istituzionali – colui che era a capo delle torture della polizia (proprio la polizia e le forse dell’ordine dice la sentenza) all’epoca.
    Per gli interessati questa è la sentenza, che condanna lo Stato Italiano al risarcimento del danno al richiedente e a colmare una lacuna legislativa.
    http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/Pages/search.aspx#{“itemid”:[“001-153473”]}

    Ora, De Gennaro è incensurato, pensionato, ex funzionario di Stato, capo della polizia quando la polizia torturò quelle persone (ammesso che noi si accetti la sentenza della Corte Europea, che è organo stabilito dalla CEDU, di cui l’Italia è firmataria).
    Che De Gennaro sia o non sia Presidente di Finmeccanica è una decisione politica. Quella di Cantone è un’opinione.

    E’ stato indagato e assolto. L’assoluzione conta pure qualcosa, quindi non può pagare le responsabilità complessive di una macchina intera

    Nessuno chiede a De Gennaro di pagare alcunché, visto che il risarcimento lo pagheranno i contribuenti italiani che al momento gli pagano anche lo stipendio e la pensione.
    Le dimissioni da Presidente di Finmeccanica non vanno a risarcire nessuno. Sicuramente non vanno a detrimento di Finmeccanica.
    L’azionista valuta e decide se De Gennaro sta bene lì.
    Ha deciso di sì.

  8. RearWindow commenta:

    @Sed
    Ma secondo te avrà un senso che (al netto delle prese di posizione strumentali) alcuni di quelli che stanno a sinistra pensano che De Gennaro debba andarsene, alcuni di quelli che stanno al centro pensano che debba restare perchè innocente e alcuni di quelli che stanno a destra si lamentano perchè a loro avviso è stata emessa una fatwa ai danni dell’ex capo di polizia? Come vedi è, ancora una volta, questione di sensibilità ed opinioni diverse. Io, di nuovo, mi ritrovo a pensarla come quelli che parlano di malcostume e di inopportunità, quand’anche non di vergogna. La penso così… e non è certo questione di tifoserie, ma di modi di considerare le cose che – spesso – fra sensibilità affini coincidono…

    @Matteo
    La sentenza della Corte di Strasburgo non può essere considerata alla stregua di quelle che il giudice Sante Licheri emetteva a Forum, insieme a Rita dalla Chiesa. A meno che Renzi non ci venga a dire che le decisioni prese in sede internazionale devono essere rispettate solo quando ci fa comodo. Lo stato italiano è stato condannato per tortura. Orbene… per come la vedo io, chi allora stava al vertice della catena di comando, di seguito a questa nuova sentenza è ancor meno di prima legittimato a restare alla guida di una società come Finmeccanica… punto e a capo!

    • Matteo commenta:

      Rear caro, vedi che per una volta ci si ritrova d’accordo?
      Ci tengo a precisare che De Gennaro non guida Finmeccanica: siede – ammesso che ci vada – in consiglio d’amministrazione dove rappresenta il Governo, che dell’azienda è azionista di maggioranza.
      Se deve dare le dimissioni lo decide il Governo.
      Se non le dà, vuol dire che il Governo ha deciso che non le deve dare.
      Ognuno se ne faccia l’opinione che crede.
      Ci tengo anche a precisare che lui, se mai si dimettesse, non pagherebbe alcunché.
      Perderebbe uno stipendio relativamente ridotto (ca 200K/anno) e credo di scarso impatto sul suo train de vie (l’anno prima della nomina a Finmeccanica, le sue entrate erano di 1,53 milioni). Non danneggerebbe l’azienda, cui non contribuisce in maniera operativa, né i suoi dipendenti.

      • RearWindow commenta:

        @Matteo
        Avercene di stipendi relativamente ridotti così!!! :-)))

        • Sed commenta:

          Perché guadagni meno…ah pezzente.

        • Matteo commenta:

          Rear caro, noi si gioca in un’altra squadra, non fa bene al buon umore fare paragoni con quella roba lì.

          De Gennaro era già pensionato prima di essere nominato presidente di Finmeccanica.
          La pensione è di poco meno di EUR7000 al mese, quindi 1,53 milioni deriveranno per forza da altre rendite (non mi interessa cercare. Saranno affitti, investimenti etc.) che non decadono perché Finmeccanica ti assegna uno stipendio di 200K/anno (si applica il nuovo tetto. Il predecessore aveva uno stipendio molto più generoso).
          Per carità, è pur sempre un 13% circa in più.
          Immagino ci starai male per un po’ quando lo perdi, ma insomma, passerà.
          Comunque affari suoi, no?
          Si diceva per dire che la decisione politica ha un significato solo politico.
          De Gennaro non sta lì perché sennò c’ha la minima e fa fatica a pagare le bollette, ecco.

      • Sed commenta:

        Oh resta inteso che il Governo induce le dimissioni ai riottosi puntandogli la pistola alla tempia come è d’uso nelle migliori fiction americane, nostro riferimento unico in materia di analisi politica.Tra un po’ va in onda il complotto De Gennaro Napolitano Spectre.
        Aspetta Rear caro e vedrai.

    • Sed commenta:

      Ma per me se ne doveva andare quindici anni fa,il punto non è De Gennaro e le sue eventuali capacità,pensioni e compiti.Le dimissioni sono una scelta personale.Conosci un modo per imporle?Un modo di legge? Auspicheresti una simile legge? Io francamente no.
      Se il Nostro non ha sentito il bisogno di allontanarsi dalla carica di allora, significa che si è sentito sufficientemente protetto anche da una consistente parte dell’opinione pubblica.
      Quello che io contesto sono gli argomenti che a volte si utilizzano e che non fanno crescere nella stessa opinione pubblica un sano senso di riprovazione.
      Guarda che la responsabilità oggettiva è un argomento debole soprattutto se messa in relazione con una sentenza di assoluzione. La gente nun te capisce.
      Per questo a me pare che altre debbano essere le misure una è l’autoregolamentazione all’interno dei partiti,l’altra è smetterla di cavalcare la tigre finché fa notizia tipo “reato di tortura” che mo tutti a pubblicà sentenze e a noi poveri sparuti, cent’anni di solitudine ci sono toccati prima che arrivasse ‘sta benedetta legge.
      Allora mi domando se si può parlare di fatti senza diventare immediatamente l’amica di De Gennaro,quella di Renzi, o quella che se deve beccà lo spiegone de diritto,de politica e dello scibile umano. Insomma l’antagonista da battere.Possiamo saltare questo step? Grazie
      Non mi dovete convincere: al di là della scienza per me funziona molto la coscienza e proprio per questo dico che persone come Rizzo – che oggi a proposito dei fatti di Milano ha invocato l’esercito in funzione di ordine pubblico,alla faccia dei sacri principi costituzionali più derive autoritarie etcetc – prima di di dire è stato assolto buon per lui deve mordersi la lingua.Poichè assoluzioni o condanne non sono fatti che riguardano solo i singoli e i tribunali ma la società intera .In questo caso non fa buona informazione,quindi non mette in condizione l’opinione pubblica di scegliere.

    • Sed commenta:

      …ma il governo presieduto da Renzi ci ha dato una legge che altri governi non sono riusciti a darci.Si vede che alla scuola di Rita Dalla Chiesa qualcosa ha imparato.

  9. Emmeggì commenta:

    A parte le toppate di Luigi, a cui ricorderei anche la serie di altri simpatici “omicidi in divisa” in attesa di (un po’) di giustizia, nonchè abusi e pestaggi dentro e fuori le questure e le carceri, Sed, ma come si fa a dire che la polizia non è imputata, intesa come organo, per i fatti di Genova? Ma come si fa a parlare di garantismo quando sai -come immagino proprio tu sappia- la debacle democratica e la monnezza umana di cui si è resa protagonista in un modo troppo organizzato per poter essere casuale, occasionale, o che dir si voglia?

    • Sed commenta:

      Emmegì, era un discorso tecnico.Ogni tanto ci vogliono anche quelli altrimenti pare che tutti noi belli e buoni siamo perennemente vittime di un incantesimo,di un complotto dei brutti e cattivi e invece troppo spesso siamo solo vittime dell’ignoranza e di un approccio romanzesco e velleitario alla realtà.
      Non è così che si rende un buon servizio alla verità storica.
      Cercavo di fornire motivazioni, non giustificazioni – ma, lo devo ribadire? – cercavo di dire quanto sia pericoloso che il concetto pur serio di verità storica contrapposta alla verità giudiziaria non debba veder soccombere la seconda. Se dici e chissene frega delle sentenze,non sei sulla buona strada.
      I piani narrativi differenti non stanno solo al cinema o in letteratura e noi seduti in poltrona a biascicare pop corn e a sentirci intelligenti per aver scoperto quattro cazzate in croce.
      Per tutta la mia non breve esperienza ho visto la polizia farla franca nei processi : imputata o testimone che fosse è stata sempre la solita pappa.
      Ero partita al seguito di una Arriflex e di un gruppo di amici con il fondato sospetto che lì stesse succedendo qualcosa d’importante, nel giro di ventiquattr’ore mi sono ritrovata a fare gli straordinari in tutt’altro campo professionale.Appena è stato possibile e con altri mi sono adoperata per ottenere l’unica sede in cui potessero essere stabilite di quel governo le responsabilità.
      Non i tribunali ovviamente dove puoi portare solo le persone , ma la commissione parlamentare d’inchiesta. De Gennaro se ne doveva andare allora, assieme ai suoi sodali,dirigenti,ministri e capo del governo.Adesso è tardi ma…. registro mai troppo per le strumentalizzazioni a posteriori.
      Allora c’è quello che arriva con le pensioni d’oro,quell’altro con le competenze quell’altro con le dimissioni e quell’altro ancora col camerale di Finmeccanica : è questa la nostra battaglia politica? Perdenti senza qualità.Ecco cosa siamo.E vogliamo pure aver ragione?
      Luigi toppa? Mi spiace, non è questo l’approccio da tenere con qualcuno che sta cercando di capire.Luigi ha sentito una sola campana ecco il punto : perché il gracidare della nostra non lo ha convinto.
      Prendo lezioni su tutto e da tutti.Ma devono essere lezioni.Le bandiere le so sventolare anch’io.

  10. Luigi commenta:

    @emmegi
    mi ero dimenticato che tu sei un portatore sano di verità assoluta…cercherò di non dimenticarmelo.
    quanto ai pestaggi da parte della Polizia, vogliamo parlare di quei bravi ragazzi che vanno alle manifestazioni con caschi, passamontagna, sanpietrini, molotov, spranghe e quant’altro?
    d’ora in avanti, saranno liberi di denunciare violenze subìte, chiedendo l’applicazione della legge sulla tortura, ma saranno sempre liberi di seminare il terrore nelle nostre città.

  11. Luigi commenta:

    @sed
    può darsi che io sbagli a pensare certe cose, per me il rischio di una degenerazione esiste…i teppisti d’ora in poi si sentiranno tutelati e intoccabili, la Polizia dovrà solo più subìre e basta, pena la denuncia di tortura.
    Su De Gennaro la penso come lei….

    • Sed commenta:

      Luigi
      Il reato di tortura è una fattispecie abbastanza precisa (recito a braccio e semplifico ) : chiunque abbia in affidamento cura o custodia qualcuno e usi metodi materialmente e psicologicamente coercitivi per scopi punitivi o per ottenere confessioni, prove etc rientra in questo reato. Aggravanti di pena per quelli in divisa.
      Le manifestazioni mi pare non possano facilmente rientrare in queste circostanze.
      Ora non è che siccome abbiamo un reato lo utilizziamo come se fosse un dentifricio di scorta ma mi sembra giusto che il trattamento dei detenuti,degli indagati,degli interrogati e pure quello dei criminali incalliti sia adeguato alle forme di civiltà che uno stato di diritto impone.
      La polizia non ha nulla da temere.I tribunali esigono prove.Se non sono stata chiara,ri-chiarisco.

      • Luigi commenta:

        @sed
        lei ha perfettamente ragione, ma ricordiamoci sempre che siamo in Italia, e qui tutto è possibile…
        ho come il sospetto che molti delinquenti “useranno” questa legge…
        se mi sbaglio, ben felice di chiedere scusa.

        • Sed commenta:

          E’ vero ma l’assenza di questo reato ci poneva ai margini della comunità internazionale.In pratica questo è stato uno dei motivi forti perché non ci estradassero criminali per celebrare processi che in qualche caso non si sono potuti nemmeno tenere per mancanza di testi chiave.E lo hanno fatto paesi che hanno sistemi carcerari anche peggiori dei nostri.
          E poi …se ci diamo una ripulita dalla fuffa ancora conserviamo Principi di cui andare fieri.Non tutto è perduto.

  12. Matteo commenta:

    Lascino fare un ultimo tentativo (sono un tenerone)

    De Gennaro è stato assolto nel 2011 in Cassazione dall’accusa di istigazione a falsa testimonianza su un teste di un processo (il quale poi fu effettivamente condannato per falsa testimonianza).
    Si parla di questo? No.

    Lo Stato Italiano è stato condannato ad aprile del 2015 a risarcire una vittima delle torture alla scuola Diaz nel 2001 e a colmare una lacuna normativa. La condanna deriva dal fatto che la Corte Europea dei Diritti Dell’Uomo – istituita da una convenzione internazionale di cui l’Italia fa parte – ha stabilito che la polizia e le forze dell’ordine in quell’occasione torturarono delle persone.
    Si parla di questo? .

    Qualcuno ha ricordato che il capo della polizia dell’epoca – cioè dell’istituzione che torturò – era Giovanni De Gennaro (detto Gianni, Cavaliere etc. Commendatore etc. Gran Croce etc.), che oggi non fa più il funzionario di polizia. È in pensione ed è stato nominato Presidente di Finmeccanica, una delle più grandi partecipate statali.
    La nomina è politica e il ruolo non è operativo: De Gennaro sta in CdA e rappresenta l’azionista di maggioranza (il Tesoro).

    Qualcuno ha evocato l’opportunità politica di vedere in quella posizione qualcuno che non fosse a capo della polizia quando la polizia torturava.
    Si sta parlando di questo? .

    A seguito della sentenza evocata dal post di Rear, il Governa doveva chiedere a Gianni De Gennaro di dare le dimissioni da Presidente di Finmeccanica? No. La sentenza chiede altro.

    A seguito della sentenza evocata dal post di Rear, il Governa poteva chiedere a Gianni De Gennaro di dare le dimissioni da Presidente di Finmeccanica? Certamente , visto che è il governo che lo nomina (attraverso segnalazione al CdA di cui esprime la maggioranza). Bastava una telefonata. Per una volta niente tweet.

    A seguito della sentenza evocata dal post di Rear, il Governa ha voluto chiedere a Gianni De Gennaro di dare le dimissioni da Presidente di Finmeccanica? No. Piena fiducia etc.

    (Fai quello che vuoi, non quello che puoi è la preghiera della vittima al torturatore)

    Obiettano:
    E se lui diceva Non obbedisco? O magari gli hanno telefonato e lui ha detto nisba, sto bene qua.
    Improbabile, impossibile. Il comunicato stampa che va dal Cavaliere etc etc. carriera a servizio etc. e integerrimo senso dello Stato etc. etc. non poter sopportare che un’ombra ingiustificata ma che si è voluto gettare etc. etc. a protezione dell’onore della persona, della sua storia e delle istituzioni etc. etc. Insomma già lo sappiamo a memoria, si scrive da sé.

    Ma se lui dice di no gli punti la pistola alla tempia? No. Fai un tweet. Come sempre, quando vuoi.

    Battaglie? Bandiere?
    No, stiamo osservando che il governo ha preso una decisione e si esprimono i rispettivi giudizi sulla decisione.

    Se non si capisce, pazienza.

    • Sed commenta:

      E invece no stiamo parlando di uno che è il presidente del PD,quindi non pizza e fichi, che ha espresso una posizione peraltro condivisa da una larga fetta del partito e che comunque deve essere egualmente fatto segno di riprovazione perché non ha fatto il mea culpa sulle nefandezze che il partito stesso avrebbe compiuto nei riguardi della carriera di De Gennaro. A casa mia questa si chiama strumentalizzazione.
      E già che ci siamo per gli appassionati delle sentenze della Corte di Strasburgo ricorderò che nel 2011 e a seguito del ricorso di Heidi e Giuliano Giuliani, la corte pur ammettendo una sottovalutazione da parte del governo delle misure da assumere in quella circostanza ha assolto definitivamente Mario Placanica e lo Stato Italiano dai reati ascritti loro (relativamente ai fatti di Piazza Alimonda)
      Siamo a Salomone.
      La posizione di De Gennaro ha avuto sempre più di un punto di forza.
      Tutto qui ma se ci piace pensare di essere vittime del complotto demoplutogiudaico,dei poteri forti e di quelli oscuri, facciamo pure.La paranoia non è il peggior di tutti i mali e infine si può curare.

  13. Emmeggì commenta:

    @sed e luigi
    Anche tu Sed a volte fai narrazioni romanzate non sempre riuscendo, secondo me, a comunicare in modo chiaro cosa è cosa. Sia tu sia Luigi avete interpretato, supposto e narrato cose che non ho detto.
    Parliamo di gente ammazzata, torturata, segregata dal potere dello stato, la cosa più odiosa, vigliacca e destabilizzante che c’è. I singoli nel sistema giudiziario possono avere gli strumenti per difendersi e eventualmente ridimensionare le loro colple, ma la polizia (e i dirigenti coinvolti) per i fatti di Genova è imputata come organo (e inequivocabilmente COLPEVOLE).
    Le carenze politiche (commissione) sono un atto grave, gravissimo di omertà istituzionale; un’altra, e non ce n’era bisogno, delle motivazioni per cui patrie, bandiere e molte istituzioni dello stato non meritano il rispetto che chiedono.

    • Sed commenta:

      Ma quale interpretazione…se leggi i thread c’è poco da capire : la Polizia non è stata imputata come organo semplicemente perché non è imputabile.
      Poi tu dirai ah ma moralmente sì,di fronte alla Storia non ne parliamo…ma resta il fatto che i tribunali penali condannano gli uomini non le istituzioni.
      Basta trasferirsi tutti sullo stesso piano e il gioco è fatto. E i piani sono diversi.
      Solo che, caso strano,mentre io parlo di fagioli a te viene sempre voglia di parlare dell’Idea Iperuranica di Fagiolo che può essere interessante ma arrivi buon ultimo, inserisciti dopo aver almeno letto ovvero proclama la tua intenzione di mettere a tema l’iperuranio.
      Allora chi li scrive i romanzi?
      Non si richiedeva rispetto per nessuna bandiera o istituzione criminale – con chi credi di parlare? – si richiede rispetto che per chi sta ponendo la questione da un’angolazione differente .
      Anche tu hai imparato la canzone del vincere facile fingendo di non leggere metafore e dubitative?
      Si si la Polizia è colpevole, è tanto colpevole che stanno tutti lì.E continuano.Oh se continuano.E questo qualcosa vorrà pur dire.

      • Emmeggì commenta:

        Tranquilla ne, che il post me lo sono letto, condivido con Rear e Matteo lo sdegno e critico il tuo modo di affrontare la discussione, perchè quello che ne esce è una giravolta attorno al fatto, questo: la miseria politica di questo governo, che in un frangente come questo non prende una minima posizione. Il garantismo secondo me c’entra come i cavoli a merenda, il punto qui è che non c’è uno straccio di volontà politica di prendere posizione di fronte a gravi e recenti fatti storici, per i motivi noti che tengono in piedi la tavolata di palazzo Chigi.

          • Sed commenta:

            Conosco bene il dolore di quella vicenda anche per motivi personali. Ciò che è accaduto attiene a una pagina nera del nostro paese. Credo che se vogliamo affrontare questa pagina nera guardando al futuro, la cosa più logica da fare è di introdurre il reato di tortura.

            Matteo Renzi Conferenza stampa del 9 aprile 2015,così tanto per non lasciare lacune alle tue granitiche certezze.
            Dopodichè visto che faccio giravolte se ne senti il bisogno vai a leggerti i post sotto la categoria Genova 2001.
            Dopo aspetto le tue scuse.O il tuo silenzio per il prosieguo.

    • Luigi commenta:

      @emmegi
      viene introdotto il reato di tortura?
      bene…un passo avanti no? mai contento?
      quanto al fatto che non capisca quello che tu scrivi, è probabile..non è la prima nè sarà l’ultima volta, ma a quanto pare pure tu non riesci a capire di cosa parlo io..
      parliamo di due cose diverse, tu ti accanisci contro la Polizia, ma ricordati che senza l’odiata Polizia (che a Genova ha sbagliato), sai cosa succederebbe ???

  14. Luigi commenta:

    ……la miseria politica di questo governo, che in un frangente come questo non prende una minima posizione. Il garantismo secondo me c’entra come i cavoli a merenda, il punto qui è che non c’è uno straccio di volontà politica di prendere posizione di fronte a gravi e recenti fatti storici, per i motivi noti che tengono in piedi la tavolata di palazzo Chigi…..

    come dice la Signora….PROPOSTE????

  15. Emmeggì commenta:

    Sembra di parlare a vanvera, la chiudo qui.

  16. Luigi commenta:

    @emmegi
    non riesci a sopportare l’idea che ci sia qualcuno che non la pensa come te….
    chiudiamola qui

  17. RearWindow commenta:

    Ribadisco ancora una volta ciò che ho scritto nel post. Un premier che si picca di essere grande rinnovatore (e che invece è misero epigono del peggior Craxi o di un berlusconi qualsiasi… si veda al riguardo quanto si sta facendo intorno all’Italicum, per dirne una) non può menar vanto di aver FINALMENTE recuperato un ritardo di 25 anni rispetto agli obblighi assunti con le Nazioni Unite. Appoggiare un personaggio come De Gennaro è – questo sì – indice della peggior e VECCHIA politica di matrice democristiana di cui il Nostro si fa promotore. Innovare significa aver coraggio e di coraggio il premier – in questa triste e dolorosa vicenda (come in altre) – non ne ha dimostrato affatto. Concordo quindi con quanto scritto sopra da Matteo e Emmeggì… con quest’ultimo in particolare condivido anche la sensazione di parlare a vanvera o a chi finge di non capire quanto si sta dicendo. Concludo, chiudendola qua anche io, che la cosa più triste è constatare che Vauro nella sua vignetta ha purtroppo pienamente ragione.

    • Sed commenta:

      Mi pare un’eccessiva drammatizzazione.
      Non credo ci siano persone che abbiano parlato a vanvera ovvero senza seguire il filo di un ragionamento, né tanto ipocrite da far finta di non capire, né così ciniche da sottovalutare o dimenticare i noti fatti, né così asservite alle tavolate di Palazzo Chigi come pure qui si è sostenuto.
      Sono giudizi pesanti peraltro non suffragati da apprezzamento di reparti polizieschi o funzionari più o meno in carriera.
      Le posizione espresse,possono piacere o non piacere,sono state in ogni caso circostanziate e rese in buona fede.
      Poi se qualcuno pensa di avere la Privativa dell’Indignazione per cui o è così o sei servo del sistema beh ….questo attiene a uno stile che personalmente non posso apprezzare e in cui non mi riconosco.E’ tutto.

  18. Luigi commenta:

    A questo punto, non rimane che scrivere un nuovo post….
    di materiale ce n’è in abbondanza..:)

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