Posto fisso? Che noia, che barba, che noia!

E così è arrivata anche la seconda dichiarazione infelice in una settimana. E’ un brutto segnale, tanto più brutto perchè il protagonista di questa nuova gaffe è il Presidente del Consiglio in persona, che – invitato mercoledì a Matrix – ha affermato: «Che monotonia il posto fisso». Una frase “forte” che si va ad aggiungere a quelle sull’articolo 18 che non dev’essere più considerato un tabù. Affermazioni che se fossero state fatte da berlusconi [in effetti lo stile ricorda proprio quello di certi proclami dell’ex premier], avrebbero portato alla sua crocefissione.  Quanto detto da Monti svilisce qualcosa che per tanti è un punto di arrivo e per troppi è soltanto una pia illusione. Basti pensare ai milioni di precari: è di pochi giorni fa la stima dell’ISTAT per cui un giovane su tre è senza lavoro. Si pensi anche ai cinquantenni che, una volta estromessi dal mercato del lavoro, non sono più in grado di rientrarvi. Per non parlare poi delle banche che certamente non concedono mutui a chi non ha una posizione stabile, o dei mille stage gratuiti e senza prospettive con cui le imprese si garantiscono lavoro a costo zero.

L’elogio alla flessibilità fatto da Monti in realtà nasconde l’invito a rassegnarsi ed accettare una società ingiusta, in cui i “monotoni” in questione vengono chiamati a districarsi fra periodi più o meno lunghi di disoccupazione e fra un lavoro precario e l’altro, senza diritti nè sbocchi. Ed è proprio questo che è più inaccettabile della dichiarazione del Premier, rilasciata da chi – invece – dovrebbe per primo dare l’impulso perchè emerga finalmente una nuova Italia.

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70 Commenti

  1. Luca Scialò commenta:

    Carina la vignetta, anche se amara. Sai come la penso, dobbiamo sorbirci pure i loro sfottò

  2. DonBuro commenta:

    L’uscita infelice di Monti, che sta cercando di mitigare, è da interpretare come la vera volontà di questo Governo in materia di lavoro. Conservare il lavoro attuale per garantire gettito fiscale e reddito certo, mentre il lavoro giovanile all’angolo. Del resto lo stesso Governo Monti ha innalzato l’età pensionabile per questo.
    Ergo, i giovani dovranno arrabattarsi ancora per un bel po’… oppure migrare come facevano i nostri bisnonni. Qui in Italia, putroppo, non c’è più trippa per i gattini…

  3. sherazade commenta:

    Ieri sera sopratutto ‘causa neve a Roma’ mi sono goduta l’intervista a Carla Cantone (SPI CGIL) alle Invasioni. Una donna in gamba che le sa dire bene. Ma pare che le persone concrete ancorchè ‘tecniche’ non capiscano molto della realtà in questo Governo che io, oggi, supporto a fatica.
    L’ultimo in ordine di entrata è l’invito ai giovani a ‘traslocare’ dall’Italia se in Italia nn si riesce a realizzarsi!
    No, non va x niente bene. Su twitter circolava una battuta efficace “Ma Monti lo ha detto alle banche che il posto fisso è ‘monotono’?” Ecco. Ma si puo’ in unItalia che ristagna il cui maggior problema è il lavoro che NON C’E parlare di flessibilità?

    sherabuonadomenica
    I

  4. Tiziana commenta:

    C’era da aspettarselo…io (precaria ormai da undici anni, cosa ne direbbe il signor Monti?) non faccio altro che amareggiarmi nche se in realtà non dovrei, in quanto i politici vivono fuori dalla realtà del vivere comune e forse da questo deriva il loro non percpire la realtà “vera”.
    A part che fa riflttere il fatto che a fare considerazioni su questo tipo sia un Senatore a vita ( non trova che il suo posto di lavoro sia molto noioso, sopratutto quando si guadagnano dei soldi senza fare nulla?), è semplicemente drammatico che a fare queste dichiarazioni sia chi dovrebeb condurr e l’Italia fuori dalla crisi, perchè vuol dire che non ha capito un’h di quello che succede nel suo paese e e che quindi siamo destinati solo a peggiorare….
    Il precariato in Italia è questo: andare a dormire la sera senza sapere se il giorno dopo lavorerai….non sapere quando, dove, con chi, per quanto tempo….non poter fare programmi di alcun tipo, sopratutto per il futuro.
    perchè questo mese hai preso mille uero, ma il mese dopo non sai: potresti prenderne 50, potresti prenderne 210, potresti prenderne 600. se non lavori potresti non prndere un bel niente…e quindi, non sai nemmeno se riusciresti a mantenerti mese per mese.
    non poter andare a vivere da sola perchè non si sa se si potrà pagare almeno un’affitto, mese per mese….non potersi programmare un benchè minimo futuro. senza contre i rapporti interpersonali: conoscere una miriade di persone sempre nuove, doversi sempre continuamente adattare(e quindi assoggettare in molti casi) a modi di fare sempre diversi, a persone sempre diverse, ed essere sempre l’ultima ruota del caro,quello/a che viene considerato di meno quando non per nulla perchè tanto “è qui per poco tempo, quindi…”. Nessuna possibilità di stringere un benchè minimo contatto umano con qualcuno.Orribile.
    senza contare l’impossibilità, volendo, di costruirsi una carriera (per chi lo desidera), di acquisire comeptenze fisse che a quanto pare sono necessarie, viste che nei cv e nei colloqui le richiedono; e se hai fatto un mese come commessa, un mese come cassiera, due mesi nelle pulizie, sei mesi in un macdonald, tre mesi in un call center e cosi via,è come se non avessi fatto nulla per davvero.
    devi sempre ripartire da zero e rimanere comunque allo zero, anche se hai anni di lavoro alle spalle.
    senza contarel’impossibilità di poter fare delle rate per qualsiasi cosa, anche per un pc da 500 euro, visto che per qualsiasi tipo di rata chiedono il contratto a tempo indeterminato.
    lo so,ci sono passata. è così che funziona, magari con qulche modalità diversa, ma la sostanza rimane sempre quella.
    a me personalmente il precariato ha rovinato la salute fisica e psicologica (tra l’altro, si comincia a parlare di “depressione da precariato”…lo sa il signor Monti?), e quindi sono uan di quelle orrende, ingobili,stupide persone che non ambiscono ad altro che annoiarsi. Sarà legittimo o no?!
    Se il posto fisso è così noioso chi ce l’ha ha la compelta libertà di cambiarlo: ma bisogna lasciare pure la libertà di annoiarsi…

  5. copyman commenta:

    Giusta osservazione, Paolo. Le dichiarazioni “infelici” di Martone jr. prima , e di Monti ora , fanno intravedere un disegno ideologico, una visione brutalmente classista e mercantile della società. Ci stanno provando da tempo a convincerci che “così va il mondo”, che bisogna sfrondare i diritti per adattarli alle leggi di mercato, che è cosa buona e giusta che il rischio d’impresa sia scaricato sui lavoratori trasformati in forza lavoro precarizzata a vita.
    Anche a voler essere buoni, non si può evitare di notare come Monti parli di monotonia del posto fisso riferendosi a un’Italia che non esiste più: quella che ha dato a lui e alla sua generazione le opportunità di cambiare più volte lavoro nel corso degli anni e di scegliere in quale settore fare carriera.

  6. Sed commenta:

    Berlusconi non avrebbe mai fatto simili affermazioni. Lui sì che sapeva gestire al meglio la comunicazione politica.E infatti così ci troviamo anche a causa del suo felicissimo eloquio, quello che a forza di “tutto va ben” nei ristoranti e sugli aerei, a momenti ci mandava a gambe all’aria.
    Adesso c’è Monti, un liberale che ha nella testa il modello danese (lì però le tasse si pagano e di brutto, ecco perché possono permettersi un sistema di ammortizzatori sociali e un welfare che funziona),un po’ paternalista un po’ professorale ma c’era da aspettarselo.O si pensava che per dare l’annuncio di “fine dei giochi” arrivasse qualcuno che la pensasse diversamente?
    Il posto fisso è finito da un pezzo e non certo per colpa di Monti,come si fa a richiamare l’attenzione su questo concetto chiave senza urtare milioni di “sensibilità”?
    Ed infine ci sono la Cantone e la Camusso che parlano di quando gli edili si facevano la tessera del sindacato e votavano a sinistra. Due o tre ere geologiche fa.
    E dov’erano queste simpaticissime signore quando si faceva scempio dei posti di lavoro, quando non si reclamavano controlli sui contratti atipici, quando si preferiva proteggere i furbi e gli assenteisti piuttosto che i titolari di vari contratti a progetto? “Purchè si lavori”era il motto. E intanto passavano le più solenni nefandezze.
    Il sindacato oggi copre un terzo dei lavoratori. E passi che quanto a rappresentanza sono divenuti irrilevanti,ma…la loro proposta qual’è? Il mantenimento dello status quo? Perché altro non ho sentito.
    E pensare che questa potrebbe essere una formidabile occasione per recuperare il tempo perso ed estendere i diritti a TUTTI .Andrà che per mancanza di interlocuzione,il governo farà da solo.
    Come al solito, vincerà il modello Marchionne ma non mi si venga a dire che la colpa è del cattivo Monti.

  7. Tiziana commenta:

    Non è che Berlusconi non avrebbe mai fatto simili affermazioni..è che che senso ha avuto cambiare se poi ci ritroviamo uno che la pensa e agisce esattamente nello stesso modo?Tanto vale tenersi Silvio B.

  8. Tiziana commenta:

    Riguardo al posto fisso non è vero che è finito da un pezzo, si usa ancora: altrimenti come farebbero le banche chiedere la garanzia del posto fisso per fare qualsiasi rata, dal mutuo della casa, al prestito per comprare qualcosa che costa molto meno, ad esempio un pc da 500 euro?§Esiste eccome, ed è l’unica cosa che può rimettere a posto i lavoratori. infatti finchè non è stata instaurata quella che io chiamo “dittatura del precariato”, perchè tale è, tutto in Italia è andato bene. I nostri genitori hanno lavorato e fatto indubbiamente grandi sacrifici, ma si sono potuti permettere una casa e una famiglia; chi non si è sposato ha potuto permettersi di mantenersi da solo e magari aiutare i genitori anziani. E’ così brutto tutto ciò?
    Noi invece non possiamo permetterci nulla; la sottoscritta ad esempio campa grazie al buon cuore dei genitori, ma se dovesse succedere che mancano improvvisamente non so cosa accadrebbe… è normale tutto ciò?

  9. luigi commenta:

    ok..basta posto fisso, tutti imprenditori di se stessi i giovani…
    e il finaziamneto chi glielo fa?
    il mutuo?
    le sue care banche per caso????
    uscita infelice…e non sarò manco l’ultima…
    sarò ripetitivo, ma non è cambiato nulla..se non che siamo piu poveri di prima…
    buona domenica a te e dolce metà….

    p.s. se una cazzata simile l’avesse detta S.B….apriti cielo..ma l’ha dettta M.M . allora va bene cosi….

  10. RearWindow commenta:

    @Luca
    Purtroppo…

    @DonBuro
    Bel modo per gestire il mercato del lavoro… non c’è che dire!

    @shera
    E’ questo il punto. La frase di Monti è totalmente slegata dalla realtà…

    @Tiziana
    La realtà del precariato in Italia è realmente angosciosa… tu l’hai ben descritta, in quanto purtroppo la stai sperimentando sulla tua pelle. E’ una condizione la tua che è molto diffusa e che Monti, con la sua uscita inopportuna, ha dimostrato di non avere nella giusta considerazione.

    @copyman
    Esattamente. Vogliono instillarci il dubbio che è normale che le cose vadano così… e così uccidono sul nascere ogni tentativo di lottare per ottenere quei diritti che vanno perdendosi ogni giorno! Hai detto benissimo: vogliono farci “sfrondare i diritti per adattarli alle leggi di mercato” senza far realmente nulla per migliorarle quelle leggi di mercato!

    @sed
    berlusconi ha fatto moltissime affermazioni completamente slegate dalla realtà del Paese… è in questo senso che si trova il parallelo con quanto detto pochi giorni fa da Monti. Mi guardo bene dal pensare che il Professore sia responsabile delle condizioni spaventose in cui versa il “Sistema Italia”, però io ho ancora nelle orecchie l’espressione “equità sociale”, tanto sbandierata durante i primi giorni del nuovo Governo. Ecco… io quest’equità sociale non l’ho ritrovata nè nella manovra finanziaria, nè nelle recenti dichiarazioni. Fatto salvo quanto dici a proposito dei sindacati, mi dispiacerebbe constatare che un Governo di tecnici di grande preparazione e competenza finisca anche lui con l’addossare ai “soliti noti” il peso di questa crisi economico finanziaria.

    @luigi
    L’ho scritto anche io nel post che se una frase del genere l’avesse detta berlusconi lo avrebbero crocefisso. Su questo siamo d’accordissimo. Sono un pò meno d’accordo sul fatto che non sia cambiato nulla. Diciamo che sono dispiaciuto perchè sto accorgendomi che non sta cambiando tutto quello che io speravo cambiasse…

  11. pyperita commenta:

    Io credo che Monti intendesse dire che bisogna abituarsi all’idea di cambiare più lavori nella vita, perché un solo posto è ormai impossibile e anche monotono. Il ché teoricamente è anche vero. In pratica non si possono fare questi errori di comunicazione in un Paese nel quale il lavoro è un’utopia e dove si sa benissimo che perso uno non se ne trova un altro. Certo, in una Società diversa, sarebbe anche meglio cambiare, ma non nella nostra certamente.

  12. AdamsRib commenta:

    Una frase profondamente infelice che, pur contestualizzata, si giustifica a fatica. Sono rassegnata e in parte convinta del fatto che il sistema contrattuale vada modificato. Il punto è che in altri paesi, dove la flessibilità è una realtà più antica della nostra, se è facile uscire da un posto di lavoro… lo è altrettanto accedere ad un altro. Qui, invece, se si esce sei fuori: punto. Se sei giovane hai poca esperienza; se sei più maturo, sei overqualified; se sei donna hai dei figli, o li farai; se sei laureato pretendi troppo, se non lo sei pretendi troppo poco e non hai mentalità competitiva.
    A me non preoccupa il fatto di non lavorare nello stesso posto per tutta la vita; mi preoccupa lavorare due anni qui, poi stare a casa chissà sino a quando, poi accettare contratti “atipici” pur di campare, poi lavorare un anno da un’altra parte, poi…

    Comunque io spero che i miei figli lascino questo paese. Sarò una mamma poco “italica”, ma li spingerei volentieri e cercare non semplicemente “un posto”, ma una maggiore soddisfazione personale altrove. Ammesso che qui ci saranno davvero dei miglioramenti, la vedo lunga. Molto lunga.

  13. RearWindow commenta:

    @pyperita
    Certo, magari in Germania od in Svezia sarebbe una frase radicata nella realtà di tutti i giorni. In Italia non lo è. Quando poi a pronunziarla è il Presidente del Consiglio diventa qualcosa di ingiustificabile.

    @Adam’s Rib
    Qui se si esce sei fuori. Sono d’accordo. Penso ai tanti 45/50enni che sono a spasso perchè la loro azienda è fallita e non troveranno mai un’altra collocazione. E’ un dramma che investe troppe famiglie a cui il Governo dovrebbe impegnarsi per dare risposte concrete. Invece si sentono delle dichiarazioni che ti fanno cadere le braccia e dire “ma questo dove vive?”… e non è bello!

  14. Sed commenta:

    Ecco a proposito di equità…trovi normale ed equo che in questo paese esistano lavoratori che hanno contratti regolari e lavoratori che non possono nemmeno ammalarsi?
    Svolgendo le medesime funzioni?
    E trovi altrettanto normale bloccare una trattativa per la questione del reintegro?
    Perchè di quello si tratta,possibile che non c’è nessuna proposta alternativa di tipo,per esempio risarcitorio?

    Sapevi invece che nel decreto c’è una sostanziale riduzione dell’Irap per chi assume a tempo indeterminato ?
    E che adottare un contratto atipico di qui in poi significherà un maggior costo dell’impresa?
    (ma non è che i sindacati puntano i piedi per paura di perdere terreno?Un po’ come i partiti etc etc)
    Uno dei retaggi peggiori del berlusconismo è confondere la comunicazione politica con la politica.
    Monti dice una scemenza e questo è addirittura sintomo di un disegno reazionario.
    Suvvia,siamo seri.I provvedimenti vanno visti nel loro complesso, non a spot.
    Quanto ai cambiamenti…qui c’è ancora la composizione parlamentare uscita dalle urne ultime scorse con sporadici e inquietanti movimenti di ricompattamento.Data la platea, pensavo si riuscisse a fare molto di meno.

  15. Tiziana commenta:

    Non sono fuori solo i 40/50 enni, ma anche i trentenni. un ragazzo mi ha detto che nella sua azineda quando mndano un cv controllano prima di tutto l’età, se hai più di 28 anni lo buttano. Anche su questo ho esperienza, purtroppo: mi sono sentita dire all’ufficio di collocamento: “Signora non continui a venire qui, cosa viene a fare? alla sua età ormai è fuori, stia a casa che almeno si risparmia la fatica!”. Senza contare che da un esperto del lavoro mi sonos tai speigati i motivi per cui io sono destinata a rimanere così:

    1- sei donna e appena vedono che hai 32 anni pensano: questa o ha figli piccoli o se non ne ha ne vorrà fare uno presto;
    2- ho otto anni di esperienza come maestra d’asilo, mestiere a quanto pare svalutatissimo: se vedono che hai fatto questo lavoro danno per scontato che sai fare nulla!
    3- ho un diploma magistrale, che qui- e me lo sono sentita dire a un colloquio!- equivale a un diploma di merda….
    4- ora sono troppo vecchia, ma quando ero giovane mi dicevano che ero troppo giovane e non avevo esperienza.

    capito come vanno le cose?se potessi tornare indietro tenterei di entrare nelle forxe dell’ordine,come hanno sempre fatto molti al -Sud.

  16. Tiziana commenta:

    per quanto riguarda i cambiamenti, non è che non ci sono: ci sono…in peggio, sempre più in peggio!

  17. RearWindow commenta:

    @Sed
    Quello che dici è giusto… in particolare sulla maggioranza parlamentare ancora saldamente in mano al PdL. Personalmente non credo esista un disegno nel senso stretto del termine, vero è (questo perlomeno è il mio parere) che chi si lascia scappare certe affermazioni finisce (magari anche inconsapevolmente, chissà) per instillare il dubbio che è normale che le cose vadano come vanno (male). E’ colpa nostra se non capiamo i pregi della flessibilità e quando siamo così attaccati al nostro lavoro non è perchè temiamo che non saremo in grado di averne un altro, ma è solo perchè siamo dei pantofolai abitudinari ed anche un pò noiosi.
    Aggiungo poi che per me la comunicazione poltica è politica.

    @Tiziana
    Chi si è trovato nella condizione di cercare un lavoro sa perfettamente che le cose vanno come hai descritto purtroppo. Il nostro mercato del lavoro è indegno di un Paese civile.

  18. luigi commenta:

    aspetto di vedere la riforma sul lavoro..ma se queste sono le premesse…..
    è calato lo spread, ma a parte quello è aumentato tutto..

  19. Maude commenta:

    Non ti arrabbiare Rear, ma secondo me quella battuta, terribilmente di cattivo gusto soprattutto se detta da un Presidente del Consiglio, contiene un fondo di verità. Nel senso che i tempi sono cambiati per tutta l’Europa e aspettarsi un posto fisso per tutta la vita è una specie di utopia. Poi, che sia giusto e bello non lo è, ma è la realtà.

  20. RearWindow commenta:

    @luigi
    Che dovessimo aspettarci tempi durissimi, lo sapevamo da tempo. Ed è inutile che ti ricordi chi è largamente responsabile per averci condotto fino a questi punti…

    @Maude
    A mio avviso non è esattamente questo il punto. Certo che contiene più che un fondo di verità. Ma a differenza di buona parte dei Paesi europei a cui fai riferimento, qui se perdi un posto di lavoro sei fuori dal mercato. Qui, a differenza di Berlino, Londra o Stoccolma, il termine “precarietà” ha perso il significato originario, perchè non si può parlare di condizione precaria quando questa dura da anni e anni. Il Premier prima pensi a riportare il mercato del lavoro italiano a dei livelli più in linea con le moderne democrazie occidentali, poi allora potrà permettersi battute del genere.

  21. Sed commenta:

    Se dovessimo applicare il criterio di “normalità” direi che molte anomalie appartengono al nostro sistema piuttosto che a quelli dove la flessibilità in entrata e in uscita sono differentemente regolate.
    Noi pensiamo di avere chissà quale rete di garanzie a proteggere il lavoro.
    Così non è : ne sono testimoni il numero crescente di disoccupati, licenziati e lasciamelo dire, una mole talmente spropositata di cause di lavoro che in Europa non ha eguali.(il rapporto è 1 a 10.000, per dire)
    Ciò significa che le regole a cui così pervicacemente ci abbarbichiamo, sono puntualmente disattese.
    Non sono per l’abolizione dell’articolo 18,sono per cogliere l’occasione di una trattativa seria per estendere i diritti a tutti.
    Intendo la politica come analisi della realtà com’è e non come vorremmo che fosse e soprattutto dopo un’ attenta valutazione delle forze in campo, per la trattativa a oltranza.Lì spenderei ogni energia.In quest’ottica l’unico sdegno che conosco è vedere disperdere le energie e le capacità di migliaia di persone giovani .E’ monotono il posto fisso? Io davvero non saprei mentre sono certa che monotono è il mantra degli Umiliati & Offesi che hanno perso contatto con la realtà, se si eccettua quella del proprio orto,francamente poco interessante.

  22. RearWindow commenta:

    @Sed
    Hai perfettamente ragione. Anche io ritengo che la situazione meriti di essere riconsiderata in modo da estendere i diritti e tutelare le fasce più deboli. Una cosa è certa. La Rinascita dell’Italia deve necessariamente passare dalla soluzione di problematiche ormai stagnanti che riguardano il mondo del lavoro e che ci impediscono di essere al passo con il resto d’Europa.

  23. RearWindow commenta:

    Ed io rispondo con questa opinione di Zucconi, che mi pare ribadisca quanto anche noi – nel nostro piccolissimo – abbiamo scritto nei vari commenti…

  24. Dr. Benway commenta:

    Non mi sorprendono queste dichiarazioni di Monti, che sono del tutto in linea con le sue convinzioni economiche – economia, vale la pena ricordarlo, ormai considerata come scienza esatta, sulla quale sono possibili solo giudizi positivi e non normativi, e men che meno giudizi di valore (destra/sinistra) – e con i presupposti del capitalismo. Possiamo stare qui a discettare sulla gradevolezza o meno delle parole di Monti, sul loro maggiore o minore grado di opportunità: fatto sta che il capitalismo considera il lavoro come una delle tante merci, che come tale deve essere parificata al regime di mercato liberalizzato delle altre merci, pena l’alterazione della legge della domanda e dell’offerta e conseguente erosione del sistema.
    Per quanti considerano sbagliato o ingiusto questo modo di procedere, la questione non sta tanto con il prendersela con le singole persone (in questo caso Monti), che sono soltanto degli emissari visibili dei rapporti di forza che scaturiscono nell’opacità del mercato, ma nel costrastare l’ideologia che ne sta a fondamento. È molto consolatorio credere che altrove si stia molto meglio che in Italia (Paese anomalo), o che tolto Berlusconi o Monti si possa dare immediatamente una sterzata diversa agli eventi; non è così purtroppo, perché dietro le singole persone agisce un’ideologia che riesce a cristallizzare, nel mercato pienamente globalizzato, dei poteri enormi e feroci, difficilmente contrastabili su base nazionale attraverso gli strumenti offerti dalla democrazia rappresentativa.
    Circa l’argomentazione secondo cui altrove si starebbe molto meglio che in Italia, il problema è il seguente: la crescita globale è un ossimoro, perché il mercato non raggiunge mai un equilibro globalmente uniforme, ma funziona secondo un incedere per il quale a zone di crescita (con forte concentrazione di capitali) corrispondono, altrove, zone di impoverimento (con forte concentrazione di manodopera); vi sono zone che prevaricano a danno di altre, che invece soccombono.

  25. Sed commenta:

    Ecco : qui si vorrebbe semplicemente non soccombere utilizzando gli strumenti a disposizione.
    Sono certa di non aver ripreso a frequentare l’utopia, a mia insaputa, solo perché non vorrei vedere morta e sepolta la tripletta legalità, stato di diritto e redistribuzione.
    Meno di una socialdemocrazia avanzata .Mica la luna

    • Dr. Benway commenta:

      Se non soccombe l’Italia evidentemente soccombe qualcun altro. Non è una bella cosa da riconoscere. Qualcuno forse si è mai preoccupato dell’Africa? A parte il pio Veltroni, of course. Anche prima che l’Italia esperisse la crisi la gran parte del mondo soccombeva, stritolato dalla povertà; ma probabilmente importava a poche persone. Oggi il Brasile cresce e all’Italia va male.
      Tu come pensi di perseguire questa tripletta nel momento in cui lo Stato italiano ha un debito così alto – debito non detenuto prevalentemente da piccoli risparmiatori, come vorrebbero darcela a bere, ma da grandi gruppi di interesse – e i privati hanno concentrazioni di ricchezza tale da potersi comprare l’intero Stato, quindi istituzioni comprese?

  26. RearWindow commenta:

    @Dr. Benway
    Grazie per aver arricchito il dibattito di una nuova prospettiva. Faccio mie le parole dell’ottima Sed al commento precedente, e mi auguro si possa trovare una risposta risolutiva ad una concezione per cui la forza lavoro sia semplicemente una risorsa sacrificabile sull’altare del capitale.

    @Sed
    Chissà se Fiordaliso non pensasse proprio a questo nel cantare la famosa canzone! ;)

  27. Skynet70 commenta:

    Del “posto fisso” se ne discute ormai da troppo tempo, è un paravento dietro cui mal celano le cattive intenzioni di ridurre tutti i lavoratori alla mercè del primo industriale che alza il dito e dice “oggi tu, tu e tu, gli altri a casa”. Tutti quelli che non hanno il posto fisso sono arrabbiati con chi ce l’ha, liberi professionisti in prima fila e tutti quelli con la partita iva; brontolano e rimproverano i “fissi” che loro non hanno responsabilità, che alle 17 staccano i problemi uscendo e marcando il cartellino.
    Quelli che hanno il posto fisso guardano la loro busta paga e vedono aumentare di mese in mese le trattenute pensando “alla faccia du caxxo… se non ci fossi io con la mia busta a chi tratterrebbero tutti questi euro?”, sì perchè i “fissi” sono quasi gli unici fessi che non sfuggono al controllo, alle tasse, al fisco e a tutti questi accidenti.
    Come la mettiamo eh, Sig. Monti? Poi chi le paga le tasse regolarmente?? E qui non mi addentro sui selvaggi evasori con la partita iva (grandi e piccoli che siano).
    Per anni e anni e anni la classe politica ha foraggiato e sponsorizzato fior fior di raccomandati per il posto fisso (Province, Regioni & C. ne sono colme e stracolme) e ora ci dicono che è tutto finito?
    Io difendo ad oltranza il mio posto fisso, vorrei che altri l’avessero, vorrei che non esistesse nemmeno la parola precario legata al lavoro, contemporaneamente vorrei anche che le aziende usassero le “palle” per accantonare i fannulloni, perchè anche se fosse vero che è difficile licenziare (ricordiamoci che esistono ancora i richiami dell’uff.pers. e dopo 2 o 3 ti possono buttare fuori), una persona scomoda la si può sempre punire con un lavoro più faticoso e/o più “monitorato” (da me c’è ancora chi perde tempo a controllare quanto stai in bagno), quindi l’azienda PUO’ agire, ma non lo fa… signori e signore! NON LO FA!!!
    L’azienda fa la voce grossa con chi lavora e mantiene lo status quo di chi non fa una cippa per il semplice motivo che NON VUOLE GRANE!!

    Inoltre se qualche “fisso” si annoia così tanto, che ci provi a cambiare, a mettersi in gioco… uno su mille ce la fa, gli altri stanno fermi e sopportano perchè in Italia il mercato del lavoro non è uno stagno, ma un acquitrino ormai pestilenziale e fintanto che alle aziende sarà permesso richiamare in servizio i dipendenti PENSIONATI (cioè persone anziane che potrebbero già essere fuori dagli zebedei) non ci sarà mai ricambio generazionale!!

  28. Sed commenta:

    Ho capito : dopo l’utopia, mi tocca il surreale.
    Non credo che la mia tripletta nuocerebbe all’Africa. Senza contare che nessuno dotato di buon senso comprerebbe un paese in cui si rispettano i diritti . Per queste operazioni sono più indicate le repubbliche delle banane.
    Ad ogni buon conto, seppure fosse che istituzioni funzionanti e giustizia sociale a Roccacannuccia dovessero costare il sacrificio di qualche bambino nel Congo…e beh…dopo il surreale un po’ di cinismo s’intona.
    Mai stata pia.(e nemmeno Veltroni, fidati)

    • Dr. Benway commenta:

      Deduco che tu quindi, oltre a sfoggiarle a mo’ di parole d’ordine, proprio perché sei così distante dall’utopia e dal surrealismo, saprai perfettamente come realizzare la tua tripletta.

      • Sed commenta:

        Oh io non saprei …ovviamente non vado oltre lo sfoggio e comunque quel che so lo racconto solo a persone con uso di mondo, quelle che, leggendo prima di rispondere,sanno riconoscere le metafore, i paradossi e i termini di una conversazione..diciamo normale,in casa d’altri. (per giunta)

        • Dr. Benway commenta:

          Purtroppo non tutti a questo mondo possono permettersi di essere brillanti come te. Credo che però, il fatto che possano esistere ritardati come me, sia una cosa che tu dovresti tenere in debito conto.
          Tuttavia mi interesserebbe davvero sapere come vorresti attuare, stante le attuali condizioni, una politica seria di redistribuzione del reddito, per esempio, cosa che penso potrebbe giovare, oltre a me, all’intera discussione. Se poi ritieni che non sia opportuno farlo, amen.

    • Dr. Benway commenta:

      Comunque, non sono i diritti che nuocciono all’Africa, è il mercato selvaggio – a mio avviso, naturalmente, perché la gran parte degli economisti dissentirebbe da questa mia tesi – che ha nociuto all’Africa. Soltanto che, finché il mercato ha teso la mano a noi italiani e ci fatto comodo, siamo stati pronti a chiudere un occhio, ad essere indifferenti, anche se per altri popoli la nostra – nostra intesa come occidentale più che specificamente italiana – ricchezza ha significato la devastazione; ora che la regressione si preannuncia anche alle nostre latitudini, vogliamo la redistribuzione del reddito e la socialdemocrazia (cose, almeno la prima, sulle quali sono d’accordo, beninteso).

      Per il resto, proprio perché nessuno dotato di buon senso comprerebbe un Paese troppo tutelato, come vedi l’Italia è sostanzialmente in vendita e sta progressivamente rinunciando ai suoi diritti acquisiti; stiamo vendendo di tutto, evidentemente ricattati dalla leva rappresentata dal debito pubblico – sia nei suoi esiti statali, sia nei suoi esiti privati, là dove si determina il fallimento delle aziende che non riescono a reggere i tassi di interesse da usura e che vengono fagocitate dai capitali stranieri.
      Il discorso che ci stanno facendo ora, dietro la veste buonista del progesso e della sofisticazione tecnica, è sostanzialmente questo: mettetevi in testa che dovete fare i migranti e andare in giro per il mondo a farvi sfruttare. Proprio come fanno gli africani che vengono da noi in Italia, o come facevamo noi terroni che andavamo al nord a cercare lavoro.

  29. redpoz commenta:

    Ancora una volta mi sento, almeno parzialmente, di dissentire.
    Le parole di Monti sono certo forti e almeno in parte.inappropriate: come sempre, una dichiarazione come questa presa di per sé suscita aspre reazioni.
    Ed in effetti riconosco di essere io stesso particolarmente benevolo per il solo fatto che non proviene da Berlusconi….
    Tuttavia, non trovo sbagliato che Monti spinga per superare alcune rigidità italiane. Il discorso è senza dubbio “settario” e diretto solo ad una piccola parte della popolazione, mentre punti più importanti e maggioritari (primo fra tutti, creare posti di lavoro) sono in taciuti. Ma per quella piccola parte è ora di cambiare mentalità: non è sbagliato insistere sul fatto che la flessibilità professionale è oggi per molti un vantaggio, un potenziale vantaggio che dobbiamo ancora apprendere….
    Quindi, importantissimo pensare anche ad altre questioni, ma non fraintendiamo volutamente il discorso: mi pare davvero forzato credere che Monti si volesse riferire agli operai o ai disoccupati con le sue parole!

  30. RearWindow commenta:

    @skynet
    Infatti il punto verte proprio su quell’uno su mille. Non si può elogiare la flessibilità in un mercato come il nostro in cui solo uno su mille ce la fa… vuol dire non avere il senso della realtà…

    @sed
    Accidenti… e menomale che questo blog non ha lettori in Congo, altrimenti aprivamo un contenzioso internazionale! :)

    @redpoz
    Guarda… il solo fatto che gli unici a difendere le parole di Monti son stati Sacconi e Casini, mi fa capire che le critiche che gli son piovute addosso sono, a mio avviso, tutte giustificate. Quella piccola parte (davvero minima percentualmente) a cui tu fai cenno non ha certo bisogno dell’incentivo di Monti per considerare l’opportunità di cambiare il proprio lavoro. Sono tutti gli altri che non possono farlo anche se volessero… mi riferisco ai tanti che pur lavorando, sanno che se si trovassero a spasso avrebbero enormi difficoltà a trovare una nuova occupazione, ed anche naturalmente ai tanti precari che ormai in Italia son diventati precari a vita… è per questo motivo che l’uscita del Presidente del Consiglio appare davvero slegata dalla realtà delle cose. E poi, una volta tanto sono d’accordo con Luigi… se una cosa del genere l’avesse detta berlusconi (ipotesi neppure troppo campata in aria) lo avrebbero crocefisso!

  31. Tiziana commenta:

    A parte che io come “posto fisso” intendo qualunque lavoro a tempo indeterminato, sia nel pubblico che nel privato….ho la sensazione che la flessibilità (quindi il precriato) piaccia tanto a chi non ce l’ha.
    Chi come me la vive nel quotidiano da anni, sa benissimo che è deleteria e basta. Altro che occasione, altro che cambiare mentalità!
    non c’è proprio bisogno di cambiare mentalità, quando ti tocca vivere alla giornata e non sai nemmeno quanto prenderai a fine mese….sempre che prenderai qualcosa.
    “non è sbagliato insistere sul fatto che la flessibilità professionale è oggi per molti un vantaggio, un potenziale vantaggio che dobbiamo ancora apprendere….”
    ok. lasciamo a chi inneggia la precariato la libertà di essere precario, se così desidera. ma lasciamo pure agli altri la libertà di rifiutarlo.
    io che lo provo da ben undici anni posso dire che 1- non è affatto un vantaggio (ma se mi sbaglio, me lo si dimostri); 2- se io volessi annoiarmi, nella mia vita? posso essere libera di farlo o deve essere monti a decidere che non devo essere ibera di impostare la mia vita come mi pare?
    A dire la verità, dopo ANNI si flessibilità (o precariato, è la stessa cosa), in cui sono partita da zero e rimasta sempre allo zero (perchè la realtà è questa, non serve appellarsi al cambio di mentalità) sento una voglia matta di annoiarmi con un orrendo posto fisso che mi permetterebbe di non campare più alle spalle altrui, pensa un po’, tanto per citarne una….

  32. Trinity commenta:

    Ah ecco… bravo bravo @redpoz, aspettavo al varco qualcuno che tirasse in ballo l’altra magnifica, nonchè inutile, parola: FLESSIBILITA’.
    Io, dipendente, devo diventare flessibile ad orari e necessità produttive e di mercato, mentre intorno a me i più comuni servizi rimangono totalmente INFLESSIBILI: poste, banche, uffici di pubblica utilità, servizi al cittadino ed alle famiglie (un esempio su tutti gli asili).
    Di quali vantaggi stiamo parlando??? E soprattutto per chi???
    Quando gli inflessibili saranno flessibili come me, allora potrò accettare serenamente la mia flessibilità, fino ad allora è solo una presa in giro, come l’altra fandonia della globalizzazione del mercato!
    Perchè la Germania sta continuando a trainare i mercati pur lavorando meno ore dell’Italia e permettendo ai lavoratori di rimanere a casa il sabato pomeriggio? Avete mai provato a cercare un negozio aperto in Austria/Germania dopo le 18.30?? Nemmeno i supermercati! Non saranno mica dei geni e noi dei coglioni… o forse sì??
    Perchè i ns politicanti non riescono a carpire il meglio dalle altre nazioni, invece di propinarci delle idee peggiorative?
    Queste ideone di Flessibilità e di Posto Variabile a me fanno orrore a prescindere da chi le pronuncia, mi meraviglio che lo faccia un professorone legato alle banche quando sa benissimo le garanzie che queste richiedono: “Posto Variabile? Oh I’m very sorry… vada pure sotto il ponte a chiedere il mutuo o prestito”

  33. Dr. Benway commenta:

    A mio modo di vedere comunque esistono principalmente due cause che portano al fallimento (o alla contrazione dei profitti) di un’azienda ( e alla conseguente perdita del posto di lavoro): o perché produce oggetti obsoleti o perché ha costi di produzione – e tra i costi di produzione il lavoro gioca il ruolo predominate – troppo alti rispetto alle aziende concorrenti. Per cui, dal mio punto di vista, mi pare del tutto evidente che la flessibilità altro non sia che un modo per dare pieno potere di licenziamento alle aziende e per tenere bassi i salari grazie al gioco al massacro tra i lavoratori.

  34. RearWindow commenta:

    @Tiziana
    Difficile non essere d’accordo con te.

    @Trinity
    Girala come vuoi, ma l’uscita di Monti è indifendibile. Parafrasando Andreotti si potrebbe dire che in Italia il lavoro fisso logora chi non ce l’ha…

    @Dr. Benway
    Nella concezione capitalistica la forza lavoro è vista soltanto come una delle variabili di un’equazione che deve necessariamente portare al profitto. Ed è proprio quest’idea che costituisce il brodo di coltura di affermazioni come quella di Monti. Non che sia di per sè sorprendente, visto la storia e l’estrazione del nostro Presidente del Consiglio, però – mettiamola così – un pò dispiace!

    • Dr. Benway commenta:

      Dispiacersi è il minimo. Ma credo che da qui alla fine della legislatura sia inutile scandalizzarsi per qualsiasi dichiarazione dei membri di questo Governo; dichiarazioni che non sono errori di percorso o semplicemente battute poco felici, ma rappresentano la ragion d’essere della loro azione. Al di là delle singole battute, la sostanza di ciò che vogliono attuare credo sia ormai esplicita. Molto meglio incazzarsi e, contemporaneamente, pensare a un’uscita e a un’alternativa fondata a tutto questo.

      • RearWindow commenta:

        Ovviamente il mio “un pò dispiace” era ironico… quanto al resto, in questo momento non vedo alternative a questo Governo. Andare adesso a nuove elezioni sarebbe un suicidio. Anche se immagino tu intendessi un’alternativa più radicale che un cambio di governo…

  35. Laila commenta:

    In tutta sincerità, sai cosa mi preoccupa? Il recente elogio che il nano ha fatto nei confronti del premier Monti… Puzza… sento puzza di bruciato… tanta puzza!!!

  36. davide commenta:

    si punta a una scrematura sociale,che salvi solo una parte delle società.Che poi è quella che da sempre conta per i regimi liberali.Quindi la massa che fa lavori “umili” deve sottostare alle stesse regole dei pochi eletti.Un Monti può permettersi di non avere il posto fisso,ma di avere i posti fissi:banche,cda,un passo in politica.Dico un Monti perchè parlo di quella razza li,non del marietto simpatia,eh?
    Dire a un appartenente alla piccola borghesia o alla media borghesia che si sta proletarizzando,che il posto fisso è noioso,è un atto di guerra coglionesco e di disprezzo di classe.Loro però ci anestizzano con i discorsi falsi pacifisti,dando del terrorista a tutti quelli che si ribellano
    Tuttavia due anni di metodo roberspierre non sarebbe male!^_^

  37. ava commenta:

    quanto ci sarebbe da dire sul posto fisso: quello senza prospettive da travet anonimo e grigio e’ stato stigmatizzato dalla letteratura anche in tempi lontani ma esiste anche il posto fisso che garantisce la crescita del bagaglio di esperienze lavorative che permetteranno di fare carriera all’interno della stessa azienda e magari un giorno di mettersi in proprio…

  38. Skynet70 commenta:

    Vedo che non mi sono espressa bene, non volevo scusare Monti, volevo dire che è proprio la frase che è orribile in sè per il significato che porta. Se l’avesse detta Silvio, dopo tutto quello che ci siamo sentiti dire, l’avrei messa insieme all’altra brillante frase in cui consigliava fanciulle di belle speranze a trovarsi un marito ricco che le mantenesse… Mon Dieu!
    Il fatto che l’abbia detta un “tecnico” (??!!) fa ancora più specie perchè si nota chiaramente come questo signore viva nel Mondo della Pimpa!

  39. RearWindow commenta:

    @laila
    Sempre meglio non fidarsi di quello là… a prescindere! ;) Comunque una cosa più preoccupante ancora è che Monti abbia parlato a favore di berlusconi, dicendo che lo spread è stato usato come arma contundente contro di lui…

    @davide
    Mi piace molto l’espressione “disprezzo di classe”…

    @ava
    Assolutamente d’accordo… il posto fisso può essere un’opportunità di crescita professionale non indifferente…

    @skynet
    Forse mi sono espresso male io… ma la mia frase sull’indifendibilità della frase di Monti, non voleva contestare quello che avevi scritto tu, ma semplicemente confermarlo.

  40. redpoz commenta:

    Guarda, io riconosco che tutte le tue obiezioni sono corrette. Anzi, ineccepibili.
    Infatti ho premesso di parlare per una piccola parte, marginale, rispetto alla quale ci sono situazioni più importanti su cui intervenire.
    Semplicemente non penso che quella stessa parte sia già così reattiva e pronta ai cambiamenti. Parlo, un pò per esperienza: secondo me in Italia ci sono ancora tante potenzialità che restano bloccate (vedi l’idea sull’impresa semplificata), quindi lo sprono di Monti non può far male. Insomma, se ad un ventenne si insegna che potrà cambiare più impieghi (qualificati) non ci vedo nulla di male, è uno stimolo.
    Ripeto, una piccola parte. Marginale. Però crocifiggiamo Monti solo per questo. Facciamolo piuttosto perchè non ha ancora riformato nulla…
    (mi sembra un pò che Monti faccia quello che Deng fece in Cina… scuoterci)

    @ trinity: sinceramente, io qualche supermarket aperto tardi in Germania lo ricordo (Amburgo).
    Comunque, aldilà delle battute, sono d’accordo con te quando dici che ci sono altri servizi da modernizzare (ottimo il riferimento agli asili. aggiungiamoci pure il tempo prolungato!). Mai detto il contrario. La flessibilità deve essere diffusa a diversi ambiti. Ti dirò: flessibilità pure per gli avvocati, le farmacie….

    Insomma, si può sbagliare ma almeno sbagliamo cercando di miglirarci

  41. RearWindow commenta:

    @redpoz
    La pensiamo diversamente su questo punto. Travaglio al riguardo parla di dilettanti allo sbaraglio…

    • redpoz commenta:

      ho letto l’articolo di Travaglio e non trovo nulla da eccepire.
      pensavo di aver già scritto che per me il problema non è l’art. 18 non lo è mai stato e non lo sarà, se non l’ho fatto mi scuso del colpevole ritardo.

      data questa premessa, le critiche sollevate nell’articolo sono tutte giuste e fondate (soprattutto quelle sull’art. 18 e le altre cause per i mancati investimenti in italia), però non rispondono alla mia obiezione.
      Sono d’accordo che il punto principale è creare lavoro, sono d’accordo che non si debbano svilire le garanzie e lo stato sociale. Ma ciò non toglie che si possa anche cercare di innovare altri aspetti, soprattutto dove ce n’è la possibilità.
      Monti poteva essere un comunicatore migliore, senza dubbio, e con lui la Fornero. Ma il succo non cambia.

  42. gattarandagia commenta:

    io credo che l’infelicissima battuta derivi anche dall’esperienza personale di Monti e dei suoi ministri, che si sono ben laureati, hanno scelto dove lavorare tra le numerose offerte che subissavano un tempo gli elementi migliori usciti dalle migliori università, ed hanno sempre cambiato per migliorare e sicuramente “divertirsi” di più, affrontando più sfide e provandosi su diversi terreni, non ultimo questo governativo.
    niente di male, anzi … sicuramente stimolante.
    il guaio è che va ripensata tutta una società sinora basata sulle certezze e l’inamovibilità, una società dove il familismo è struttura portante, e sostituisce lo stato sociale.
    cavoli amari.
    andrebbe fatto, forse è nelle intenzioni di questo governo, ma nel frattempo astenersi da spiritosaggini e battute: abbiamo già dato.
    ben ritovato, RW

  43. Sed commenta:

    Resta da capire come il posto fisso, considerato un paio di generazioni fa, quasi un’ onta, un indizio d’imborghesimento etcetc, sia diventato in termine di poco tempo, un obiettivo così desiderabile.
    Nemmeno allora i posti di lavoro “fissi” si distribuivano con facilità.E anche allora il “problema lavoro” esisteva nei termini drammatici delle riorganizzazioni aziendali e delle prime dismissioni.
    Come se non bastasse la società era più classista di quanto non lo sia adesso,l’accesso agli studi era precluso ai figli degli operai e, nel caso dei licei, anche a quelli degli impiegati.
    Chi descrive gli anni 70 come tempi d’oro in cui tutto era possibile,sbaglia : l’ascensore sociale funzionava : ma solo dal quarto piano all’attico.Dal primo al terzo bisognava faticare di brutto.
    Ma una cosa è certa : quella generazione di giovani era assai più reattiva – a volte anche troppo – e più disposta a mettersi in gioco di quanto non lo siano i venti-trentenni di adesso.
    Non conosco il percorso formativo e professionale di ciascun ministro,so che Monti era figlio di un impiegato di banca, non credo abbia avuto strade lastricate d’oro.
    E so anche che per essere chiamata a riorganizzare l’intero sistema pensionistico nei paesi ex comunisti, alla ministra Fornero non sarebbero state sufficienti ne’ una famiglia altolocata ne’ un calcio nel sedere da parte di qualche barone.
    Forse le parole di questi ministri – ora poi ci si sono messe anche le titolari del Lavoro e degli Interni – hanno quest’effetto così dirompente perchè al netto di tutti i toni sgradevoli, dicono la verità.

  44. RearWindow commenta:

    @gattarandagia
    Va rifondata la nostra società, non ci sono dubbi! Però diciamo che possiamo fare a meno di questo tono professorale con cui il Governo si rivolge agli italiani…
    Benvenuta Gatta!!!

    @sed
    Quello che dici sugli Anni 70 è vero. Personalmente però non sono affatto sicuro che il tono professorale con cui vari esponenti del Governo si rivolgono agli italiani sia il più indicato od opportuno. Come ho già detto, secondo me la comunicazione politica è politica ed in questo senso le recenti dichiarazioni vanno in una direzione sbagliata.

    • Sed commenta:

      Ma questo lo abbiamo appurato.
      E se è vero che in questo paese non ce la siamo mai passata brillantemente, non vedo perché rimproverare alle generazioni precedenti possibilità che non ci sono mai state.
      Queste sono risposte che non rendono l’interlocuzione dignitosa.
      Il professore parla e l’allievo risponde.Bella dinamica ( tant’è che si continua).
      Si pretenderebbe invece una risposta ” da cittadini”
      Andrebbe bene pure : a noi il posto fisso “ce piace” embé?
      Piuttosto che le geremiadi delle vittime del sistema o delle cattive maniere.
      La verità è che a noi questo governo “nun ce piace”,lo dobbiamo digerire perchè altro scampo non v’è e lo aspettiamo al varco.
      Benissimo,ma ancor meglio entrare nel merito dei provvedimenti. Altrimenti è un girare a vuoto che va dalle raccomandazioni al familismo al Congo.Un bel catalogo di maiuscoli Alibi.

      Per la comunicazione politica ti invito a riconsiderare quanta ne abbia fatta, e con successo, Berlusconi (toglieremo le tasse, introdurremo il merito etc etc) e i risultati, in termini di reali provvedimenti. Non credo si trattasse della stessa cosa.

  45. intesomale commenta:

    “Resta da capire come il posto fisso, considerato un paio di generazioni fa, quasi un’ onta, un indizio d’imborghesimento etcetc, sia diventato in termine di poco tempo, un obiettivo così desiderabile.”

    Hai ragione, Sed, questo è un pensiero molto intelligente. Ti dirò: nel mio caso, penso che il fatto di non poter fare alcun progetto di vita abbia un suo peso.

  46. Tiziana commenta:

    @intesomale: quoto toalmente. e scommetto che chi ragiona cosi, il posto fisso che gli cnsente di costruirsi una vita ce l’ha eccome.

  47. Tiziana commenta:

    poi, parte che non ho mai sentito che negli anni ’70 i figli degli operai o degli impiegati non potevano frequentare l0università (ma dove?!), non è vero che le cose non funzionavano:; la prassi era ti prendo in porva per un tot. periodo (di solito due- tre mesi) e se lo superi ti assumo a tempo indeterminato. e così la gente trovava lavoro. e’ vero che non c’ero, ma appunto mi baso sui racconti di chi c’era (tutti falsi? tutti scemi?). Certo che poi c’era da sgobbare,nessuno ti regalava nulla ma potevi costruirti una vita e perlomeno avere di che mantenerti. certo ci saranno state le eccezioni, m la realtà era ben diversa…

  48. RearWindow commenta:

    @Sed
    Ti dirò… quando Monti si è insediato io ero felicissimo (per i motivi che chiunque abbia letto qualche mio post precedente al novembre 2011, può facilmente intuire). Dopo 3 mesi la mia felicità è un pò scemata… però mi basta ricordare quali facce c’erano prima di lui, per farmi stare un pò meglio. Ecco… forse noi eravamo abituati così male, che ora siamo talmente ben disposti che certe cose le facciamo passare in cavalleria.
    Continuo a credere che fare comunicazione politica sia fare politica. Penso anzi che sia anche grazie a quei proclami (diffusi in modo martellante dal proprio impero mediatico) che berlusconi abbia guadagnato la fiducia di moltissimi connazionali e sia rimasto in sella per quasi 20 anni. Non si spiega altrimenti – ad esempio – la straordinaria attenzione che b. ha sempre avuto per i mezzi di informazione, arrivando a spendersi in prima persona per far chiudere certi programmi tv sgraditi. Ma perchè farlo, se questi programmi veicolavano soltanto delle opinioni? Evidentemente nella nostra società le parole contano quanto (se non di più, in molte occasioni) dei fatti.

    @intesomale e @tiziana
    Non credo che la questione sia da porsi in questi termini. Ritengo che sia stata fatta una considerazione di natura più generale sul fatto che anche gli Anni 70 siano stati un periodo tutt’altro che facile. A differenza di tempi più recenti allora esisteva una reattività diversa ed un maggiore impegno civico e politico. Poi a partire dagli 80 è arrivato il riflusso, il disimpegno, si è tutti ripiegati nel privato e una certa presa di coscienza civile è gradualmente sfumata. Su questo brodo di coltura si è poi poggiato il berlusconismo che ha provveduto a spegnere ancor di più le coscienze e la voglia di lottare. Fatto salvo questo, è evidente che l’attuale condizione del mercato del lavoro è talmente disastrosa da far giustamente considerare il posto fisso come un punto di riferimento.

    Tiziana, gli Anni 70 erano molto più classisti rispetto ai tempi più recenti. Allora i figli degli operai che volevano intraprendere la carriera universitaria erano sicuramente osteggiati in questa scelta dal “sistema”. Una laurea era anche un discriminante sociale, nel senso che si laureava acquistava pure una collocazione sociale diversa da chi non lo era. Oggi l’Università non possiede più quella connotazione, nè in ingresso nè in uscita.

    • Sed commenta:

      Ma certo che fare comunicazione politica è anche fare politica.
      Non è questo il punto : semplicemente (banalizzo) non ci sono automatismi tra il dire (politico) e il fare (sempre politico).

  49. intesomale commenta:

    Capisco. Ma mi chiedo se disegnare grandi tendenze serva poi a qualcosa. Le tue descrizioni dei 70, degli 80 e così via, a cosa si riferiscono? All’Italia? A Milano? A Roma? Al sud? Chi genera la cultura: gli intellettuali, la forza lavoro, i ricchi, il caso, tutti questi insieme?

    Io queste generalizzazioni le ho sempre un po’ temute, e preferisco rispondere a commenti come quello di Sed, che sono ben precisi nel riferirsi a uno specifico ambiente culturale e non a un’Italia che – mi sembra – è unita solo nelle copertine dei volumi della sua storia…

    Prendi per un momento il particolare. Alla fine dei 70, una coppia di impiegati con un grande talento per il disegno e la comunicazione ha mollato il lavoro e – poco prima di fare un figlio – ha aperto una agenzia dal nulla. Erano figli di un impiegato di banca e di un operaio. Ce l’hanno fatta. Stanno andando in pensione, dopo più di trent’anni di buoni successi, riempiti solo del loro talento. Si tratta della storia dei miei genitori. Dove riposa questo nel tuo modello? Siamo alla lotta di classe degli anni 70, da loro vinta, o all’ognuno per sé e Dio per tutti degli 80? O in qualcosa di ancora diverso, nel sapore e nel significato? Un mito capitalista, individualista, chiamato a premiare due giovani di pensiero – guarda un po’ – comunista? Non capisco. Vedo quel che è cambiato nelle condizioni: due come loro oggi semplicemente non potrebbero. E vedo come questo danneggia il futuro del nostro paese. Ma quel che è cambiato nelle intenzioni, nel pensiero dei singoli, non lo vedo. Non lo capisco. Non so dire in cosa sono diverso da loro. E mi arrendo di fronte a questa mia incapacità.

    • Sed commenta:

      E’ diversa l’idea di futuro che i Tuoi percepivano, pur nell’incertezza, come ricco di possibilità ed era anche differente l’idea di sfida che oggi viene considerata come un folle azzardo e allora veniva vissuta come unica via possibile per aggredire le cose che non erano a portata di mano.
      Tu (generico) semplicemente pensi di non avere un futuro.Il che ovviamente non è vero.

      Guarda che i tuoi genitori non hanno “vinto la lotta di classe”, che lo Statuto dei lavoratori licenziato per l’appunto nel 70, provocò una reazione durissima da parte della classe imprenditoriale (e non solo), prova a scorrere mentalmente gli episodi salienti del decennio 70-80 e forse potrai renderti conto meglio in quale temperie si sono mossi.
      Ma c’era una differente coesione sociale e qualche Idea in più da spendere o difendere.
      Quanto all’oggi ….vediamo se ci soccorre Bertolucci, il quale dice sempre che vorrebbe scrivere la Terza Parte di Novecento ma che non riesce perché si è spezzato quel tipo di sintonia col pubblico che aveva accompagnato la stesura della Prima e della Seconda parte.
      Credo che nelle sue parole ci sia una delle chiavi
      interpretative di questi tempi..

  50. RearWindow commenta:

    @sed
    Su questo siam d’accordo… :)

    @intesomale
    Le generalizzazioni necessariamente sintetizzano e quindi lasciano fuori qualcosa, specie se costrette nelle poche righe di un commento ad un post. Ciò nondimeno riportano delle tendenze che, nella fattispecie, sono difficilmente contestabili. Certo non so dire in cosa sei diverso TU da molti 30enni degli Anni 70. Qualcosa in più però potrei affermare in merito alle differenze di molti giovani degli Anni 90 e 2000 rispetto ai loro coetanei di 20/30 prima. Fatte salve naturalmente le eccezioni e le storie particolari. Anche io non amo molto generalizzare, però a volte capita di farlo persino senza accorgersene. Tu scrivi “due come loro oggi semplicemente non potrebbero”. Anche questa è una generalizzazione che si appoggia su tendenze massive, che non possono tener conto che magari ad Abbiate Grasso, piuttosto che a Canicattì, una coppia formata da figli di un impiegato di banca e di un operaio, oggi c’è riuscita… ;)

  51. Tiziana commenta:

    mi piacerebbe sapere come sia possibile percepire oggi un futuro ricco di possibilità quando la realtà dice l’esatto contrario!

  52. intesomale commenta:

    @Sed: “Guarda che i tuoi genitori non hanno “vinto la lotta di classe”” — mi pare ovvio, anche perché non la vince mai nessuno, ammesso poi che esista.

    scherzi a parte: sì, hai ragione. Il contesto è probabilmente quello che tu descrivi, ma vedi anche tu quanto è complesso.

    @RearWindow: mi hai fregato, rispondevo alla tua generalizzazione con una generalizzazione. Well played.

  53. Giampaolo commenta:

    Quanti commenti!
    Comunque non sono tanto sicuro sul fatto che, se questa frase l’avesse detta Berlusconi, l’avrebbero crocifisso!
    Berlusconi ne ha dette talmente tante che…….la lista è lunga!
    E poi basta guardare Facebook e si capisce che Monti è trattato molto male, e molti hanno già dimenticato ben dieci anni di governo Berlusconi!
    Incredibile! Due-tre mesi di governo tecnico hanno cancellato dieci anni (2001-2011) di berlusconismo….
    almeno questa è la mia sensazione.
    Buonanotte!
    ps ho aperto il mio blog musicale: http://superprogjazzmetal.wordpress.com/

  54. RearWindow commenta:

    @Tiziana
    Purtroppo le prospettive che abbiamo davanti sono tutt’altro che incoraggianti…

    @intesomale
    :-)

    @Giampaolo
    Personalmente non mi pare che si sia dimenticato il precedente Governo. Monti ha fatto una dichiarazione infelice ed è stato fatto oggetto di critiche, anche aspre. Però, chiunque dotato di cervello non può non aver sempre presente le enormi differenze che sussistono fra l’attuale Presidente del Consiglio ed il suo predecessore.

    verrò a dare un’occhiata al tuo nuovo blog…

  55. Roberta commenta:

    Ciao Rear, ma Monti parlava a noi o alla Fornero, ministro del lavoro e docente universitario a Torino, come il marito, e come la figlia quest’ultima poverina anche con il doppio lavoro? ripreso da qui http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/06/posto-fisso-monti-monotono-figlia-ministro-fornero/189284/
    A Venezia si dice … il peggio non è mai morto …

  56. RearWindow commenta:

    @Roberta
    Mi pare una giusta osservazione… tantopiù che la figlia della Fornero risponde anche all’affermazione del Ministro Cancellieri, per cui oggi i giovani tendono a cercare un posto vicino a mammà! ;)
    Benvenuta dalle mie parti… :)

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